La Black Music Action Coalition è la nuova organizzazione lanciata da artisti e manager dell’industria musicale.

A pochi giorni dal Juneteenth, un nutrito gruppo di artisti, produttori, manager ed altre figure professionali dell’industria musicale hanno lanciato la Black Music Action Coalition. Come si legge nella lettera aperta dei sottoscrittori, la BMAC vuole essere la risposta ad un razzismo sistemico che interessa anche il music business.

L’obiettivo dell’associazione sarà quello di “affrontare le perduranti disuguaglianze razziali, il loro impatto economico sugli artisti neri e sui dirigenti nonché trovare modi per risolvere urgentemente questi problemi.”

Scorrendo il testo della lettera, il piano della Black Music Action Coalition è molto chiaro: incontrare le persone di spicco dell’industria musicale per rivedere il sistema di assunzione, retribuzione ed avanzamento di carriera degli artisti afroamericani.

 

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This is bigger than music.

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Attenzione particolare sarà dedicata al modo in cui le etichette gestiranno dei fondi appositamente creati per la lotta contro il razzismo. La BMAC vuole, infatti, fare sì che questo denaro sia impiegato per aiutare la comunità afroamericana, piagata dall’emergenza COVID-19, dal razzismo sistemico e dalla violenza della polizia.

Alla base di questo programma, si trova una profonda presa di coscienza:

“Prestateci ascolto: artisti, manager, dirigenti e membri della comunità che ha generato gran parte del benessere dell’industria musicale, del potere e del capitale culturale. Ascoltateci e lavorate insieme a noi non solo per l’enorme ricchezza che abbiamo creato o per l’importanza del nostro contributo incessante, ma perché ognuno di noi è impotente di fronte al razzismo sistemico che ha condotto alla morte di George Floyd, Breonna Taylor, Ahmaud Arbery, Tony McDade e Rayshard Brooks. L’industria che ha guadagnato così tanto dalla cultura black deve dare l’esempio.”

In coda al documento si trovano i 184 firmatari, tra i quali spiccano non solo stelle della musica rap – come Nas,Nicki Minaj, Missy Elliott, Anderson .Paak, French Montana, Future e Tee Grizzley, ma anche icone del pop: Ariana Grande, Lady Gaga e molti altri.

Le proteste che hanno interessato l’America nelle ultime settimane hanno scosso profondamente il sistema. La Black Music Action Coalition si aggiunge ad una lunga lista di iniziative che l’industria musicale sta assumendo per tentare di contrastare la disuguaglianza.

Soltanto il futuro ci dirà se siamo veramente ad un punto di svolta, ma quel che è certo è che il music business non sarà più lo stesso.

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