Con Sock It 2 My Pocket, Rome Streetz raggiunge i fasti di Kiss the Ring, perfezionando la qualità narrativa e affinando la tecnica poetica. Un album impreziosito da un roster di produttori di primissima fascia, grazie anche a Mass Appeal.
Sock It 2 My Pocket: una tappa fondamentale per Rome Streetz
Per la pubblicazione del nuovo attesissimo progetto Rome Streetz sceglie Mass Appeal, una soluzione vincente per uno dei lavori meglio riusciti di uno dei più talentuosi parolieri e narratori del panorama contemporaneo. La lista di produttori coinvolti è di assoluto livello e, nonostante la sua lunghezza, non deve portare ad avere un’aspettativa negativa di mancanza di coerenza del progetto. Anzi, si tratta dell’incontro tra due universi sonori: quello East Coast più classico da un lato, con Pete Rock, Havoc e Styles P, e quello di Griselda dall’altro, con Denny Laflare e Conductor Williams. Ad arricchire troviamo poi anche The Alchemist, quasi a legare i due mondi, e 9th Wonder.
Yellow Brick Road è il brano che apre il progetto, il flow dell’MC viaggia a vele spiegate tra i due atti che lo compongono: nel primo Graymatter sceglie un beat più sostenuto, per poi virare verso uno più meditabondo. Nel primo verso Rome parla di una “rinascita”, di un certo modo di emergere dal grigiore degli uffici, dall’eterno ritorno di una monotonia senza prospettiva, e lo fa con un’attitudine davvero disinvolta:
When you get success, n****s be actin’ unusual
Hate you on the jet, rather see you in a Subaru
And stressed out slavin’ for Uncle Sam in a cubicle
Not positive, cut off the access
If you a liability, you can’t exist in my axis
To get this far, it took dedication and practice
God blessed my hustle, I’m His greatest creation (I am)
Cold criminal to sensation, peep the elevation
Mentre nel secondo verso accosta i suoi scheletri nell’armadio e l’appartenenza dichiarata alla Nation of Gods and Earths: se è vero che il prezzo da pagare per uscire dallo squallore delle case popolari è alto, soprattutto per i neri, la consapevolezza di essere loro stessi la divinità (“A-l-l-a-h”) è la chiave per l’emancipazione non solo spirituale ma anche materiale:
Got a whole closet full of skeletons ‘cause I bone-collect
Got the arm, leg, leg, arm, head of your favorite rappers
La storia di Malik accompagna tutto il progetto
In Belt 2 Ass la scelta di Conductor Williams di usare un loop di tromba fiacca ha un significato ben preciso: una sorta di “chiamata alle armi” fallimentare fin dal principio, mentre Rome ribalta le convenzioni estetiche comuni dicendo di voler tirar fuori la realtà dalla finzione: “Made reality out of all this shit I been picturin’“. Da qui parte la storia di Malik, protagonista segnato fin dalla prima barra da una cicatrice, un racconto ammonitore su scelte e conseguenze dipinto in modo magistrale:
Caught up in the game, that n****s’ll never play fair
Probably should’ve just gave up the chain
Long story short, Malik survived, but’ll never walk again
Fucked up, ‘cause I know the nigga that did it
He sent me a couple beats, we did a song I never finished
Anche la traccia .22 prosegue sullo stesso tema, la produzione e le voci campionate da Havoc sono sinistre, la spietatezza dell’ascesa del narratore è evidenziata dalla scelta di parole brevi, frammentate. In una barra il copione è già scritto, l’alliterazione e i monosillabi parlano più delle denotazioni: “The plot’s to get lots of loot, cribs, guns, and new cars“.
Singolo di lancio del progetto prodotto da Denny Laflare, Cocaine Coltraine è una fanfara allucinata, gli ottoni sono trionfanti e decadenti allo stesso tempo, sottolineano (e anticipano) il filo rosso sonoro e tematico del progetto. Qui l’MC del Queens si paragona addirittura a Illmatic da una prospettiva apertamente Five-Percenter:
Got no knowledge and wisdom, how they gon’ understand us?
Got high standards, they dumb, blind, 85
I’m the God, pay me tithes, when I rhyme, it’s cyanide
I aim and fire five at you, I ain’t tryin’ to grab you
All your shit is contrived, this wise guy’s a natural
I’m Illmatic, Nas, tryna dodge the devil’s lasso
Kickin’ science, I should rock a lab coat
Tra le collaborazioni spuntano quelle di Lloyd Banks in Prada In The Polaroid, Westside Gunn in Marathon or Race, OX OMNI in Taylor Made Wave e IDK in Time & Place, con quest’ultimo che tiene il livello di Rome con grande maestria, una serie fitta di assonanze e rime interne perfettamente a servizio del concetto illustrato:
It’s another cold day, put on my ski mask
Shoot the strap to where my hoop dreams at
Back-to-back to make the bando crack
And back the opp to show ‘em black do crack
Sock It 2 My Pocket rappresenta, ad avviso di chi scrive, il punto più alto raggiunto finora da Rome Streetz, sia per tecnica compositiva che per narrazione, esaltate da una produzione veramente d’eccezione.
Buon ascolto!


