Il 2026 è un anno importante per la legacy di 2Pac: l’ultimo sopravvissuto della fatidica Cadillac bianca ha incontrato il suo destino, e due dei suoi album più iconici hanno toccato il traguardo dei trent’anni, All Eyez On Me e il testamento di Makaveli, The 7 Day Theory.
Il 1996 di Pac fu eclettico, energico, produttivo fino all’inverosimile: probabilmente uno dei periodi più intesi e particolari che un artista musicale abbia mai attraversato. The 7 Day Theory cattura ancora oggi il climax di quei mesi, donando all’ascoltatore un ritratto di 2Pac tanto vivido quanto irrisolto.
Miti e curiosità dell’ultimo manifesto di 2Pac aka Makaveli The Don
Nel 1995 tra le mura della Clinton Correctional Facility, 2Pac vede il suo mondo sgretolarsi, ogni lascito sembrava incerto e il dubbio e la paranoia passarono dall’essere inchiostro su carta a parole gridate dalle fredde mura che lo confinavano.
Le circostanze non fermarono la sua arte e il 14 marzo di quell’anno il mondo si scontrò con Me Against The World. Un album che seppur chiuso precedentemente all’incarcerazione del suo autore, ne delineava la sua rabbia attuale senza mai censurarne le paure. So Many Tears, Dear Mama e It Ain’t Easy, non solo professavano un eventuale futuro ma concretizzavano la figura di Tupac Amaru Shakur, non solo come paroliere ma come icona senza tempo.
Vivendo l’impatto del progetto privo della sua libertà, l’artista sente i suoi ammiratori piangere e i suoi nemici ridere dei momenti di vulnerabilità. Lettere di commozione e di minaccia erano la sua unica connessione con il mondo. Diverse furono le notizie messe in circolazione per distruggere la sua immagine, dai giochi di colpa sugli eventuali mandanti dell’attentato alla sua vita del novembre ‘94 fino al rumor di una possibile molestia sessuale subita in carcere. L’artista coltivava non solo saggezza attraverso libri come I Shall Not Be Moved, Il Principe e L’arte della guerra ma anche una tremenda rabbia e voglia di rappresaglia.
Poche settimane dopo la sua scarcerazione Pac parla ai microfoni della CNN, presentando alcuni dei piani che da lì in avanti avrebbe attuato con il suo nuovo centrico ruolo in Death Row Records.
Ho scioccato il mondo con la mia rabbia, ora voglio scioccarlo con la mia ambizione
I piani erano audaci e impegnativi: molteplici film, colonne sonore, una sceneggiatura scritta in galera, due gruppi da gestire e un coraggioso doppio album trasformatosi da Life Goes On, a Supreme Euthanasia fino a diventare All Eyez On Me.
Il ritorno musicale si presenterà al mondo nel febbraio 1996 in un’esplosiva collezione di tutto ciò che Pac aveva da offrire. L’atmosfera in studio era celebrativa, di rivalsa e soprattutto collaborativa. Ogni artista nella temuta label di Suge Knight prestò il proprio materiale affinché la visione di Pac venisse presentata nel più efficace dei modi. La promozione del progetto era in piena marcia quando nuovi potenziali scacchi matti iniziarono a formarsi nella mente dell’iconico artista.
In quei giorni la musica veniva chiusa istintivamente, centinaia di canzoni registrate ogni mese, ma la distribuzione era dannatamente strategica. How Do U Want It arrivò in radio come un Cavallo di Troia, contenente nella sua versione fisica, il promo singolo per eccellenza 2 of Amerikaz Most Wanted ma soprattutto l’inedita e atomica Hit ‘Em Up. Nonostante il blockbuster appena rilasciato, la rabbia e la riflessione di Pac continuavano ad alimentare la sua ispirazione.
Così con uno dei più grandi album in classifica, nell’estate 96’, Pac iniziò a concepire The 7 Day Theory.
Il Caos.
Completato nell’arco di 3 giorni, il progetto venne rilasciato postumo nel novembre 1996. Nonostante questo ogni suo dettaglio, dalla stesura della tracklist al controverso artwork, sono stati approvati dall’artista in vita.
Registrato negli studi di Can-Am a Los Angeles, The 7 Day Theory è stato concepito non solo in un momento di subbuglio nel panorama Hip-Hop ma anche all’interno della Death Row Records stessa. A solo un mese dall’uscita di All Eyez On Me, Dr. Dre lasciò la label ma il colpo più duro avvenne nell’aprile dello stesso anno, con l’abbandono di Johnny “J”, storico produttore con cui Pac registrò molti dei brani più significativi della sua carriera.
A causa della pesante e confusa atmosfera, The 7 Day Theory venne registrato in un caos controllato circondato da un’aura di mistero e oscurità, quella stessa saggezza ritrovata in carcere si mischiò con la stessa grinta velenosa che aveva dato luce alla diss track del momento. L’ultimo album di Pac è così avvolto da diversi fraintendimenti e informazioni poco chiare sulla sua creazione e pubblicazione. Approfittiamo del suo trentesimo anniversario per fare un po’ di chiarezza.
Il titolo.
Nel 1996 la Death Row Records era già famosa per prestare poca attenzione ai titoli e sottotitoli dei suoi progetti e poco riguardo nell’accreditare i suoi artisti correttamente. 7 Day venne pubblicato con un titolo diverso da quello immaginato da Pac, non è ancora chiaro se intenzionalmente o erroneamente.
Titolo errato: The Don Killuminati: The 7 Day Theory
Titolo corretto: Killuminati: The 7 Day Theory by Makaveli The Don
Il controverso artwork.
Quella di essere rappresentato crocifisso fu un’idea di Pac presentata a Suge durante la registrazione del progetto. Il grafico della label Ronald “Riskie” Brent lavorò per circa 3 giorni ad una prima versione della visione di Pac. Oltre all’evidente analogia tra come i media e l’industria continuavano a parlare della figura del rapper praticamente sin dal suo primo album, i dettagli disegnati sulla croce mostrano le strade che lo hanno cresciuto e quelle che lo hanno tradito.
L’illustrazione venne mostrata ed approvata il 6 settembre 1996 da 2Pac, un giorno prima della sparatoria che gli avrebbe tolto la vita.
Ancora oggi la copertina di The 7 Day Theory è tra le più inquietanti e rivelatrici di sempre.
I produttori.
Nello studio di registrazione della Death Row esisteva una stanza soprannominata Wack Room, un circolo di produttori neofiti che fino a quel momento non avevano posizionato alcuni lavori rilevanti per la label.
È proprio lì che Pac trovò l’ispirazione dopo l’abbandono di Dre e Johnny J. I due produttori principali dell’infima stanza, Hurt-M-Badd e Darryl Harper scrissero la storia insieme a Shakur con pezzi come Hail Mary e White Man’z World. Gli unici due brani in tracklist non registrati nei fatidici 3 giorni, Toss It Up e To Live and Die In L.A. vennero prodotti da Demetrius Ship e Reggie Moore e dal figlio di Quincy Jones, QDIII.
L’elemento più sottovalutato fu il coinvolgimento di Pac nella produzione dei brani. Visto il bad business della Death Row con i suoi produttori, Pac iniziò ad interessarsi anche alla drum-machine ma soprattutto alle melodie. La bass line di Bomb First e le melodie di Life of an Outlawz erano l’inizio di un nuovo percorso per 2Pac, in cui l’artista iniziava a disegnare l’intero brano oltre che la parte lirica.
The 7 Day Theory fu anche tra i primissimi album a tentare il passaggio dall’analogico al digitale. Lance Pierre, uno dei due ingegneri del suono designati per il progetto, ha dichiarato che molti degli errori di mixaggio provengono dalla natura transitoria del progetto: i primi esperimenti in cui si trasportava il brano su Hard Disk per la masterizzazione venivano fatti proprio in quei mesi.
Tracklist.
Ogni singolo album di Pac è stato ridisegnato almeno una volta data la natura super strategica e produttiva del suo autore. Il web è pieno di immagini di tracklist da progetti mai usciti o semplicemente trasformatosi successivamente in lavori rilasciati ufficialmente. Makaveli non fu da meno e diversi brani originariamente registrati in quei giorni vennero indirizzati in altri progetti o semplicemente accantonati.
Eccone alcuni.
- When Thugz Cry (rilasciato postumo in Until The End Of Time)
- Friendz (rilasciato postumo in Until The End Of Time)
- Watch Ya Mouth (mai rilasciato ufficialmente)
- Lost Soulz (rilasciato nella colonna sonora di Gang Related)
- Thug Nature (rilasciato postumo in Until The End Of Time)
- The Good Die Young (rilasciato postumo in Still I Rise)
- Runnin On E (rilasciato postumo in Until The End Of Time)
- Black Jesuz (rilasciato postumo in Still I Rise)
- Initiated (rilasciato nel album solista di Daz Dillinger Retaliation, Revenge and Get Back)
- Just Like Daddy (originariamente pensato per Still I Rise)
Il Principe e la Makaveli Records.
I mesi in galera indussero Pac a prestare massima attenzione sul suo eventuale ritorno e la letteratura politica e sociale è stata la fonte più importante ed influente. Scrittore non solo di testi rap ma anche di poesie, per Pac il potere della parola scritta era in prima linea insieme ai beat che sceglieva. È innegabile che Il saggio critico Il Principe di Machiavelli abbia marcato la già decisa volontà di navigare il caos della scena di quegli anni. Alcuni delle ideologie espresse del fondatore della scienza politica del 500 troveranno la loro interpretazione nelle numerose mosse che l’artista farà dal suo rilascio nell’ottobre 1995 alla sua scomparsa poco meno di un anno dopo.
L’autore italiano non ispirò solo il cambio di nome d’arte di Pac ma le nuove idee avrebbero dovuto manifestarsi in una nuova casa discografica.
La Makaveli Records avrebbe fatto da sussidiario alla Death Row (un po’ come la relazione tra Shady Records e Aftermath Records negli anni successivi sotto l’ombrello Interscope), rilasciando progetti più personali per Pac come appunto The 7 Day Theory e il successivo mai concluso One Nation. Nelle settimane antecedenti al tragico incidente di Las Vegas, Pac era entusiasta di questa sua nuova potenziale avventura discografica ma quel sentimento si trasformò presto in gossip, da cui il rumor secondo cui Pac avrebbe voluto lasciare la Death Row.
La verità sembra essere nel mezzo, da un lato l’artista avrebbe adempito il suo contratto da 3 dischi, dall’altro erano diversi e vari gli altri progetti in cantiere con Suge (come le iconiche soundtrack dei rispettivi film in lavorazione). È logico pensare che il rapper avrebbe voluto iniziare a fatturare direttamente dai diversi gruppi e nature dei progetti che aveva in mente oltre che al suo lavoro da main act della label californiana. Diverse erano le idee che passavano tra le mura del suo studio di registrazione, la più celebre è forse quella che il primo progetto da Makaveli sarebbe dovuto essere stato rilasciato gratuitamente a modo di mixtape per introdurre il mondo alla nuova label.
La teoria di Bomb First.
Tra le più folli teorie nate attorno a quest’ultimo progetto di Pac, ce n’è una che ha dato vita a una vera e propria cospirazione, secondo cui il suo assassinio sarebbe stato orchestrato da Suge Knight. Ovviamente basta conoscere gli eventi di quella notte per capire che tale supposizione è pura follia ma tutto è nato da un’atipica coincidenza.
Lo stock sample utilizzato nell’intro della prima traccia Bomb First (My Second Reply) pare nascondere una voce che pronunci le parole Suge shot me. Per anni questa triste coincidenza ha alimentato i forum online e le community di fan, aggiungendo pane ai loro denti sull’incertezza della morte del leggendario artista.
La teoria è tornata alla luce lo scorso anno quando una violenta diss-track contro Suge Knight registrata da Eminem nel 2003 è finita in rete. L’artista di Detroit ha utilizzato quella stessa clip audio per provocare il controverso CEO della Death Row.
La folle teoria è stata diverse volte dichiarata una sfortunata coincidenza da diversi addetti ai lavori durante i giorni di registrazione di Makaveli ma la prova è abbastanza semplice da dimostrare. Lo stesso stock-sample è stato utilizzato dai Daft Punk per il loro singolo Da Funk un anno precedente alla pubblicazione di Bomb First. È possibile ascoltare quelle stesse parole già dal primo secondo.
Legacy.
A 30 anni dalla sua uscita, l’ultimo album di 2Pac è uno dei più complessi da capire e spiegare. Negli anni ha iniziato a ritagliarsi una fetta importante di fan, finendo in prima posizione nelle classifiche di tantissimi appassionati; nonostante ciò, alla sua uscita l’atmosfera era completamente diversa.
L’idea di un album uscito dopo la morte del suo creatore era ancora una novelty nel genere rap; in più, la reputazione della Death Row a quel punto precedeva anche la qualità delle sue pubblicazioni. I critici smantellarono il progetto definendolo incompleto e troppo drammatico.
La risposta del pubblico fu danneggiata ulteriormente dalla volontà di intercalare l’era di Makaveli con quella di All Eyez On Me, tutt’altro che finita in quel momento. Come se tutto questo non bastasse, la prima versione del singolo Toss It Up, venne ritirata dalle radio a causa di un diretto plagio al beat di No Diggity di Teddy Riley su cui il neo-rivale della Death Row Dr. Dre stava scalando le classiche. Nessuno degli inediti di 7 Day Theory riuscì ad entrare in Hot 100 in America. Il mondo intero invece rispose immediatamente alle tetre e geniali melodie di Hail Mary e alle nostalgiche rime di To Live and Die In LA.
Nonostante le sfortunate circostanze e l’enorme ferita provocata dalla sua scomparsa, gli anni sono stati clementi con l’ultimo atto musicale di 2Pac. Oggi il progetto continua ad ispirare e ad essere usato come esempio di come la musica possa essere la più diretta espressione emotiva a disposizione dell’essere umano.
Il nuovo moniker ispirato a Machiavelli accese anche la scintilla della teoria secondo cui Pac avrebbe inscenato il suo assassinio per poi lasciare il Paese. L’idea, ispirata proprio dal pensatore italiano, è stata poi accennata da Pac nei suoi ultimissimi brani, lasciando ancor di più fantasticare il pubblico.
Così The 7 Day ha letteralmente tenuto in vita il nome del suo autore per decadi. Era chiara che l’intenzione di Pac dopo All Eyez On Me fosse quella di ritornare alla soffocante introspezione di Me Against he World, ma mostrandosi crocifisso al mondo, l’artista nei suoi ultimi giorni di vita ha deciso di sostituire la paranoia del progetto del ‘95 con l’aggressività di una rivalsa che, sfortunatamente, si è realizzata solo postuma.




