A poco più di una settimana dall’uscita, abbiamo tirato le somme su Gemini, il nuovo disco di Nerone. Spoiler: ci è piaciuto parecchio.

A tratti menefreghista e scanzonato, a tratti brillante e riflessivo come non ci si aspetterebbe. Nerone nel suo Gemini riesce ad essere tantissime cose tutte insieme e riesce a farlo con una tecnica da 10 e lode ed una consapevolezza forte del posto che occupa. Qualche anno fa Max era stata una piacevole sorpresa, un disco di debutto denso di significati e di volontà che nonostante tutto non è riuscito a sfondare il muro dell’indifferenza come avrebbe meritato. Un disco che alternava rime provocatorie e taglienti ad altre legate al “Vivere male per scrivere bene”, come quelle contenute in Sale o Non so più chi sei. Nonostante i mancati riconoscimenti – che poi non sono dei numeri a dirti chi sei –  credo che l’artista in questione abbia comunque fatto dei sogni tranquilli, perché quando realizzi un disco simile sai di averci messo tutto, anche se forse tutto non è bastato.

Qualche anno dopo e due Hyper ed un Entertainer più in là, lo ritroviamo quindi protagonista con l’uscita di Gemini, un lavoro che già dalla tracklist faceva presupporre tutto il bene di questo mondo.  Ma se in Entertainer Nerone aveva provato ad approcciarsi alla parte più “morbida” del suo bagaglio – nonostante la componente rap fosse rimasta invariata – altrettanto non si può dire del nuovo disco, che ci racconta come adesso sappia benissimo che strade prendere a livello lirico e musicale. Merito che va condiviso coi producers Adma e Dj2p, che sono riusciti a cucirgli addosso dei vestiti perfetti per ogni occasione, dalla cena di gala sino al brindisi giù al baretto.

 

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Gemini fuori a mezzanotte.

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Ricordo pochi artisti che al terzo album siano riusciti a fare un lavoro tanto complesso, coerente ed omogeneo. Solitamente dopo un paio di progetti subentra la pressione del soldo e determinati meccanismi prendono il posto degli istinti spontanei. In ogni traccia che compone Gemini, Nerone ha voglia di essere presente con il suo carisma ed il suo modo di vedere le cose, che non per forza significa spacciarsi per un personaggio vendibile. Perché “artisti ed ascoltatori sono simili” come afferma nella traccia finale Come un Boss, e crediamo che effettivamente un boss Nerone lo si possa definire, perché  dopo questo disco il rispetto e la stima te la guadagni per forza di cose, sia dai colleghi che dagli addetti ai lavori. La personalità dell’artista infatti trasuda in ogni barra del disco, tra pezzi più chill come Canne e Vieni da me sino ai proiettili contenuti in Oh Shit, Hooligans o Niente è Gratis, un brano dal sapore dolce-amore che ci presenta forse il miglior Nerone in quanto a metriche e flow.

Inoltre, esattamente come è accaduto con Max, bisogna assolutamente menzionare le tracce più profonde ed intime del progetto, come Mezza Siga e – per l’appunto – Come un boss. Nonostante Nerone appaia a tutti come una persona solare e disinvolta, il background privato che lo ha formato non sembra essere stato affatto facile, tra la perdita della figura materna (citata anche nella bellissima ByMyself contenuta in Max) e la probabile scomparsa di un caro amico, che sembra essere confermata ad ogni barra della malinconica traccia citata in precedenza.  Ed è qui che la funzione salvifica del rap entra in gioco, permettendo a Nerone di muoversi con disinvoltura in un mondo che – su un altro campo – lo avrebbe probabilmente schiacciato a terra  con le sue brutture  e le sue difficoltà.

Gemini riesce quindi ad essere un disco onesto e sincero in un ambiente che non lo è più.  “Quella forza che mi tiene quasi sulla cima” è rappresentata dal desiderio di tenere sempre accesa la fiamma della musica a prescindere dalla forza del vento che tira fuori. Non ci piace mai parlare di disco dell’anno, tanto meno insignire di velleitarie onorificenze progetti ancora in fase di assimilazione, ma abbiamo il piacere di spezzare una lancia a favore di Nerone. Gemini è un disco sopra la media se si guarda alle uscite complessive di questo 2019, al quale può essere accostato – ad esempio – un disco come Clash di Ensi. Un progetto con delle basi solide, con dei featuring ragionati (Crediamo che Gemitaiz sia il rapper più in forma del momento) ed un messaggio importante che ci spinge a guardare oltre i soliti vetri specchiati.

Se attualmente vi sentite come fagocitati dall’indescrivibile numero di uscite di questa prima metà del 2019, soffermatevi su Gemini, un progetto che ha dentro un cuore enorme. Citando Marracash, ora Nerone può definirsi un artista e può anche prendersi la briga di affermarlo con una certa calma.

Commenti
Ho 21 anni e mi nutro quotidianamente di questa musica. Preferisco gli autori profondi a quelli superficiali e sono fermamente convinto che il rap possa veramente tirare fuori le persone dalla m*rda.