Un’intervista con due dei quattro rapper presenti nella traccia TRVL targata FEA.

Abbiamo avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con Morbo e Shekkero, che insieme a Debbit e Drimer sono i protagonisti della traccia TRVL, uscita all’inizio di giugno.

Questo nuovo capitolo della FEA necessita di un approfondimento, in quanto potrebbe essere il prossimo underdog del rap italiano.

TRVL è l’inizio di un viaggio per FEA, come è nata e come si è materializzata questa nuova sfida?
Morbo: «TRVL è stata concepita, si può dire, nello stesso modo in cui è nata FEA: in maniera molto spontanea, ma non casuale. Esattamente come, infatti, spontanea era stata la nostra decisione di riunirci in un unico collettivo, con la stessa spontaneità abbiamo iniziato a lavorare a TRVL una volta che Debbit ci ha fatto sentire la strumentale prodotta da DannyBeatz; ed esattamente come, prima della nascita di FEA, avvertivamo la necessità di creare una nuova realtà che desse più tutela al mondo del freestyle. Così, dopo svariati mesi di lavoro insieme nel solo ambito del freestyle stesso, abbiamo avvertito la necessità e la voglia di metterci in gioco anche in ambito discografico. Una volta a disposizione il beat, il resto è venuto da sé: i suoni di Danny ci hanno rimandato subito all’idea di viaggio, del quale nella propria strofa ognuno ha dato la propria personale interpretazione.»

Creare delle tracce lavorando con artisti con stili così diversi non è mai semplice, come riuscite a trovare la giusta alchimia?
Shekkero:«Il vantaggio di avere una squadra composta da personalità artistiche tanto definite e diverse è sicuramente quello di poter variare molto, sperimentando più sonorità. Certo, non è sempre facile trovare la giusta formula, ma ciò diventa anche un’opportunità per i singoli per uscire dalla propria zona di comfort e toccare nuovi tasti, o accompagnare gli altri nei loro rispettivi punti di forza. Un esempio ne è TRVL, dove, sebbene Debbit e Morbo abbiano degli stili agli antipodi, entrambi riescono comunque a valorizzare le loro qualità trovando la migliore interpretazione possibile del beat. Il grande punto di forza è che in questo modo l’ascoltatore può sia rivedersi nelle performance che più si avvicinano al suo gusto, sia allo stesso tempo familiarizzare con stili che magari ancora non aveva apprezzato.»

FEA trvl

Siete 13 freestyler tra i più forti d’Italia, ma quanto è difficile per voi passare dalla “modalità freestyle” allo scrivere e modificare un testo, con tutto ciò che ne consegue?
M: «Essendo stilisticamente molto diversi tra noi, ognuno ha il proprio modo di approcciarsi al freestyle e ai testi: qualcuno scrive più di getto, qualcun altro invece cura di più ogni dettaglio. Inoltre, essendo principalmente un collettivo di freestyler, al suo interno alcuni sono musicalmente più attivi di altri, e immagino che anche questo incida molto sul passaggio dall’una all’altra fase. Ciononostante, tutti i membri FEA sono personaggi attivi nella scena da svariati anni, e chi più chi meno hanno comunque tutti dei lavori musicali alle spalle: ciò fa sì che ognuno di noi abbia già avviato da tempo quel percorso necessario per intendere la musica in maniera diversa rispetto al freestyle, senza però allo stesso tempo eliminarne del tutto le influenze, le quali – e questo può essere forse il nostro “vantaggio”, la nostra peculiarità – usate nel modo e nelle dosi giuste arricchiscono, anziché appesantire, la nostra musica.»

All’interno della vostra organizzazione avete una figura che si occupa di coordinare e di prendere le decisioni finali per quanto riguarda la direzione artistica? O si tratta più di una oligarchia?
S: «Il gruppo cerca di muoversi in maniera univoca e più democratica possibile: all’interno coesistono infatti vari ruoli, che spaziano dalla gestione social all’ideazione degli eventi targati FEA come Featricide, Battlefeald e Feamily Affair. L’uscita di TRVL ha reso inoltre evidente l’intento del collettivo di iniziare a muoversi anche sul versante discografico, e in questo senso l’esperienza di Dj MS (da qualche mese membro a tutti gli effetti del gruppo) è stata da subito importantissima, portandolo a diventare in breve tempo la nostra figura di riferimento per quanto riguarda la finalizzazione del lavoro in studio.»

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Shekkero, tu sei indubbiamente uno dei freestyler più vincenti della storia, ma da un punto di vista cantautoriale anche uno dei componenti del team con meno lavori ufficiali alle spalle. Credi che Nostralgia, Malincomia ti abbia dato quella sicurezza e quell’esperienza necessaria per lavorare serenamente e alla pari con gli altri?
S: «Nostralgia, Malincomia è frutto di una mia maggiore consapevolezza artistica, e il suo stesso processo di creazione è stato un ulteriore spunto di maturazione che mi ha portato a un livello successivo, necessario per poter essere adatto a un progetto del genere. Inoltre, dalla lavorazione del disco, alla sua pubblicazione, fino a oggi, mi sento anche cresciuto sotto più aspetti, e ho quindi davvero voglia di condividere i tanti progressi fatti.»

Morbo, anche qui i complimenti legati al mondo del freestyle sono superflui. Come dici nella canzone, cosa significa davvero per te ritrovarti a 28 anni e ripartire da zero?
M: «Ho scritto questa strofa in un periodo della mia vita denso di cambiamenti, e per me si è trattata davvero di una “ripartenza”. Alle spalle ho davvero tanti anni di musica, sfide, viaggi e anche esperienze personali che, nel bene e nel male, mi hanno definito: con la mia strofa in TRVL è come se, ancora una volta, musicalmente e nella vita abbia deciso di mettermi alla prova. Scrivere quella strofa mi ha aiutato a “esorcizzare” quel periodo che andavo attraversando, e allo stesso tempo mi ha consentito di mettere un punto e ripartire, appunto, di nuovo”.

Secondo voi come sarà la situazione italiana del freestyle italiano post COVID-19? Anche la FEA stessa subirà delle modifiche di qualche tipo per rispondere alle muove esigenze degli organizzatori?
S: «Siamo i primi a voler scoprire quello che ci aspetta nella vita post-Covid. Ciò sia per quanto riguarda la differente caratterizzazione degli eventi, sia per quanto riguarda gli eventuali cambiamenti cui andrà incontro il mondo del freestyle. Sicuramente, dovremo, in un certo senso, “riscoprire” noi stessi dopo un periodo di inattività globale e capire come si sarà evoluta (o meno!) la scena nel frattempo. D’altra parte sarà anche interessante osservare se il nuovo movimento dei contest online avrà avuto dei riscontri sulle battle per come le conosciamo, o se semplicemente l’astinenza dalle competizioni ce le farà apprezzare ancora più di prima. In ogni caso, se ce ne sarà l’esigenza, la FEA essendo prima di tutto freestyle saprà improvvisare, reinventarsi e adattarsi alla situazione come meglio sa fare.»

La FEA ci ha sempre abituato a novità e a sperimentazioni, cosa ci dobbiamo aspettare per il futuro?
S e M: «Ci fa piacere che questa sia la visione che si è giunti ad avere di FEA, e se da una parte non possiamo dire niente di troppo preciso, dall’altra possiamo confermare che novità e sperimentazioni sono esattamente ciò che potrete comunque continuare ad aspettarvi da noi. Naturalmente TRVL non sarà l’unico singolo a firma FEA: altri componenti del gruppo sono già al lavoro per regalare presto nuove canzoni. Altrettanto naturalmente, poi, continuiamo a lavorare anche per quanto riguarda il freestyle, cercando di capire come sfruttare le nuove vie che questa – speriamo temporanea – situazione potrebbe aprire, e soprattutto come ripartire al meglio dal vivo una volta che ci sarà possibile, magari anche con nuovi e innovativi eventi targati FEA oltre a quelli già esistenti!.»

Insomma, si prospetta un’estate decisamente bollente per quanto riguarda il mondo della Freestyle Elite Agency e dei suoi componenti, non ci rimane che ordinare un buon cocktail e metterci comodi.

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Mi chiamo Marco Carboni e sono uno studente nato a Pesaro. Ho la fortuna di vivere l'HipHop a 360 gradi, producendo per le realtà locali, organizzando un evento chiamato Carpe Riem ma soprattutto scrivendo e descrivendo una cultura che è molto più di quanto può apparire