Tramite alcuni cartelloni pubblicitari apparsi in metro a Milano, Rkomi ha annunciato Dove Gli Occhi Non Arrivano, il suo nuovo disco in uscita il 22 marzo.

Rkomi è uno di quegli artisti silenziosi, che preferiscono lavorare sottotraccia piuttosto che aggiornare costantemente il mondo che gli gira attorno dei loro progressi. In un’epoca in cui i social rappresentano le fondamenta della riuscita di un artista, Mirko ha deciso di sposare un trend inverso – sicuramente non inedito – che ha già portato parecchie fortune dalle parti di giganti della musica come J.Cole oltreoceano, il quale è tornato da un lungo silenzio frantumando ogni tipo di record, e che in Italia contraddistingue Marracash come uno dei casi più clamorosi, il quale pubblica di tanto in tanto delle stories in giro per il mondo per testimoniare a tutti che è ancora lì, che sta lavorando per noi.

Un elemento in comune di questi artisti è dato dalle caratteristiche che li descrivono, essendo quelli presi in esame molto affezionati alla loro arte, legati visceralmente con quella stessa musica che ha svoltato le loro vita e occasionalmente anche quelle di chi li ascolta. Rkomi si è subito distinto rispetto ai suoi compagni di annata per essere quello più introverso, più attento e forse quello più sensibile al contesto che lo ha eletto più di una volta come figliol prodigo. Perché quando ti prendi tutte le luci dei riflettori ad un’età simile – venendo definito come l’erede designato di alcune delle penne più importanti del genere – devi essere in grado di elaborare il tutto trasformandolo in stimolo ed ispirazione, combattendo l’ansia e il timore di non riuscire. Concetti che nel tempo si ripetono, come dimostra 68 di Ernia, il suo primo disco ufficiale che non nasconde lungo la tracklist la paura di non farcela, perché il problema non è arrivare in alto ma riuscire a starci.

Da un po’ di tempo Rkomi è tornato a bazzicare nei social e nelle strade di Italia, una volta per il release party di Ensi, un’altra per qualche servizio fotografico. Di tempo dal suo ultimo progetto ne è passato parecchio, parliamo dell’estate, con un EP che forse è passato sottotraccia oscurato dalla pigrizia estiva e dalle notti insonni. Ancor di più è il tempo che ci separa da Io In Terra, l’esordio ufficiale dell’artista di Calvairate che ci ha messo davvero poco sia a consacrarlo che a farcelo piacere, inquadrandolo in una sorta di elitè del liricismo attuale.

Non per casualità, qualche giorno fa sono apparsi nelle fermate della metro di Milano dei cartelloni inequivocabili, che riportavano le dichiarazioni di alcuni personaggi dello spettacolo riguardo a Rkomi e la sua musica, da Elisa passando per Caparezza, sino all’anagramma di 22 Marzo, data di uscita ufficiale del suo progetto, sotto le mentite spoglie di Marzio Vendute.

Il nuovo disco si intitolerà Dove Gli Occhi Non Arrivano, e sembra già presagire un approccio dell’artista completamente nuovo, più consapevole ma allo stesso tempo carico delle sue stesse aspettative, della volontà di voler contribuire alla storia di questa musica che ormai vede sempre più adepti, con la voglia non dichiarata di educarli e perché no, di emozionarli. Non sappiamo ancora nulla di una possibile tracklist, salvo il protagonista dell’intera direzione artistica del progetto: Charlie Charles. Il giovane produttore è ormai considerato unanimemente il Re Mida della nuova generazione di artisti, che ha culminato i suoi successi in serie con la produzione di Soldi, il brano di Mahmood vincitore a Sanremo. Neanche il tempo di gioire per un traguardo simile, che lo troviamo nuovamente protagonisti di un lavoro molto atteso e dalla natura difficilmente interpretabile, poiché Rkomi e Charlie appartengono a due visioni artistiche apparentemente distanti e inconciliabili, motivo per cui è pressoché impossibile fare delle previsioni a vuoto.

Sarà in grado il nuovo album di Rkomi a lasciare un segno importante in questo 2019? Noi crediamo di sì.

 

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