Rancore in un libro di scuola con S.U.N.S.H.I.N.E.

Rancore & Dj Myke

Rancore e DJ Myke in un libro di letteratura per il liceo con S.U.N.S.H.I.N.E. Dopo Arakno 2100, un altro brano entra a scuola.

Rancore e DJ Myke nel libro di scuola: S.U.N.S.H.I.N.E. entra in un manuale di letteratura

Rancore torna su un libro di scuola e stavolta ci finisce con S.U.N.S.H.I.N.E., il brano firmato con DJ Myke.

Il manuale si intitola Tutte le vite davanti (Poesia, teatro e origini della letteratura) ed è firmato da Belleville, scuola di scrittura, per Rizzoli Education. È pensato per il primo e il secondo anno delle superiori. Stando a quanto mostrano le pagine condivise da Rancore, S.U.N.S.H.I.N.E. compare nel capitolo 12, La poesia che… gioca (con le parole), alla pagina 226, nella sezione “Versi in musica“.

La prima volta era andata diversamente. Come ricorda lo stesso Rancore, Arakno 2100 era stato inserito in un libro di storia. Qui si passa alla letteratura e alla poesia e il testo viene trattato per quello che è: un oggetto da leggere, analizzare e discutere (anche) in classe.

S.U.N.S.H.I.N.E. di Rancore e DJ Myke: come la presenta il manuale

Il brano, datato 2015 e facente parte dell’EP omonimo, viene descritto così nel manuale:

Nel brano di Rancore il rap diventa campo di sperimentazione poetica. Il testo non segue una narrazione lineare, ma procede per associazioni sonore e semantiche, creando un flusso di coscienza che rispecchia il carattere improvvisativo e virtuosistico del genere. La metafora centrale sole/luce attraversa tutto il componimento, ma è il gioco continuo con i suoni a strutturare realmente il testo. Rancore trasforma ogni verso in una sfida tecnica, dove il significato nasce spesso dall’incontro casuale tra parole che condividono assonanze, rime o ritmi simili. Il rap diventa così una forma in versi che privilegia la dimensione linguistica rispetto a quella puramente semantica.

Chi segue Rancore da anni riconosce subito questa lettura e non può che condividere la definizione con cui viene descritto: “l’architetto delle parole“. Vengono citati anche altri suoi brani come Argento Vivo ed Eden. Il manuale, insomma, non si limita a prendere un pezzo isolato ma prova a presentare al meglio a degli adolescenti una delle penne più ricercate della scena rap italiana e che si discosta dalla musica che, probabilmente, andrà per la maggiore nelle classi in cui questo libro verrà distribuito.

Se sia un bene per i ragazzi lo dirà l’uso che ne faranno i docenti in classe. Per chi auspica da tempo una conoscenza più approfondita del rap italiano tra i più giovani, invece, è senza dubbio un segnale incoraggiante.

Nel suo post Rancore ha scritto di vedere in questa notizia un segnale sul ruolo che il rap italiano può avere in questi contesti, e ha auspicato che notizie così trovino la stessa risonanza di quelle sui numeri della discografia o sugli eventi sempre più colossali. Ha poi parlato della soddisfazione per essere stato definito “architetto delle parole“, visto che nutre una grande passione per l’architettura.

C’è anche un dettaglio che chiude il cerchio. Nello stesso capitolo si studia Il giorno ad urlapicchio di Fosco Maraini, da cui Rancore dice di aver preso ispirazione proprio per Fanfole. Il rapper la mette così: «Tutto questo è divertente proprio perché è incredibile». Nello stesso capitolo, tra gli altri, ci sono anche Govoni, Scialoja, Valduga, Scarabicchi e Sinisgalli: compagnia di peso.

Un rapper in un manuale di letteratura non è quindi più uno scandalo, ma resta un fatto da segnalare. Il rap italiano entra nei libri di scuola attraverso la scrittura, non attraverso i numeri, e il caso di Rancore è quello che meglio si presta: il suo lavoro è materia che un docente può portare in classe accanto a un poeta del Novecento. Per S.U.N.S.H.I.N.E., uscito nel 2015 e ora sui banchi nel 2026, è un riconoscimento che arriva con undici anni di distanza e conferma la tenuta del pezzo.