Willie Peyote: basta etichette è il libro di Luca Roncoroni che analizza l’ascesa del rapper torinese.

Willie Peyote è sicuramente uno degli artisti più interessanti degli ultimi anni: non si definisce rapper perché fa subito bimbominchia, ma neanche cantautore perché fa subito festa dell’unità. Leggendo le sue interviste poi però scopri che le prime cose che ha scritto da ragazzino erano delle acerbe traduzioni dei testi di Eminem e che il disco che maggiormente lo ha segnato è stato Turbe Giovanili di Fabri Fibra, mentre ascoltando i suoi testi si trovano frequenti riferimenti a Guccini, Gaber o De André. Difficile dunque etichettarlo, nonostante a lui “etichette ne han sempre messe parecchie, adolescente arrabbiato, ribelle, depresso e poi rapper”: Willie Peyote è tutto il contrario di tutto.

Va da sé che ad una figura così interessante corrisponde un percorso altrettanto degno di nota, un’ascesa che da bassista in una band punk lo ha portato a diventare uno dei nomi più importanti del conscious rap italiano. Un percorso che meritava di essere analizzato, e a farlo ci ha pensato Luca Roncoroni con Willie Peyote: basta etichette, uscito lo scorso agosto e edito da Arcana.

Con questo libro, Roncoroni si propone – attraverso la minuziosa analisi della discografia e dei testi del rapper torinese – di “capire dove e come collocare un autore che è stato preso come alfiere della sinistra ed è stato etichettato costantemente per tutta la sua carriera, provando ad abbattere i compartimenti troppo stagni di certa critica musicale”.

Un libro di cui vi consigliamo la lettura sia che siate fan di Willie, sia che vogliate conoscerlo meglio.

Potete trovare il libro Willie Peyote: basta etichette qui. Buona lettura!

 

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