Bravi Picciotti è il nuovo mixtape del collettivo palermitano Gorilla Sauce, ispirato a Quei Bravi Ragazzi di Scorsese: dentro tanti ospiti.

Bravi Picciotti è il nuovo mixtape dei Gorilla Sauce (collettivo di Palermo formato dai rapper Chef Monkee, Nevra, Issel e Popa e dai producer Valentino, Yaweh e Alex 3o5) che per l’occasione rivisita il titolo del film culto Quei Bravi Ragazzi di Martin Scorsese. Il gruppo ha deciso di chiudere con un progetto corposo un anno difficile come il 2020, che non ha permesso ai diversi rapper emergenti della città di sviluppare adeguatamente il proprio percorso. E’ proprio per questa ragione che il mixtape ospita non soltanto i membri di Gorilla Sauce, ma anche diversi rapper della scena palermitana come Robson De Almeida, Pacino, Mated, Jelo, Resla, 091, Push-Over, Gielle, il francese Yannick Tiolo, e poi Dugno e Genia (unica quota rosa).

Se da una parte Bravi Picciotti è un mixtape per lo spirito con cui è stato realizzato, dall’altra è un vero è proprio disco, che ha l’intenzione di dimostrare come il capoluogo siciliano sia in grado di sfornare talenti esattamente come il resto d’Italia.  E Bravi Picciotti non è nemmeno l’unica release dell’anno per il collettivo. Prima del mixtape infatti, tre dei quattro membri principali di Gorilla avevano presentato dei concept solisti nel 2020: Chef Monkee con il doppio brano Pezzo/Commerciale, Nevra con il pezzo in dialetto Finiu i Lussu ed Issel con l’EP Senza Macchia.  Tutti gli artisti citati sembrano avere già chiare le proprie visioni, dimostrando un repertorio ed una versatilità al microfono davvero interessanti.  Per quel che riguarda Popa invece non è uscito nulla durante il suo 2020, ma le strofe all’interno del mixtape dimostrano come ci sia molta carne da mettere al fuoco.

Bravi Picciotti è sicuramente uno dei progetti recenti più interessanti della scena palermitana, che ha sempre sofferto la mancanza di rapper slegati dal contesto del “rap sociale”.  In questa prospettiva, Gorilla Sauce gioca con irriverenza con l’ideale mafioso e si pone l’obiettivo di spezzare questo taboo, proponendo un progetto fresco e vario che suona finalmente al livello del mercato attuale. Dentro il tape ci trovate del rap per tutti i gusti e il merito è anche dell’ecletticità dei tre producer che hanno lavorato al disco.  Nonostante le 23 tracce infatti, il tape scorre liscio grazie ai diversi mood che offre, con brani solisti, remix di pezzi già editi, strofe da Formula 1 e momenti più chill, come in Big Cheffa. Il tutto con all’interno una cifra di riferimenti alla città di Palermo, come la traccia Stancampiano, che potrebbe tranquillamente diventare una street hit per i ragazzi del posto. Da segnalare infine, sia l’intro narrato dal doppiatore Ivan Anoe  – che rivisita la medesima intro di Quei Bravi Ragazzi –  sia la parte grafica del progetto curata da Enrico Spadafora e Frank Bombace.

Puoi ascoltare Bravi Picciotti qui.

 

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