Cardi B: un personaggio che ha scosso società, cultura e politica contemporanee.

Non è un mistero che, in passato, il sottoscritto sia stato molto critico nei confronti di Cardi B. Quando la rapper del Bronx è divenuta la prima donna a vincere il Grammy nella categoria Best Rap Album, ho preferito criticare la scelta della Recording Academy anziché celebrare questo momento a dir poco storico. Non pago di questo, mi sono poi lanciato in un’invettiva contro la rapper stessa.

Una mossa davvero ipocrita visto che dedico gran parte del mio tempo a scrivere di donne e provo quotidianamente – nel limite del possibile – a combattere la misoginia imperante in questo genere musicale.

Negli ultimi tempi, soprattutto per ragioni di onestà intellettuale, ho cercato di meglio comprendere Cardi B non solo come artista, ma anche come personaggio mediatico.

Il contributo della rapper alla cultura hip-hop è maggiore di quel che si possa pensare.

Alcune premesse in merito a Cardi B come artista. In primo luogo, la rapper può contare su di un carisma straordinario: forse la ragione del successo stratosferico riscosso in soli due anni di carriera. Fin dai tempi di Love & Hip-Hop, la rapper si è fatta amare dal pubblico grazie alla propria schiettezza ed onestà. Lei stessa ce lo ha ricordato chiaramente in Get Up 10:

“Went from makin’ tuna sandwiches to makin’ the news/I started speakin’ my mind and tripled my views/Real b*tch, only thing fake is the boobs/Get money, go hard, you’re m*thafuckin’ right/Never been a fraud in my m*thafuckin’ life”

Bardi ha poi un grande orecchio per le melodie, sa cosa il mercato e le classifiche desiderano e si comporta di conseguenza. Infine, lavora con i produttori giusti, i quali hanno sempre confezionato beat adatti al suo stile e alla sua tecnica.

Detto ciò, il contributo di Cardi B alla cultura hip-hop è maggiore di quel che si pensi e di quel che il sottoscritto ha pensato per molto tempo.

Partiamo dalla sua vittoria ai Grammy: un momento a dir poco epocale nonché un punto di svolta atteso da (troppi) anni.

La Recording Academy introdusse la categoria Best Rap Album nel 1995 e sono trascorsi più di venti anni prima che una donna vincesse quel premio. Fino alla vittoria di Cardi, sembrava impossibile per una donna tagliare questo traguardo: la rapper ha così infranto una sorta di taboo, sconvolgendo le regole di un’industria musicale che per anni ha relegato le donne del rap americano in un angolo.

WAP è un inno alla libertà sessuale, che ha fatto storcere il naso a molti conservatori.

Altrettanto importante è il supporto mostrato nei confronti delle colleghe meno mainstream e meno conosciute. Lo scorso anno, è divenuta virale la risposta di Jermaine Dupri alla domanda di un intervistatore su quale fosse la sua rapper preferita. L’artista rispose “nessuna” perché tutte “parlano esclusivamente della loro f*ga”.

Dupri venne investito dalle critiche e Cardi approfittò dell’occasione per accendere i riflettori su molte rapper la cui “f*ga” non rappresentava la protagonista delle loro canzoni. Con una serie di video e post, la rapper indirizzò i propri follower verso nomi del calibro di Rapsody, Chika e Tierra Whack.

Anche il video di WAP ha rappresentato un’occasione per dare spazio ai cameo delle debuttanti Mulatto, Suki Hana e Rubi Rose. Cardi si fa così portavoce di una solidarietà sempre più necessaria in un’industria musicale dedita a mettere le donne le une contro le altre.

WAP merita poi qualche riflessione in più. L’impatto di questo singolo – uno dei maggiori successi del 2020 – è infatti andato oltre il mondo della musica. Il brano – un manifesto di libertà sessuale – ha trovato in Cardi e Megan Thee Stallion due degne alfiere ed ha riscosso indignazioni soprattutto da parte di alcuni esponenti del Partito repubblicano.

Tra il pubblico si sono quindi distinte alcune persone incapaci di accettare i cambiamenti culturali e sociali dei quali canzoni come WAP sono la conseguenza: piaccia o no, l’era del maschio alpha è finalmente finita. L’era in cui gli uomini dicevano alle donne cosa fare, cosa pensare e come vestirsi è finita e tutte e tutti noi ringraziamo Cardi e Megan per avercelo ricordato.

L’attenzione per il mondo della politica.

Infine, l’attenzione per la politica statunitense. Da diversi anni oramai, Cardi B sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione attraverso interviste con politici come Bernie Sanders e Joe Biden, invitando i propri fan a registrarsi e a votare. L’interesse dell’MC per la politica dimostra come la cultura hip-hop non sia fatta di sola musica, ma anche di attenzione per il benessere e la sicurezza della comunità afroamericana.

Altri artisti hanno poi di recente preso ispirazione da Cardi condividendo sui loro canali YouTube conversazioni con politici: tra questi, ricordiamo Halsey e Dua Lipa.

Il successo di Cardi B segna un punto di non ritorno.

La strada per raggiungere la parità tra uomini e donne nel rap game è ancora lunga e difficoltosa. Richiede impegno da parte di noi ascoltatori, chiamati a superare l’idea per cui le donne fanno “musica da donna” e gli uomini “musica da uomini”. Richiede impegno da parte dei loro colleghi, dei vertici dell’industria musicale, dei fan e dei media: aspetti che Kathy Iandoli ha messo in rilievo durante la nostra chiacchierata.

Cardi B è però una delle promotrici di un cambiamento che sta investendo questo contesto. Il suo contributo alla cultura – come quello di altre – renderà più facile la via verso la parità e il suo successo segna un punto di non ritorno che ci permette di guardare al futuro con fiducia.

Commenti