È uscito Famoso di Sfera Ebbasta, il disco più atteso dell’anno da molti: vediamo con questa recensione se il rapper di Cinisello si è dimostrato all’altezza della sua fama.

Quando si parla di un fenomeno come Sfera Ebbasta è sempre difficile restare obiettivi, tra chi lo ama e chi lo odia i pareri sono spesso troppo spostati da una parte o dall’altra in base alla fazione di appartenenza. Partito con uno street album quale XDVR, ormai culto anche per chi non mastica molto certi suoni, Gionata Boschetti si è fatto strada fino a raggiungere un successo, possiamo dirlo, mondiale. Se con Rockstar ha consolidato la sua posizione in Italia, cominciando a annusare anche oltre i confini, con Famoso ormai questi confini li ha superati.

Dal bio-documentario Famoso – The Movie su Prime Video, passando per gli assurdi featuring del disco e al cartellone pubblicitario a Times Square fino ad arrivare alla piazza di Cinisello intitolata a suo nome, ormai possiamo dire senza molti problemi che si tratta di uno dei personaggi italiani più famosi al mondo

Famoso appunto, proprio come il titolo del suo ultimo disco. Non manca quindi una certa consapevolezza della sua posizione. Parliamo quindi della cosa più importante, l’album, al di là dei discorsi di marketing e di immagine. 

Chi si aspettava un ritorno alle origini rimarrà molto deluso, ma davvero qualcuno credeva in qualcosa del genere? Siamo seri, era impossibile. Sfera più di tutti sa di essere in un momento della sua carriera dove deve spremere il più possibile le opportunità e ritornare a suoni così ostici per la massa sarebbe stato un suicidio commerciale. Accantonati quindi i sogni di XDVR e Sfera Ebbasta, il pensiero successivo si attesta quindi su Rockstar, il disco che gli ha dato la svolta artistica e commerciale definitiva. In tal caso verrebbe da dire che sì, Famoso è in qualche modo paragonabile a Rockstar per diversi motivi. 

Innanzitutto per la presenza di collaborazioni forti, se prima avevamo Quavo ora vediamo un passo successivo con Offset, Future, J Balvin, Diplo e Steve Aoki. Nomi letteralmente incredibili, impensabili per qualsiasi artista italiano rap e non. Altro punto in comune è la struttura del progetto. Entrambi gli album sono composti prevalentemente da tracce molto soft da una parte (in certi casi oserei dire cartoonesche) e da pezzi invece più duri o comunque a tratti più rap. Da Cupido e Bancomat a Hollywood e 6AM, da Tran Tran a Baby, da XNX e 20 Collane a Tik Tok e S€ Freestyle. Famoso è dunque una sorta di level up. 

Le collaborazioni – tralasciando i gusti musicali personali – sono pressoché inserite alla perfezione. Future e Offset dimostrano il divario che c’è tra USA e Italia con due strofe ben riuscite (le entrate di Future e Offset fanno scuola), Marra e Guè d’altro canto constatano di essere dei top player all’interno dei nostri confini, evidenziando un’attitudine eccellente e uno status symbol invidiabile nel panorama interno. J Balvin fa quello che sa fare, reggaettonate come non ci fosse un domani, c’è a chi piace. Steve Aoki e Diplo producono due basi dal sapore molto internazionale, infine 7ari e Lil Mosey danno un contributo più che altro alla varietà della tracklist. In particolare la traccia con quest’ultimo – Gangang – risulta un buon esperimento dando all’ascoltatore un momento tra i più “intimi” e rilassati.

Due parole sincere su Famoso di Sfera Ebbasta

Passiamo ora ad un discorso focale. Perché Sfera ha inserito tracce come 6AM e Giovani Re che suonano – come anticipato prima – quasi da sigla dei cartoni animati? Perché ha inserito Baby (la collaborazione con Balvin) solamente per avere il singolo spacca classifiche ma che col resto dell’album non ci azzecca nulla? Perché diverse tracce (Hollywood, Male e Salam Alaikum) sono molto radio friendly? 

Mi spiego meglio, in America i rapper quasi mai si concedono a certi compromessi così palesi, nemmeno mostri sacri che dominano le classifiche tutti i giorni come Travis Scott o i Migos. Tracce come 6AM sono veramente infantili, e dimostrano il fatto che in Italia non ci siamo ancora scrollati di dosso questo perenne compromesso – neanche tanto velato – per il quale se vuoi avere successo devi cedere a certi suoni. Forse è addirittura un problema di pubblico, nel senso che potrebbero essere gli ascoltatori il problema prima che le case discografiche (che semplicemente suppongo si adeguino alla domanda, alla richiesta, senza fare discorsi a priori, tanto a loro interessano solo i guadagni). 

Quindi Famoso pecca in qualche scelta che abbassa il livello del disco che, invece, con tracce come Bottiglie Privè, Abracadabra, Macarena, Tik Tok, Gelosi e S€ Freestyle risulta molto interessante. Anche l’utilizzo di produttori come Diplo e Aoki poteva essere diverso, più improntato a suoni rap piuttosto che suoni certamente internazionali ma di fatto più anonimi. 

Nel complesso però ha diversi lati interessanti, per esempio l’utilizzo dei rapper oltreoceano è decisamente meno criticabile di quanto fatto ormai quasi tre anni fa con Quavo che era stato inserito in una canzone che di rap non aveva niente. Stesso discorso con i due autori di Santeria che vediamo partecipi a forse la traccia più street del disco. L’utilizzo dell’autotune da parte di Sfera ha raggiunto un livello ormai impeccabile, potremmo dire che in Italia è il migliore a utilizzare questo strumento. Ormai nel 2020 è totalmente sdoganato il suo uso e il rapper di Cinisello è stato un pioniere in questo, riuscendo album dopo album a rendere sempre più giusta e precisa la sua gestione.

In generale Famoso da un punto di vista musicale scorre bene, la qualità sotto questo punto di vista non manca, la direzione artistica è compatta e ambiziosa come mai. Le produzioni sono tutte invidiabili, d’altronde in pochi possono vantarsi di avere una base firmata London On Da Track.

Famoso XDVR

Sfera è famoso per davvero. Ha conquistato una posizione nel panorama musicale impensabile fino a un paio di anni fa. Naturalmente è un bene per tutti avere un artista del genere, inutile fare gli ipocriti. Il sogno però sarebbe vederlo sfruttare questa fama con un’attitudine interamente rap, il genere che di fatto più gli appartiene e che l’ha fatto conoscere al pubblico ormai sei anni fa.

Famoso si apre e si chiude con le due canzoni forse più “sincere” della tracklist, Bottiglie Privè e S€ Freestyle hanno un sapore genuino (da sottolineare anche la sua produzione musicale in quest’ultima) che riescono a trasmettere anche – perché no – emozioni. Nel mezzo troviamo un po’ di tutto con tracce riuscite o meno, ma in ogni caso unite dalla volontà di andare oltre e spingersi sempre più in là.

Concludiamo dicendo che per noi non si può parlare quindi di capolavoro fino a che saranno presenti certi pezzi al limite del credibile, ma nemmeno di orrore musicale come sostengono in molti poiché ha dimostrato che se vuole è capace di sfornare tracce di livello. Famoso è un buon album non rap, un progetto che prima di tutto mostra l’ambizione e il successo di un artista.

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