Il ricordo di Jovanotti a Primo Brown.

Purtroppo, o per fortuna, la condizione di esistenza della vita è la morte. Sicuramente gli scaramantici in questo momento staranno “toccando ferro”, ma non c’è molto da discutere a riguardo. Più o meno ognuno di noi avrà avuto a che fare con dei lutti e quello che spesso mi sorprende, in tali contesti, è la tendenza di alcune persone ad avere la “memoria corta”: che sia venuta a mancare una persona famosa o no, credo sia palese che alcuni soggetti passino dal (sincero?) dolore alla più immensa indifferenza.

Chiaramente, come sempre, ogni caso è a sé, ma nell’era dei social, spesso mi sono trovato a riflettere in situazioni del genere: perché le persone dopo qualche giorno di tristezza resettano le emozioni?

Seppur questo sia probabilmente sempre avvenuto, l’avvento di Facebook e simili ha senza dubbio peggiorato la situazione. Sono sempre più studiate infatti dinamiche psicologiche come la “virtualizzazione della realtà” ­e non solo, nel tentare di capire come la tecnologia influisca negativamente sulle nostre capacità percettive.

Comunque sia, come si può capire dal titolo, non vuole essere quest’ultimo il focus della mia riflessione, anzi, voglio parlare proprio dell’esatto opposto, ovvero di quelle situazioni in cui il ricordo per una persona scomparsa continua a rimanere acceso, giorno dopo giorno.

È proprio questo il caso di Primo Brown. Il rapper dei Cor Veleno, che ci ha lasciati ormai due anni fa, ha dato troppo alla musica per non essere ricordato. È una storia che a mio avviso va anche al di là dell’hip hop, per quanto stupenda sia questa cultura: è la testimonianza che se si fa del bene in questo mondo ‒ per quanto retorico vi possa sembrare dirlo ‒ si verrà sempre ricordati da qualcuno. Trovo ad esempio stupenda l’iniziativa del gruppo Facebook “Dead Poets Army” di Dj Fastcut di dedicare un giorno alla settimana, tutte le settimane, alla musica di David.

Ma cosa c’entra questo con Jovanotti? Ora ve lo spiego. In pochi forse sanno che Lorenzo Cherubini e Primo erano legati da un forte legame d’amicizia e di stima artistica, e non a caso i Cor Veleno aprirono il tour di Lorenzo nel 2005. I due si conobbero da ragazzi, e si dice che Primo andasse sotto casa di Lorenzo, che era già abbastanza famoso, per poterci parlare e chiedere autografi.

Nonostante questo, sinceramente, non mi sarei mai aspettato di vedere Jovanotti con la t-shirt di Primo nel video del primo singolo “Oh, Vita!” del suo nuovo disco omonimo uscito un mese fa. Sono rimasto piacevolmente colpito da questa scelta, sicuramente non dettata da motivi di pubblicità, ma solamente da un sincero e autentico ricordo per David.

Ho provato ancor più incredulità e felicità nel vedere pubblicato qualche giorno fa, da Jovanotti, un remix del singolo succitato, nel quale è presente una strofa di Primo. Il brano, che è stato cucito da Squarta, per ora si trova solo su Spotify e a mio personalissimo avviso suona davvero bene. Ma ciò che è più importante è il gesto, l’aver omaggiato un grande amico e un grande artista.

Se anche una sola persona, grazie a Jovanotti andrà ad ascoltare la musica di Primo e dei Cor Veleno, sono sicuro che saremo riusciti a strappare un sorriso a quel ragazzone dal cuore d’oro, dovunque si trovi.

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