Siamo stati alla data milanese dell’Enemy Tour.

Non si sa ancora se Noyz Narcos effettivamente smetterà di fare dischi dopo “Enemy“, in ogni caso bisogna prepararsi al fatto che le occasioni per vedere l’ultimo Re di Roma dal vivo, diventeranno sempre meno. Proprio per questo il Circolo Magnolia di Milano ha risposto alla grande alla chiamata. Non so se si possa parlare di sold out vero e proprio, ma il locale era gremito di persone.

Accompagnato da Dj Gengis Khan, Noyz Narcos ha dimostrato di essere un animale da palcoscenico, un’ora e mezza piena di live, in cui ha gestito il palco in piena autonomia. Senza qualcuno che gli facesse le doppie, senza playback, senza autotune, tutto estremamente rap.

Nella scaletta sono stati riproposti gran parte dei classici dell’artista, spaziando su tutta la sua discografia. In questo modo è riuscito a tenere sul pezzo i fan, per tutta la durata del concerto, sempre in attesa di ascoltare la canzone successiva. Sono stati accontentati tutti, dai fan più nostalgici a cui è scesa una lacrimuccia ascoltando brani come “Squalo Bianco“, “Verano Zombie” o “M3“; fino a quelli più giovani che hanno goduto di buona parte della tracklist di “Enemy“.

Assieme a Gengis Khan, Noyz Narcos ha portato sul palco alcuni ospiti, alcuni prevedibili come Rkomi e Night Skinny, con i quali si consolida una legacy davvero interessante; altri decisamente meno, come Capo Plaza e Carl Brave & Franco126, che hanno ricevuto lodi e approvazione dal rapper romano. Ultimo ospite a sorpresa è stato Achille Lauro con Boss Doms, arrivato all’ultimo secondo, quasi in chiusura, per cantare “R.I.P” e far impazzire il Magnolia.

“Al mio funerale, fra coi Moncler
Questi ragazzi fuori, sì, come me
Noi che andiamo in cielo, sì, su un coupé
Il cielo resta il limite per chi è come me
Come me, come me”

Nel complesso è stato un ottimo concerto, gestito bene dal rapper che ha saputo tenere sul pezzo tutti, senza annoiare mai o risultando fiacco. Da apprezzare il fatto che abbia tenuto il palco da solo, senza nessun altro che gli facesse doppie, cori o chi più ne ha più ne metta. Era lui e il suo pubblico, una cosa forse scontata ma mai abbastanza in questi tempi strani per il rap. Un vero peccato che abbia annunciato il ritiro.

Commenti
Brianzolo trapiantato a Venezia per motivi scolastici, studente per necessità, scrivo di rap per passione. Non conosco differenze tra undeground e commerciale, ma mi sveglio ascoltando Nas e mi addormento con Kanye nelle cuffie e pensando alle Kardashian.