Musica trap: significato del termine e storia del genere

Musica Trap

È il genere musicale più chiacchierato degli ultimi anni in Italia, negli Stati Uniti d’America e non solo: ma cos’è questa fantomatica musica trap e qual è il suo vero significato? Vediamolo assieme.

Un riassunto per sapere qualcosa in più sul significato della musica trap

Con la consapevolezza che per raccontare per bene un genere musicale (o sottogenere, forse è meglio in questo caso) ci voglia molto di più che un semplice articolo riassuntivo, proviamo a togliere qualche dubbio a chi ne ha ancora parecchi al riguardo.

Per farlo, tratteremo di seguito questi semplici punti:

Il significato del termine: che cosa è la musica trap?

Il termine trap deriva dallo slang tipico di Atlanta, Georgia, che associa il verbo  – to trap, tradotto come intrappolare, catturare qualcosa o qualcuno – alle trap house, luoghi dove si era soliti preparare e vendere sostanze stupefacenti. A volte, chi lo faceva, lo raccontava sopra un beat per un motivo o per l’altro e così, piano piano, il termine è stato associato sempre di più a questa branca della musica rap.

Uno dei primi ad utilizzare il termine su larga scala è stato T.I. nel 2003, quando pubblicò il suo secondo album ufficiale intitolato, appunto, Trap Muzik.

Tuttavia, altri suoi colleghi in precedenza avevano iniziato a parlare di trap in questa accezione nei testi delle proprie canzoni, come ad esempio gli Outkast in SpottieOttieDopaliscious (1998), brano contenuto nell’album Aquemini:

So now, you back in the trap
Just that: trapped!
Go’n’ and marinate on that for a minute

oppure Cee-Lo Green, nel featuring in Paid Dues (1999) di 8Ball & MJK:

It’s ah, skinny lines between wrong and right
Trapped in a trap til the mornin light

La storia di questo genere musicale

Non a caso abbiamo parlato di Outkast, Cee-Lo Green e T.I.: tutti e quattro sono infatti accomunati da una città di origine, Atlanta, considerata da tutti come la culla della musica trap. Siamo nel bel mezzo del cosiddetto South ed è proprio dalla musica di quegli Stati che trae origine la trap.

Bounce music, miami bass, la chopped and screwed di Dj Screw e soprattutto la crunk music hanno infatti portato preziosa linfa vitale a questo sound caratterizzato dalla ormai celebre batteria 808 e da parti leggermente più melodiche rispetto ai classici brani rap.

A portare alla ribalta negli Stati Uniti d’America prima, e nel mondo poi, la trap music, ci ha pensato gente come i Three 6 Mafia, Gucci Mane, Young Jeezy o il già citato T.I., grazie ai loro brani contraddistinti spesso da criminalità di varia tipologia.

Sebbene non tutti gli esponenti del genere parlino necessariamente di ciò che era solito fare chi viveva nelle trap house, le tematiche più gettonate e apprezzate dal pubblico rimangono queste. Basta però aprire le orecchie per sentire come svariati rapper si siano cimentati nel corso del tempo su queste strumentali, trattando tematiche di ogni tipo.

Col passare degli anni la trap è uscita sempre di più dal Sud degli Stati Uniti e grazie al contributo aggiuntivo di artisti come Lil Wayne e Rick Ross (iconico il brano B.M.F. con Styles P del 2010) ha aperto le porte a una nuova ondata di trapper, fondamentali per la sua diffusione definitiva oltreoceano.

Ci stiamo riferendo ai vari 2 Chainz, Future, Migos, Travis Scott e Chief Keef che, supportati dall’indispensabile contributo di producer come Lex Luger, Metro Boomin, Zaytoven o Drumma Boy, hanno fatto sì che la trap diventasse negli ultimi anni la musica più ricercata e chiacchierata (nel bene e nel male) anche nel nostro Paese.

Alcuni esempi in Italia

Tutti pensano che la musica trap sia Sfera Ebbasta, ma così non è. Ci spieghiamo meglio. Sfera ha dato un grosso contributo alla trap con l’album XDVR e non solo, ma da tempo ormai ha abbracciato altre sonorità e tematiche distanti da questo mondo, così come altri suoi colleghi.

In Italia la trap music è solitamente associata a lui, alla Dark Polo Gang o Capo Plaza e ci si dimentica troppe volte dell’importante contributo portato da Maruego (celebre il brano Cioccolata, 2014), da Jesto nelle sottovalutate saghe Supershallo (e non solo) o da Guè Pequeno grazie ai beat dei 2nd Roof ai tempi de Il Ragazzo D’Oro (2011).

Tuttavia, di esempi ce ne potrebbero essere tantissimi, dato che numerosi rapper nostrani si sono cimentati su queste sonorità, da Fabri Fibra a Jack The Smoker, passando per Ketama126, Tedua, Izi, Rkomi, Paskaman e molti altri ancora.

Qual è il futuro della trap?

Nel 2021 la trap sta piano piano passando il testimone ad un’altra branca del rap, molto ma molto vicina a quella trattata in questo articolo: stiamo parlando della drill. Da quando Pop Smoke – pace all’anima sua – ha contribuito a farla spopolare in tutto il mondo, pare sia diventato questo il nuovo pallino in testa dei giovani.

Nonostante ciò, sono ancora presenti rapper che spingono forte su questo sound, sia in Europa che in America, e siamo certi continueranno ad esserci ancora per molto. Probabilmente calerà solo la loro presenza nelle classifiche di Spotify, prese da assalto ormai da sonorità latine e, come appena detto, drill.

Vuoi saperne di più sulla musica trap o su cosa significa rap? Non limitarti a leggere questo breve articolo ma datti da fare ascoltando artisti diversi da quelli presenti nelle principali Playlist, documentandoti online o guardando documentari ben fatti come Hip Hop Evolution di Netflix, in particolare la stagione 4.