“Pour l’amour” è frutto della sperimentazione estrema.

Il 22 giugno è uscito “Pour l’amour“, l’ultimo album del duo Achille LauroBoss Doms, che teoricamente dovrebbe chiudere il progetto samba-trap. Da un anno a questa parte la coppia romana si è allontanata dal rap puro per avvicinarsi a sonorità inclassificabili sotto i profili dei generi musicali come li conosciamo. Infatti, questo capitolo della loro carriera musicale è caratterizzato da un profilo sonoro totalmente inedito che vede mischiarsi tra loro una quantità di generi indefinita. Un mix che vede trap, pop, samba, indie, punk, techno, reggaeton e forse altri stili mescolarsi tra loro per creare uno dei dischi più sperimentali di sempre.

All’ascolto, inizialmente, si può storcere il naso perché le nostre orecchie non sono abituate a tutto questo. Non ci sono canoni prefissati nell’album. Non ci sono regole. Potremmo definirlo come “il concetto di anarchia spiegato attraverso la musica“. Inizia e finisce con le tracce introspettive del disco (le uniche) e in mezzo c’è solo caos. La prima e l’ultima canzone (“Angelo Blu” e “Penelope“) fungono quindi da “camicia di forza”, da “collante”, da limite per contenere la tempesta che c’è nel mezzo.

Le liriche sono state sacrificate a favore della musicalità. Questo è coerente con il concept dell’album, con quello che l’artista vuole trasmettere, ovvero anarchia. Se pensiamo, però, a ciò che ci ha abituati in passato Achille Lauro non possiamo non rimpiangere i suoi molteplici testi introspettivi e poetici. Quest’ultimo lato del suo essere è sempre stato il  suo punto di forza e in questo disco manca.

Gli stessi autori hanno definito il progetto Pour l’amour un qualcosa di “fuori di testa”, “un album di passaggio” dato da “un bisogno di un impronta club”. Da queste frasi mi collego per esprimere quello che penso sia il frutto della nascita di questo album, ossia un disco che vede quasi più Boss Doms come protagonista che non Achille Lauro. In prima linea c’è l’importanza del suono, un suono che riuscirebbe a far ballare anche le sedie da quanto è incalzante in ogni canzone. Quindi una valorizzazione della base a discapito del testo che per la gran parte del disco non esprime grandi concetti ma che “si limita” a suonare bene. Questo rimarca ancora di più il concetto appena espresso, ovvero che la musicalità è al primo posto in assoluto, così tanto da piegare anche l’ex membro di Roccia Music che da sempre si è distinto per liriche introspettive o che, anche nei pezzi più frivoli, ha sempre dato importanza anche al testo.

“Pour l’amour” è l’inizio di un nuovo percorso per questa coppia che negli anni ha saputo anticipare i tempi come pochi artisti e che spesso non sono stati compresi come avrebbero meritato. Basta ricordare i tempi dei singoli “Occhiali da donna” o “A casa de Sandro“, quando ricevettero non poche critiche al riguardo ma che col tempo sono stati apprezzati a dovere.

Bisogna riconoscere, quindi, un grande pregio a questi due musicisti: il fatto che non seguono la moda del momento ma cercano di crearla. Precursori sia nella musica – pensando ad esempio ai primi singoli con sonorità che oggi sono piuttosto comuni – che nell’abbigliamento (occhiali da donna, abbigliamento estremo, etc.). Loro stessi in varie interviste hanno specificato che non vogliono farsi influenzare nella produzione degli album. Ad esempio, infatti, si sono chiusi in una villa sperduta da qualche parte per progettare i nuovi lavori senza contaminazioni. Lontano da tutto, soltanto loro, i colleghi e la musica.

Achille Lauro e Boss Doms

In conclusione, “Pour l’amour” è un album che, considerando la data di uscita, suona bene e ha uno suono inedito, sperimentale, nuovo e fresco. Per l’estate va bene. Ma l’impressione è quella che, tra dieci anni, sarà considerato uno dei meno completi di Achille Lauro. Il motivo è che da lui ci si aspetta dischi più robusti, profondi e introspettivi. Ha bisogno di grande apertura mentale per capirlo e apprezzarlo a dovere che, poi, è una cosa sulla quale Lauro e Doms puntano molto, rimarcando spesso il concetto di “liberarsi” dai canoni pre-impostati. Forse questa intervista può aiutarvi a comprendere meglio il senso di “Pour l’amour”.

Questo dovrebbe essere, seguendo quanto rivelato dai due autori di “Ragazzi Madre“, il primo di tre dischi già progettati. L’augurio è che i prossimi due lavori tornino alla serietà alla quale ci ha sempre abituati il duo, continuando a essere comunque dei precursori a livello musicale e di immaginario.

In ogni caso, penso che sia evidente l’ispirazione da artisti veri da parte di questa coppia che si disinteressa di tutto ciò che segue la massa e che prosegue per la sua strada, seguendo il loro vero amore: la musica.



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