Dopo Madvillainy omaggiamo MF DOOM analizzando MM..FOOD?: un altro saggio del suo immenso talento.

Nooo!”. È la mattina di Capodanno, faccio pigramente colazione e, scorrendo l’irrinunciabile smartphone, un aggregatore di notizie mi avvisa – è in cima alla lista delle news del giorno – della morte di MF DOOM (di cui oggi analizzeremo MM..FOOD?, classico datato 2004). Il moniker più famoso, non certo l’unico, di Daniel Dumile. La mia reazione è un misto di dolore e incredulità, come ogni volta che va via uno dei tuoi idoli.

Il 31 ottobre scorso (ma noi tutti l’abbiamo appreso soltanto due mesi dopo) ha lasciato questa dimensione e questa Terra un’autentica leggenda dell’hip hop. Un punto di riferimento per tutta la galassia underground, uno che, nei fatti e non solo a parole (al contrario di tanti colleghi), non è mai sceso a patti col mainstream e non è mai arrivato al grande pubblico, pur costituendo una figura quasi mitologica per milioni di amanti dell’hip hop in tutto il mondo.

Merito del suo stile, fatto di flow strascicato e di rime e incastri da manuale, del suo look da cattivo dei fumetti (la maschera e, naturalmente, il nome d’arte sono ispirati al Doctor Doom della Marvel), del suo beatmaking mai banale e della sua travagliatissima storia personale (si pensi ai due lutti che lo hanno colpito, le morti del fratello minore Subroc e del figlio 14enne Malachi).

Il mio primo contatto con MF DOOM risale al 2005. Quell’anno, a maggio, i Gorillaz – che, col Nostro, condividono la matrice fumettistica – rilasciano il loro secondo disco, Demon Days, che a tutt’oggi risulta essere il lavoro più riuscito della band “virtuale”. November Has Come è la traccia – mai pubblicata, colpevolmente, come singolo – che fa incontrare i due mondi: da una parte quello surreale e scanzonato del side project di Damon Albarn e dall’altra quello più oscuro ed ermetico rappresentato dall’Uomo Con La Maschera.

Fin dal primo ascolto, rimango rapito dal flow ipnotico di quest’ultimo. È vero, l’espressione “flow ipnotico” la si usa forse troppo spesso e spesso a casaccio, perché già di per sé un buon flow sa e deve ipnotizzare l’ascoltatore. Mai come in questo caso, però, si tratta di un’espressione che calza a pennello.

Quella voce roca, quel susseguirsi di parole in rima che sembrano quasi rimbalzare l’una contro l’altra, quell’attitudine “cazzona” ma nel contempo profondamente conscious mi conquistano e mi spingono a scavare a ritroso in tutta la precedente discografia dell’artista. Discografia non sterminata, se conteggiamo i soli dischi solisti, ma senz’altro più che corposa, se consideriamo i vari album collaborativi, le compilation strumentali e gli EP pubblicati man mano nel corso degli anni.

Su una cosa siamo tutti d’accordo. Il vertice supremo della produzione “doomiana” è costituito senz’altro da quella Bibbia dell’abstract hip hop che è Madvillainy, in coppia con quel geniaccio di Madlib: un disco già analizzato e raccontato su queste pagine.

Un album superlativo, che vede la luce nel marzo del 2004: un anno magico per il rapper mascherato, anno nel quale pubblicherà a seguire anche Venomous Villain (il suo secondo disco sotto il nome di Viktor Vaughn) e MM..FOOD?. Quest’ultimo album, edito a novembre, chiude l’annata ultra-prolifica di MF Doom. Se Madvillainy vince a mani basse la medaglia d’oro come miglior produzione del compianto rapper, i successivi piazzamenti d’onore vanno suddivisi tra il succitato Mm..Food? e l’opera prima Operation: Doomsday.

Dopo il capolavoro pubblicato in tandem con Madlib, è quindi il turno di Mm..Food?: scegliamo così di omaggiare nuovamente Mister Dumile, a poco meno di un mese dall’annuncio della sua scomparsa, parlando di questo concept album dedicato (ironicamente) al cibo.

One Beer MF Doom

Rilasciato dalla Rhymesayers Entertainment, è un perfetto saggio del Doom-style: nessuna posa da macho rap, ironia a chili (è il caso di dirlo…), campionamenti assai ricercati e un flow che seduce senza essere, in senso stretto, seducente. I pezzi realmente da urlo, forse, sono pochi (diversamente da Madvillainy, per intenderci, che vanta una tracklist spaziale) ma il livello generale è certamente superiore alla media.

L’hip hop proposto da MF DOOM è un hip hop di marca old school ma rivisitato con personalità e con gusto. Peccato solo per quei 4 (!) skit di fila piazzati a metà album: una scelta abbastanza incomprensibile, che ad ogni modo non pregiudica più di tanto la tenuta dell’opera.

La palma del miglior brano va, senza ombra di dubbio, a Rapp Snitch Knishes: l’accoppiata tra il rapper mascherato e quello sconosciuto (Mr. Fantastik, la cui identità non è mai stata svelata) produce un pezzo che è tra quelli top nell’intero repertorio di MF DOOM. La strumentale, di sapore psichedelico, era già stata pubblicata – sotto il nome di Coffin Nails – l’anno precedente, nel 2003, nella raccolta Special Herbs (volumi 4, 5 e 6).

Di livello ugualmente alto l’opening track Beef Rapp, semplice nella struttura ma tremendamente efficace: su una base costruita attorno a sample tratti da vecchie puntate di cartoni animati come Spiderman e Superman, MF punta il dito contro quei rapper che litigano, o fingono di farlo, con altri rapper per vendere di più.

Beat di ottima fattura si possono ascoltare in Potholderz, Kon Queso e Kookies: i primi due brani sono gli unici (assieme a One Beer, firmata dal fido Madlib e rimasta esclusa da Madvillainy, di cui inizialmente doveva far parte) prodotti da “esterni”, ovvero rispettivamente da Count Bass D e PNS. La base “gommosa” di Potholderz, gli echi blaxploitation di Kon Queso e la sezione ritmica da spy story (che fa pensare a certe produzioni della Ninja Tune, etichetta inglese che ha scritto la storia della musica alternativa) della conclusiva Kookies contribuiscono ad arricchire in maniera considerevole la gamma di sonorità del disco.

Non eccelsa musicalmente, invece, Kon Karne, che però si fa apprezzare per l’omaggio a DJ Subroc, il fratello morto nel 1993 in un incidente stradale e definito “the hip-hop Hendrix” (con lui MF DOOM formò il gruppo KMD, poi scioltosi in seguito alla tragedia). MM..FOOD?, come detto, uscì nel 2004 ma tre anni dopo verrà ristampato con l’aggiunta di un DVD (che raccoglieva il meglio di un tour americano dell’epoca), un poster e addirittura un adesivo all’aroma di cioccolato.

Una bizzarria tipica del personaggio, che in certe occasioni (sempre in tema di stranezze) pare si divertisse a mandare sul palco, al posto suo, delle controfigure mascherate, scatenando così le ire del pubblico presente. Un pubblico, quello di Mr. Dumile, non certo di massa ma particolarmente devoto al suo idolo. Uno che, in maniera quasi sorniona, col suo stile e le sue rime, ha scritto la storia dell’hip hop. E che dalla storia è ormai passato definitivamente alla leggenda.

Grafica di Mr. Peppe Occhipinti.

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