Dani Faiv, Pitta e Macello: una notte fuori in TRE RAVER

Dani Faiv

Dani Faiv torna a incrociare il proprio percorso con quello di Pitta e Macello in TRE RAVER, il singolo appena uscito. Un incontro che mette insieme un artista con una lunga esperienza nella scena rap italiana e due nomi legati a una generazione più recente.

Negli ultimi anni, dopo aver portato avanti il percorso di Teoria del Contrario e aver fatto featuring con vari artisti, TRE RAVER si può leggere come un nuovo capitolo e come un’occasione per ritrovarlo accanto a due voci con cui condivide un immaginario affine.

Pitta e Macello infatti non sono nomi del tutto nuovi nel percorso di Dani: i tre avevano già collaborato nell’ultimo pezzo della 333 Mob, STUPIDO, la posse track che riuniva diverse personalità della vecchia e della nuova scuola. Con TRE RAVER il dialogo si sposta su un brano a loro dedicato, dove l’affinità di attitudine già evidenziata in STUPIDO e in alcune interviste, si fa ancora più accentuata. Sentendo il pezzo sembra infatti di venire catapultati nel mondo dei tre, vedendo davvero da vicino il loro modo di vivere e fare festa. 

TRE RAVER di Dani Faiv, Pitta e Macello: una serata raccontata a tre voci

L’incontro funziona soprattutto nel modo in cui le tre personalità si alternano: Pitta inizia e con il suo flow porta la storia del suo incontro con il mondo delle droghe e delle feste e riprende, una volta di più, l’idea di essere un rapper totalmente disinteressato alle frivolezze della moda, e difatti si veste male “come Adam Sandler”. Dani Faiv invece racconta di un suo trip psichedelico, che ben riprende il titolo, e nominando Macello e Pitta descrive una loro uscita: tutti e tre gli immaginari sono coerenti l’uno con l’altro, e quindi è facile figurarseli non solo insieme in un featuring, ma anche in esperienze quotidiane. 

Macello, detto “Er Gigiax”, aggiunge, col suo modo estremamente vivido e spesso divertente di descrivere le cose, ulteriori scene che il trio potrebbe tranquillamente sperimentare in una loro serata fuori.  

Il ritornello sembra fare proprio riferimento a questa continuazione di modi di fare e di esprimersi che i tre artisti hanno in comune: come “l’erba cattiva non muore mai”, tre personaggi controversi, caratterizzati da immagini cupe e paradossali, sono la parte più contorta della società, difficile da estirpare perché, sotto sotto, trova sempre un modo di attecchire. 

La produzione è affidata a Maska, già al lavoro con Pitta e Macello in diverse occasioni. La sua presenza rafforza il legame tra i tre artisti e dà continuità a un sodalizio che si era già visto in brani come Tinky Winky.

Una stima che attraversa le generazioni

Come in Stupido, Pitta ricorda quando ascoltava The Waiter di Dani, e ora ci fa i live assieme: da questi continui riferimenti emerge il legame di stima che la nuova scena ha per i punti di riferimento del rap italiano degli ultimi anni, e di come però questa stima venga ricambiata nel dare loro lo spazio per essere valorizzati al massimo. 

In questo brano la base è davvero minimale: una serie di kick sincopati, ogni tanto uno snare rullante e qualche accenno di melodia dato da suoni metallici si alternano tra di loro, lasciando spesso però solo le voci a costruire il pezzo, come fosse un vero discorso tra amici che si raccontano la serata.

L’uscita del singolo prepara così gli ascoltatori a ciò che potrebbe arrivare con Teoria Del Contrario Vol 4: Dani Faiv continuerà ad essere attento alle nuove leve cercando di includerle nei suoi progetti, o ci sarà addirittura un’evoluzione che potrebbe portarlo a fondere modi diversi di intendere il rap, così facilmente paragonabili?

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