Future è il passato, presente e futuro della trap americana: è risaputo che sia lui uno dei primi esponenti di maggior successo di questo sottoprodotto del rap.

Era il 17 luglio 2015 quando uscì a livello mondiale, il suo terzo album, “DS2” acronimo di “Dirty Sprite 2“. Questo album fu assolutamente promosso dalla critica, tanto che riuscì a vendere più copie rispetto ai suoi due lavori ufficiali precedenti: “Pluto” (2012) ed “Honest” (2014).

Attenzione: non fate l’errore di pensare che prima di “DS2”, Future non venne assolutamente considerato dai fan e dai suoi colleghi. Al contrario, era già al centro della scena collaborando con Kanye West, Drake, Andre 3000.

«You got one life to live. So I’m living it the way I want to live it»

E forse è proprio questo la forza di Nayvadius D. Wilburn, Future, quella di vivere facendo ciò che gli piace. Questa sembra una frase del tutto scontata, soprattutto per un artista del suo calibro, ma non è assolutamente cosi. Gli album “Pluto” e “Honest” contenevano featuring importantissimi ma non andavano bene. Parliamoci chiaro, per un normale musicista, sarebbero stati numeri da invidia (1 milione di copie vendute in totale) ma per un rapper di Atlanta erano numeri da dover assolutamente superare.

Nota dell’autore, cioè io. Una delle canzoni che più amo di Future è la traccia “Look Ahead” contenuta nell’abum “Honest“. Mi piace perché ha dei suoni africani talmente belli che anche senza parole sarebbe una strumentale perfetta.

Essendo troppo buoni, aggiungiamo anche il video della canzone originale, da cui Future ha preso le sonorità africane.

Ed ecco che esce “DS2” e tutto cambiò. Come? Facendo ciò che si sentiva di fare.

Tredici tracce nella versione normale più cinque in aggiunta con la versione bonus. Diciotto tracce totali e solo una collaborazione: Drake, in “Where Ya At” pubblicata il giorno seguente all’uscita dell’album, diventando una della canzoni di Future più belle ed ascoltate di sempre, contribuendo quindi alla vendita di “DS2” che esordisce al n° 1 nella classifica Billboard 200, vendendo da solo più di un milione di copie. PIU’ DI UN MILIONE DI COPIE.

Un’altra cosa molto interessante è la scelta artistica del Direttore Creativo dell’album, l’amico e super stilista, Marcelo Burlon. Da qui, cosa da non sottovalutare, inizia anche una collaborazione tra Future e lo stesso Burlon, ma questa volta si gioca nel mondo dello stilista, la moda. Future sfila durante la Fashion Week Uomo 2016, indossando la Marcelo’s Spring 2016 Men’s Collection che viene poi inserita nel merchandise dei concerti dello stesso cantante.

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Da qui, è tutto in discesa per il (t)rapper di Atlanta. Solo due mesi dopo l’uscita di “DS2”, esce a sopresa il mixtape “What A Time To Be Alive” fatto insieme a Drake. Il mixtape entra nelle classifiche di tutto il mondo. I fan di tutto il mondo impazziscono. La collaborazione fa ricordare subito “Watch The Throne” di Kanye West e Jay-Z. Due mostri sacri insieme, possono solo ottenere critiche positive.

«I got more style than the stylists / I like that money is money is piling / I see that money just piling / I see it’s piling and piling and piling and piling and piling and piling»

Future è uno dei musicisti più produttivi di sempre. Forse in questo non ha molta concorrenza, dato che in 8 anni, sono usciti sei album ufficiali e quindici mixtape. Per non parlare dei featuring in altri album (t)rapper e dei molteplici featuring fatti anche in altri mondi musicali, urban e pop. Infatti, in questi anni è comparso nella hit di Ariana Grande, Dj Khaled, Maroon 5, Calvin Harris, Nicky Minaj ecc ecc ecc ecc ecc all’infinito.

È così produttivo che a febbraio 2017, a distanza di una settimana, fa uscire due album: “Future & “Hndrxx. Il primo molto trap, in cui è presente anche il singolo da milioni di views e streaming “Mask Off” grazie al quale riesce a vendere più di un milione di dischi e da cui escono tantissimi remix, perché la strumentale, lasciatecelo dire è stratosferica. Guarda questo video, per sapere come è stata prodotta. Il secondo invece è un album molto introspettivo, spesso con suoni pop molto forte nei contenuti e molto scarso nella vendite.

Il 20 ottobre 2017 esce l’ultimo progetto ufficiale di Future, in collaborazione con quel pazzo di Young Thug. Insieme hanno fatto l’album “Super Slimey“.

Nonostante l’entrata al n°2 della classifica Billboard 200 con l’equivalente di 75.000 copie vendute nella settimana di uscita, la critica non è stata molto positiva, ma nel complesso la pensavano tutti allo stesso modo: i due sanno fare, ma non si applicano. Leggendo le varie critiche, partendo da HotNewHipHop, passando da Exclaim! ed arrivando a Pitchfork il risultato è sempre lo stesso, ossia tutti i siti dicono che sulla carta il duo è davvero figo, ma che in effetti, a conti fatti, Super Slimey suona davvero molto poco bene, come se non si fossero impegnati, come se mancasse ciò che gli ha sempre dato una marcia in più.

Di questi tempi, oltre alla musica, ciò che conta tantissimo è lo scenario che da artista, riesci a creare intorno alla tua immagine, ai tuoi video, ai tuoi social. Forse una delle caratteristiche inconfondibili di Future è la sua immagine associata alla “Lean“, conosciuta anche come “Purple Drank” arrivata in Italia nello scenario di Sfera Ebbasta e soci. E non è un caso che l’album si chiami “Dirty Sprite”, perché è anch’essa un’espressione analoga per parlare della droga. La droga è sempre stata al centro del mondo dell’hip hop. Marijuana è sinonimo di Snopp Dogg e/o Wiz Khalifa. Sulla cocaina ci sarebbe una lista talmente lunga di rapper americani ed italiani, che non abbiamo voglia nemmeno di iniziarla.

Se parli di “Purple Drank” e di tutto il suo scenario, allora il sinonimo è assolutamente Future, il quale non nasconde nemmeno di abusarne ed anzi è molto esplicito anche nei suoi testi o nelle stories di Instagram. La nuova scuola, alla “Purple Drank” ha aggiunto anche l’uso di farmaci come lo Xanax, aprendo una “nuova moda” di cui non parleremo in questo articolo.

«Half a million dollars on a ring, I’m taking Percocets
Down five Xanax and I pray I wake up and forget»

È indubbio che Future sia un musicista che sia riuscito a crearsi un suo stile musicale e farselo copiare da tutto il mondo. La cosa certa, a mio modo di vedere, è che se dici Trap allora dici Future.

È uno dei rapper più ricchi al mondo. Secondo Forbes, tra giugno 2016 e giugno 2017, ha incassato circa ventitré milioni di dollari, di cui sette milioni solo dai settanta live. Tutto il resto appartiene agli incassi generati dai video musicali tramite le visualizzazioni e dallo streaming digitale. A livello video, durante questo periodo, avrebbe totalizzato circa 1,2 miliardi di views (il più alto tra i rapper) ed è al secondo posto (dopo Drake) come numeri di streaming: 2,8 miliardi di stream.

Uscendo dalle questioni musicali, Future è una persona tranquilla. Sempre per quanto ovviamente possa essere tranquillo un rapper. 4 figli da 4 mogli diverse, una tra cui è la cantante, modella, ballerina, attrice Ciara.

Ci sono molte curiosità su Future che vi diamo sotto forma di elenco puntato:

  • Risulta essere uno degli artisti che ha composto “Drunk in love” di Beyoncè, ma che non è presente nei credits: usa questa melodia nella sua “Good Morning”;
  • All’età di 14/15 anni riceve una pallottola sulla mano destra costringendolo a lasciare il basket;
  • Ha detto che farà uscire la sua collezione di cappelli (come quello in foto);
  • È nato nel periodo di una cuspide, quindi risulta avere due segni zodiacali sagittario e scorpione;
  • Dj Esco è uno dei più cari amici e socio in affari dell’artista. In un’intervista, Il Dj, resident Magic City (un influente strip club di Atlanta) disse che metteva le canzoni di Future e valutava quanto queste piacevano, in base alle reazioni delle stripper;
  • In un’intervista nel 2013, disse che ispirò Drake per la realizzazione di “Started from the bottom”. Disse che erano insieme nello studio mentre Drake registrava l’album e Future continuava a dire all’ingegnere del suono “Started from the bottom” (Parti dal basso). Drake inizialmente pensava si riferisse al suono o a qualche sua canzone che stava facendo. Quando si rese conto che non fu cosi, allora creò la hit planetaria che conosciamo.

Future, uno dei primi a…

Se vi state chiedendo perchè abbiamo dedicato un intero editoriale a Future, la risposta risulta semplice. La sua musica e le sue influenze nel mondo del rap e nel mondo in generale sono state cosi forti, e cosi importanti che meriterebbe molto di più di un articolo.

Parliamoci chiaro, non ci riferiamo a nulla se non alla musica. Siamo d’accordo con lui, quando si auto proclama il (Jimmy) Hendrix del rap americano. È vero. Tramite i suoi testi, ha sempre detto e fatto ciò che voleva, portando un suono nuovo che non si conosceva, mantenendo dei livelli sempre altissimi. È stato uno dei primi a promuovere il proprio produttore, portandolo al proprio livello. È stato uno dei primi ad utilizzare seriamente l’autotune (insieme a T-Pain e pochi altri). È stato uno dei primi a fare la trap cosi come la conosciamo. Insomma, se non vi siete ancora accorti che Future sia stato uno dei primi a fare tante cose, forse abitate in un altro pianeta!

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