Abbiamo chiesto a Paola Zukar quali fossero le sue ispirazioni letterarie.

Quando siamo stati a Milano a trovare Paola Zukar, non ci siamo potuti esimere dal chiederle quali fossero le sue letture preferite, eravamo infatti curiosi di sapere se ci fossero state delle “scintille” in questo ambito che abbiano acceso e alimentato la sua lunga carriera, nonché la sua voglia di rap e magari si siano rivelate un aiuto nella scrittura del suo libro “Rap. Una storia italiana“.

A tal proposito, la manager di Fabri Fibra, ci ha detto:

«Prima dell’avvento dei social network leggevo moltissimi libri in generale. Poi ammetto che anche io ho ceduto alla tentazione di provare ad informarmi grazie alle timeline stracolme di notizie e link che scorrono inesorabili, quindi ora ne leggo molti meno, purtroppo. Molti libri sul rap sono stati scritti molto bene e mi hanno aiutata a capire meglio il genere, le sue origini, il suo sviluppo e le sue potenzialità. Uno su tutti è Decoded di Jay-Z: graficamente impeccabile, il libro racconta le sue rime in modo inedito, ricreando i contesti da cui sono nate e approfondendo motivazioni e obbiettivi della sua scrittura (di cui sono una grande appassionata).

Mi è piaciuto molto anche The Big Payback di Dan Charnas  che racconta la storia dell’Hip Hop dal punto di vista del business e di come questo genere ha saputo finanziarsi e crescere a dismisura in 657 monumentali pagine.

Quello più strano e divertente è “Ego Trip’s Book of Rap Lists” compilato dalla redazione di una delle riviste più particolari ed interessanti della storia dell’editoria del rap, Ego Trip appunto. Si tratta di una serie infinita di classifiche e di liste assurde dell’universo Hip Hop, dagli mc ai dj, dai produttori alle radio, dalle faide alla moda, dai soldi allo sport, tutto sempre in chiave Hip Hop. Un libro imprescindibile per chi è interessato alla storia di questo genere così vecchio e pur sempre nuovissimo.

 

Le informazioni e gli articoli che si trovano sul web spesso sono anche ben fatti ed interessanti, ma talvolta è tutto troppo semplificato; il libro invece ti “costringe” a concentrarti davvero sui suoi contenuti e, se è scritto bene, ti insegna anche ad esprimerti meglio, ad usare parole nuove e ad essere più chiaro e comprensibile in tutto. Perciò penso che web e libri siano sempre e comunque complementari.»

In altri casi avremmo aggiunto qualcosa alle parole dell’intervistato, ma in questo caso sarebbe davvero di poco valore: Paola ha detto tutto. In anni in cui l’Italia continua a scivolare delle ultime posizioni nelle classifiche riguardanti l’analfabetismo funzionale e il numero di libri letti, è davvero importante incentivare questa splendida abitudine, non può che far bene, alla crescita di ognuno di noi e a quella dell’intero paese, sempre più anestetizzato, a volte anche musicalmente.

 

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Artwork by Marco Ferramosca.

 

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