Attraverso la nostra recensione di 1978, analizziamo traccia per traccia il nuovo progetto di Ape.

Il 5 dicembre è uscito 1978, nuovo EP di Ape partorito per celebrare l’ennesimo traguardo della sua rinascente carriera musicale. Sei tracce con tanti produttori e collaborazioni al microfono che andremo a raccontarvi singolarmente.

“Stufo di guardare altrove senza che mi manchi l’aria
Fuggo per andare dove, ne ho sentiti a centinaia”

Il Mambo Degli Orsi è la maniera migliore di presentare al pubblico questo EP. Coerente, coinciso, con quel pizzico di amarezza tipico del mondo descritto da Ape, col quale Zampa sembra veramente andare a nozze.

La produzione di Bassi Maestro non può che dare ancora più risalto al testo, in questo caso “giocare sul sicuro” è stata sicuramente un’ottima scelta. Abbiamo già parlato di questo singolo nello specifico, trovate le nostre impressioni qui.

“Centri commerciali oasi come cattedrali,
nel deserto pieni come le spiagge di Bali”

In Una Stagione Selvaggia con Blo/B, prodotta da Sek, si cambia decisamente tono, ma le tematiche non subiscono scossoni, generando una traccia molto orecchiabile ma che non emerge rispetto al resto delle tracce.

Un brano molto differente dagli altri presenti, quasi un corpo estraneo al progetto (anche per il mood estivo che lo caratterizza), ma allo stesso tempo un esperimento interessante.

“L’occasione fa l’uomo Lupin Terzo
Conosci umiliazioni in tasca manco un sesterzo
Portafoglio gonfio ma chi l’ha mai visto, dai Cristo
Che la moneta fa gola è cannibalismo”

Rumble Tumble col featuring di Lord Madness (prodotta da Sick Budd) è indubbiamente la canzone con più hype del progetto e non ha minimamente tradito le aspettative. In questo storytelling una rapina finita male si tramuta in omicidio e la sentenza di morte diventa un’inevitabile conseguenza.

Diversi cambi di flow e la capacità di generare uno scenario parecchio vivido rendono questa traccia forse la migliore dell’intero progetto.

“Si avvicina piano verso le mia labbra
Io che mi allontano quasi si arrabbia
Occhi da pantera resto incenerito
Sguardo da galera come Carlito”

Brett prodotta da Apoc è il quarto sigillo di 1978. Una canzone piuttosto spinta, non votata particolarmente all’eleganza stilistica e con la giustificata assenza di collaborazione al mic.

In questo caso forse un po’ più ombre che luci, ma una solida produzione permette di godersela e lasciarsela scivolare addosso con molta tranquillità.

“Questo non è il mio anno, mica c’ho il disco dell’anno
mai stato il rapper dell’anno, chiedi chi sono lo sanno
Momenti in cui non dovrei starci come Giorni Matti
Tra compromessi e conquiste fatti a piccoli passi”

Si continua con Rookie insieme a Musteeno (prod by Ill Papi). Il rookie nella terminologia americana, soprattutto legata allo sport e in particolar modo al contesto NBA, è il titolo che si assegna a chi è nel primo anno tra i professionisti, assumendo quindi una connotazione di sfida visto il concept di tutto l’EP.

La base è spaziale, Ill Papi dopo The Leftovers si conferma un produttore molto affine allo stile del rapper brianzolo e forse meriterebbe maggiore considerazione nel panorama nazionale. Musteeno cavalca la base a dovere, completando una tanto martellante quanto inaspettata canzone (“siamo l’anonima pre-pensionamenti, ancora in piedi dai tempi dei campionamenti!”).

“La mia nazione si consuma, sta bruciando lentamente
non mancano le idee, serve il sostegno della gente
confusa dalle false promesse di un Presidente
campagne elettorali dalle macerie di un ponte”

Si conclude con Bastardi In Salsa Rossa, su un’altra produzione di Apoc, impreziosita questa volta dai graffi di Dj Lil Cut. Una lucida presa di posizione della scena politica contemporanea italiana, senza la necessità di parafrasare gli evidenti problemi legati al mondo della giustizia e dell’antipolitica.

Piccola parentesi sulla scelta dei vari scratch: molto azzeccati e pungenti. Inoltre risaltano ancora le doti di Apoc, ciliegina sulla torta di un anno estremamente produttivo per lui (a mio personalissimo parere il suo beat di Gocce d’acqua di Ares Adami e Drimer è uno dei migliori del 2018).

In conclusione, 1978 si presenta come un bel progetto, collegato indubbiamente a un concept letterario molto particolare e a cui dedicheremo un altro articolo, perché merita di essere approfondito a dovere. Tutte e sei le tracce hanno una loro storia, questo permette così di diversificare contenuti e stati d’animo indotti nell’ascoltatore.

Dopo The Leftovers Ape continua a ribadire la sua volontà di tornare in pianta stabile nel panorama del rap italiano… e noi speriamo proprio che ciò avvenga!

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Mi chiamo Marco Carboni e sono uno studente nato a Pesaro. Ho la fortuna di vivere l'HipHop a 360 gradi, producendo per le realtà locali, organizzando un evento chiamato Carpe Riem ma soprattutto scrivendo e descrivendo una cultura che è molto più di quanto può apparire