Abbiamo estratto per la nostra rubrica Best Bars le barre più rilevanti contenute in Playlist di Salmo.

Siamo a circa un mese dall’uscita di Playlist di Salmo e le opinioni che gli si sono costruite attorno sono di natura differente. Tra chi lo critica per aver abbandonato i suoi classici stilemi e chi lo loda per aver avuto la capacità di reinventarsi nuovamente, Playlist rimane fermamente sulla sua posizione di prodotto atipico dalla pregevole fattura.

Il disco mostra infatti lati inediti di un Salmo diverso cui eravamo abituato, pur continuando a sviluppare le caratteristiche più interessanti della sua musica. Il concept del disco è appunto quello della playlist, motivo per cui non troveremo al suo interno tracce particolarmente peso – eccezion fatta per Lunedì –  o tracce particolarmente complesse. Ciò che rapisce del nuovo disco di Salmo è sicuramente una curata parte strumentale che riesce a trasmettere quel senso d’insieme e di appartenenza che l’artista sardo ha imparato ad imprimere nella sua musica.

Forse le barre contenute all’interno dell’album non faranno gridare al miracolo, come alcune contenute nei progetti passati, ma molte di esse sono una concreta dimostrazione di cosa significhi avere una marcia in più nel rap game di oggi. Avere la coscienza e le capacità di fare questa musica in un certo modo. Abbiamo quindi selezionato le Best Bars di Playlist di Salmo, che a nostro parere sono le più rilevanti del disco.

Tutti commentano, è un loro diritto
Coi primi quattro dischi c’ho pagato l’affitto
Se non ti piace la mia roba io l’accetto
Dammi un milione e smetto, oppure stai zitto

Per  la prima quartina abbiamo deciso di fare un’eccezione dando i giusti meriti ad un Fabri Fibra in forma smagliante presente nella traccia Stai Zitto. Il concept generico riguarda infatti il solito hateraggio spiccio dell’ascoltatore medio, mai appagato e mai pienamente consapevole. In uno scambio di strofe molto ironico e tagliente tra i due artisti però, è l’artista di Senegallia a rubare la scena, specialmente con le barre che abbiamo selezionato.

Perché comunque artisti di un certo calibro potranno anche essere criticati, ma al contrario dei più giovani questi hanno scritto la storia di questa musica in italia, facendola diventare un lavoro prima di chiunque altro.

“Ciò che brilla mi attira, ho la testa che gira
Dai tempi del Non c’ho una lira
Se ho il broncio mi compro una Beemer, la villa a Cortina
Bro il tempo è denaro e non chiudo la ….
Se conto ‘sti fogli poi faccio mattina
Mi sveglio e ho più fame di prima
Interni in pelle con i cerchi d’oro
Giro sulla mia nuova autostima”

Ricchi e Morti è un brano simbolico di Playlist, perché dimostra come Salmo non si curi minimamente di dover dare un senso o una forma compiuta al suo lavoro, rimanendo comunque al top. In questo brano si diverte sperimentando stili e metriche differenti, sputando diverse barre provocatorie che hanno attirato la nostra attenzione. Noi abbiamo scelto queste, per il livello del rap e per i giochi di parole al suo interno. Un esercizio di stile in piena regola.

“Schiaccio il pedale per Gudalajara 
C*zzo non parlare fra guarda la cara
Niente resta puro da qui a Tijuana
Tranne le mie scarpe in pelle d’iguana
Raggi di luna riflessi sopra le pistole
Questi ragazzi andranno in cielo in jet, se Dio lo vuole
Il vento suona la sua armonica tra i campi di viole e campi di mota
Nuvole viola, taglia la gola taglia la coca”

A parere di chi scrive, Sparare alla Luna è un pezzo super-riuscito, inedito nel suo stile e nel suo contenuto. Il brano è infatti una sorta di colonna sonora della nuova serie culto Narcos: Messico – di cui vi consigliamo fortemente la visione – un po’ come fecero anni fa Guè e Marra con Tony.  Il pezzo può esser considerato uno storyteller della trama generale della serie o più semplicemente una citazione omaggio, con tutti i passaggi salienti contenuti in essa. Il ritornello di Coez dà inoltre una particolare atmosfera al brano, che si aggiudica la palma delle top 3 contenute all’interno di Playlist di Salmo.

Il cuore si ferma, cambiamo le pile
Queste parole fan come fucili
Passa un secondo tra il dire e il morire
Non basta una vita per farle capire”

Il Cielo nella Stanza è forse il pezzo che ha maggiormente diviso i fan più accaniti di Salmo. Parlavamo appunto del concetto di inedito, ridondante in questo album, e che può benissimo applicato a questo brano. Con un bell’arrangiamento melodico, il rapper sardo dà ulteriore prova della sua versatilità, discostandosi dalle atmosfere nostalgiche di una Faraway ad esempio, e proponendo un brano sincero e più soft, ben costruito e veramente sentito. Le barre che abbiamo scelto sono state usate proprio da Salmo per spiegare a chi non lo avesse capito, come l’esigenza dell’artista spesso può non coincidere con quella dell’ascoltatore.  Un Salmo che non ha più paura di mettersi a nudo davanti al suo pubblico, come testimonierà il pezzo di chiusura, Lunedì.

“Una vita di corsa, la vita non aspetta
Ma già la vita è corta, tu vuoi la vita stretta
Ti lascerò la borsa perché tieni alla vita
Un giorno si farai la storia è la storia infinita
Vorrei dirti che un giorno ci prenderemo tutto
Ma con le lacrime agli occhi devo svelare il trucco
Qui non abbiamo amici, se resti fuori impari
Sono i diamanti dici a farci i solitari

Qui ogni commento risulta superfluo. Lunedì è un brano di rara bellezza, il migliore dell’album e sicuramente nelle prime posizioni tra i pezzi di questo 2018. A tal proposito abbiamo dedicato anche un approfondimento. Le barre che abbiamo selezionato sono forse tra le più suggestive e ben riuscite.

Si può dire quel che si vuole di Playlist di Salmo, ma non che non sia un progetto all’altezza delle aspettative. L’artista della Machete è maturato e ha inciso in ogni brano parte della sua visione artistica che – necessariamente – non può rimanere ferma al passato, ma evolversi, in un modo o nell’altro. Questo cambiamento a noi è piaciuto ed è un’ennesima conferma di come dobbiamo andare fieri di avere un artista come Salmo in Italia.

Grafica di Matteo Da Fermo.

 

Commenti
Ho 21 anni e mi nutro quotidianamente di questa musica. Preferisco gli autori profondi a quelli superficiali e sono fermamente convinto che il rap possa veramente tirare fuori le persone dalla m*rda.