Anderson .Paak e Kendrick Lamar in concerto lo stesso giorno, uno a Lucca e l’altro a Roma: assurdità italiane.

L’Italia è il paese che amo, qui ho le mie radici e qui, periodicamente, mi trovo davanti alle insensatezze più assolute. No, per una volta la politica non c’entra e, purtroppo, non c’è nessuno a cui appellarsi – verrebbe da chiamare in causa il buon senso, ma a quanto pare anche quello latita più della stabilità di governo.

Ma qual è il motivo di questi vaneggiamenti pieni d’acredine in un troppo caldo venerdì di febbraio? Ecco, è stato appena annunciato che il 7 luglio, al Lucca Summer Festival, si esibirà Anderson .Paak, con tanto di Little Simz in apertura.

Una grande notizia per i fan italiani del rap e della black music in genere, giusto? Giusto?! No, non troppo.

Anderson .Paak

Alla pubblicazione della notizia, invece dell’euforia che ci si sarebbe aspettati, ha preso a farsi strada una sorta di prurito alla fronte che via via si fa sempre più insistente. Ma il problema non è lì, ma è in quell’ippocampo al centro del cervello dove ha siede la nostra memoria. Perché a leggere 7 luglio si è accesa una lampadina, e basta poco affinché quella luce passi dal centro del cervello agli occhi trasformandosi in incredulità pura. Sì, perché quella non è una data come tutte, ora il ricordo è nitido: il 7 luglio ci sarà anche il concerto di Kendrick Lamar a Roma!

Ebbene sì, in Italia abbondiamo così tanto di eventi di artisti del rap americano che possiamo permetterci di avere il concerto di due di loro la stessa sera a 350 chilometri di distanza. Ironia, ironia che si trasforma in grande amarezza. Provando per un attimo a essere razionali – nonostante il primo impulso sia quello di battere con forza i piedi a terra e frignare con i pugni chiusi come un bambino – dobbiamo analizzare la cosa, seppur con sgomento, e capire quali ragioni ci possono essere dietro.

Accantonando ragionamenti sul voler valorizzare questa musica ecc., che possono essere considerazioni fatte dagli appassionati e non da chi organizza eventi, è necessario fare valutazioni più terra terra e, principalmente, di natura economica.

Kendrick Lamar

I biglietti per il concerto di Kendrick Lamar sono in vendita dai primi giorni di dicembre 2019, quasi tre mesi ormai e, nonostante ciò, non sono ancora andati sold out (eccezion fatta per la porzione più a ridosso del palco, per la quale l’ingresso aveva un costo maggiore). Questo nonostante Kendrick sia, a livello di fama e pubblico, su un livello numericamente superiore rispetto ad Anderson .Paak.

A ciò si aggiunge che l’autore di Ventura e Oxnard è stato in concerto nel nostro Paese già a marzo scorso al Fabrique di Milano e nel 2017 a Verona. L’ultimo – e per ora unico, prima di quello di luglio – concerto di Kendrick Lamar in Italia, invece, risale addirittura al 2013, ben sette anni fa, prima che l’artista di Compton diventasse la superstar mondiale che è poi diventato, tant’è che quell’evento è rimasto negli annali in negativo per le poche persone accorse ai Magazzini Generali.

Ora, fatte queste premesse, dal punto di vista esclusivamente economico – parlando in soldoni, di gente che andrà al concerto – è davvero una scelta sensata organizzare il concerto di Anderson .Paak lo stesso giorno di quello di Kendrick? Non posso pensare che certe valutazioni non siano state fatte da chi fa questo di mestiere – né voglio immaginare malizia in una simile scelta, preferisco mantenere un briciolo di fiducia nel mondo – ma, a questo punto, quanta gente andrà a sentire Anderson .Paak, visto che tanto del suo pubblicò presumibilmente sarà al concerto di K-Dot? È una scelta economicamente saggia? Compatibilmente con ciò che comporta inserirsi nell’organizzazione di un artista del genere, davvero non si poteva fare diversamente scegliendo in maniera più oculata?

Queste domande resteranno probabilmente senza risposta, ma, in realtà, ce ne sarebbe anche un’altra, a metà tra il dubbio lecito e la provocazione. È meglio chiamare a suonare Anderson .Paak in una cornice di pubblico presumibilmente molto esigua o, paradossalmente, non chiamarlo affatto?

Tints Anderson Paak Kendrick Lamar

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