Rihanna, Nas e Meek Mill sono solo alcuni degli artisti schieratisi in prima linea per l’abrogazione dello Statuto 50-A dello Stato di New York.

L’omicidio di George Floyd ha dato vita ad una delle proteste più grandi che la storia dei diritti civili abbia mai visto. In migliaia, infatti, sono scesi in piazza per manifestare il proprio dissenso nei confronti di un sistema ingiusto e razzista. Al contempo, diverse piazze europee – come quella di Londra e di Milano – si sono riempite di persone stufe di rimanere in silenzio di fronte a questi orrori.

Anche l’industria musicale ha però iniziato a fare la propria parte. Di recente, infatti, la Republic Records ha annunciato di voler rimuovere la parola “urban” dal proprio vocabolario e la Recording Academy ha trasformato la categoria Best Urban Contemporary Album in Best R&B Progressive Album.

Nelle ultime ore, diversi artisti hanno poi unito le loro forze per ottenere l’abrogazione dello Statuto 50-A dello Stato di New York, un provvedimento che impedisce l’accesso ai registri disciplinari delle forze dell’ordine. Varata nel 1976, questa legge fu caldamente sostenuta dal sindacato della polizia, con l’intenzione di proteggere i propri ufficiali dalle accuse di molestie.

Il Dipartimento di Polizia di NY lo aveva invocato nel 2014 per nascondere i procedimenti disciplinari a carico di David Pantaleo, l’agente responsabile della morte per soffocamento di Eric Garner. Anche Derek Chauvin, l’assassino di George Floyd, aveva già ricevuto ben diciotto reclami, ai quali erano seguiti dei semplici richiami.

Una nutrita schiera di artisti ha quindi inaugurato la firma di una petizione, volta ad ottenere l’eliminazione di questa legge. Tra i tanti sostenitori, troverete Rihanna, Megan Thee Stallion, Meek Mill e Nas.

Dobbiamo considerare responsabili coloro che violano il giuramento di proteggere e servire ed assicurare giustizia alle vittime della loro violenza” – queste le parole della petizione – “Un passo fondamentale è avere accesso ai registri disciplinari delle forze dell’ordine. Lo Statute 50-A impedisce una piena trasparenza, sottraendo ad un pubblico scrutinio una storia di cattiva condotta da parte della polizia e rendendo più difficile l’attuazione della giustizia.”

Smantellare un razzismo istituzionalizzato in piedi da anni sarà un processo lungo e complicato. Tuttavia, vicende come queste ci dicono che – probabilmente – la situazione sta cambiando veramente. Ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte manifestando, diffondendo le giuste informazioni o contribuendo in ogni altro modo possibile ad un radicale cambio di rotta.

Cliccate QUI per sostenere la petizione a favore dell’abrogazione dello Statuto 50-A dello Stato di New York.

Commenti