MezzoSangue e Greenpeace: un binomio apparentemente inconciliabile ma che funziona. Ecco il video di “Ologramma”.

Come spiegato dall’artista, il pezzo nasce da una collaborazione con Greenpeace, ONG non violenta fondata a Vancouver nel 1971, sensibile alle problematiche legate all’ambiente, agli animali o al nucleare.  Ecco dunque che in un simile contesto ben può inserirsi “Ologramma”,  brano con alla base un  chiaro messaggio di denuncia in linea con le finalità sopracitate e perseguite dalla ONG. 

MezzoSangue descrive l’umanità come “cellule impazzite”, inconsce dei disastri ambientali che stanno provocando: “Le vedo che camminano, cellule impazzite in un tumore fulmineo”. Ma le stesse cellule non sembrano preoccuparsi troppo per l’inquinamento causato: “Diglielo alle cellule, quello che buttano lo riprendono, quello che uccidono poi lo perdono”. Vi è sicuramente anche una critica velata alla società consumistica e capitalista in cui viviamo, basata su meccanismi incontrollati di produzione dannosi per il mondo intero.

Ci si può vedere anche un poco di “pessimismo cosmico” leopardiano. Lo scrittore e filosofo recanatese, infatti, si occupa dell’idea di progresso estrapolandola dal proprio contesto storico ed inserendola nella dimensione più ampia della condizione umana. La visione leopardiana del progresso è estremamente negativa: esso fa uscire l’uomo da uno stato di felicità conducendolo ad uno di dolore e sofferenza.

La storia degli uomini non è intesa come progresso, ma come decadenza, messo in luce dalla ragione, motivo dunque della nostra infelicità. Altri temi caratterizzanti, evidenti in opere quali “Dialogo della Natura e di un islandese” e  Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”, concernono una ferrata critica all’antropocentrismo ed una concezione della natura ormai ostile verso di noi: tutti concetti che ben si congiungono alla canzone di MezzoSangue.

“Il fisico e filosofo David Bohm paragonò all’ordine implicito dell’universo un ologramma, la cui struttura complessiva è identificabile in quella di ogni sua singola parte: il principio di località risulterebbe perciò falso, Bohm riteneva che l’universo fosse un sistema dinamico in continuo movimento”

Il concetto pregnante, che spiega anche la scelta del titolo, è tuttavia contenuto nello Skit, ove viene riportata la teoria del fisico e filosofo David Bohm, come già nella sua opera “Wholeness and the Implicate Order” (1980). Premetto che le mie capacità intellettive e di comprensione, in campo scientifico, sono davvero minime. Cercherò comunque di fornirvi una spiegazione, scusandomi in anticipo con i più ferrati in materia.

Bohm suggerisce una propria interpretazione della meccanica quantistica, riprendendo le teorie già formulate in passato da De Broglie. Egli opta per l’abbandono del principio di località, secondo il quale oggetti distanti non possono avere influenza istantanea l’uno sull’altro, teorizzando l’esistenza di un ordine implicito e di uno esplicito nell’ universo. La percezione umana di spazio e distanze fisiche viene così alterata.

Bohm concepisce insomma l’universo come struttura dinamica in movimento perpetuo, che definisce “Olomovimento”. Questa concezione fa quindi coincidere la parte (noi) con il tutto (il mondo). Ogni nostra azione negativa nei confronti dell’ambiente ha così un’ influenza diretta, in prima battuta, verso noi stessi.

La canzone affonda in tematiche assai delicate e di difficile comprensione iniziale. Ecco dunque un altro caso in cui la musica rap si intreccia con argomenti di attualità, dimostrando tutta l’ espressività e l’idea di denuncia insite, e proprie, del genere stesso. Sarebbe davvero bello se Greenpeace riuscisse a dare, in qualche maniera, maggiore spazio ad “Ologramma”: brano emblematico, e quanto più ricalcante la linea politica e sociale perseguita dall’ONG, estratto dall’album “Tree – Roots & Crown“.

Vi lasciamo con il video di “Ologramma”. Buon ascolto e buona visione!

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Fonte: Genius.

 

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