Forse sono troppo vecchio per i live di ASAP Rocky: il mio racconto da Milano

ASAP ROCKY live Milano Ippodromo
Foto @idaysmilano

Ieri sera ero all’Ippodromo SNAI San Siro di Milano per la prima data italiana di sempre di ASAP Rocky, tappa unica del Don’t Be Dumb World Tour. Lo ammetto, ci sono arrivato abbastanza prevenuto ma ne sono uscito comunque soddisfatto.

ASAP Rocky a Milano: il live che mi ha fatto sentire fuori età (e non mi dispiace)

Il meteo avverso fino a poche ore prima, l’acustica dell’Ippodromo con cui già mi sono scontrato in precedenza, il tour di un disco che mi è piaciuto ma che sinceramente ho rimesso in play poche volte, se non qualche traccia salvata tra i preferiti. La mia serata di ieri, quindi, non aveva i presupposti migliori.

Arrivato sul posto per le 20 circa, ho avuto il tempo di bere una cosa molto economica, fare una lunga fila per il merch di Rocky e sciallarmela un attimo mentre in sottofondo andavano i dj set di Ava & Nko e Kelvin Krash. Il terreno fortunatamente ha resistito alle piogge, quindi si poteva camminare con tranquillità per la vasta zona dell’Ippodromo, anche se dalle 21.15 in poi si era tutti fermi in attesa dell’arrivo del main artist.

Con soli 15 minuti di ritardo rispetto alla tabella di marcia, ecco il suo ormai celebre elicottero fare capolino sopra il palco. Rocky è rimasto lì, appeso, per i primi brani del suo show, a rappare con un megafono in mano, per poi scendere senza però che l’elicottero abbandonasse del tutto la scena. Anzi, il rumore delle pale riempiva le pause tra un pezzo e l’altro e, devo dire la verità, dopo un po’ quel suono continuo ha iniziato a infastidirmi. Ma ve l’ho già detto, sono vecchio.

Nel momento in cui è sceso e ha iniziato a muoversi tra ballerini vestiti da SWAT, fiamme e giochi di luce, ho però capito che quella sera ASAP Rocky non voleva semplicemente cantare, voleva costruire un ricordo speciale per i suoi fan. Lo ha fatto coprendosi inizialmente il volto, utilizzando come microfono prima un megafono e poi un bazooka, lasciando che il pubblico gli lanciasse addosso reggiseni più di una volta, e in un momento iconico si è messo in testa la bandiera italiana lanciatogli dai fan, facendo esaltare i presenti sotto il palco

ASAP ROCKY live Milano Ippodromo
Foto @idaysmilano

Ma perché mi sono sentito vecchio?

Ho 35 anni e io il rap lo vivo così: voce, strofa, barra dopo barra, dall’inizio alla fine, senza che il resto prenda il sopravvento. Ieri sera invece il resto c’era, eccome, ma considerando contesto e obiettivo, era fatto alla perfezione. La presenza scenica di chi calcava il palco era enorme: Rocky con tutti quei vestiti (compresa la maglietta del Milan in edizione limitata per il live), i due microfoni fuori dall’ordinario, l’elicottero che rimaneva parte integrante del live, le luci, i fuochi. Tutto incastrato alla perfezione, per uno show enorme, che puntava forse a sorprendere più con la vista che con il suono. Ma siamo in un’epoca in cui un’ampia fetta del pubblico quando va a un live cerca proprio questi ingredienti, lo abbiamo visto decine e decine di volte. Rocky si è adeguato anche lui a questo standard ed è probabilmente tra i migliori del nostro genere a farlo.

Che dire quindi? L’evento di ieri mi lascia un po’ di amaro in bocca? Sì, perché tracce come Praise The Lord, LVL, F**kin’ Problems, Lord Pretty Flacko Jodye 2, Peso, Yamborghini High. A$AP Forever, Wild For The Night le avrei volute sentire con un signor impianto e con Rocky carichissimo nel rapparle dall’inizio alla fine e così non è stato. Me lo aspettavo? Senz’altro, perché sono cambiati i tempi, sono cambiati i live per un certo tipo di rapper e il pubblico ora vuole (anche) esperienze come queste. Mi ha lasciato qualcosa questa serata? Assolutamente sì, perché uno show di questo tipo difficilmente mi capiterà di rivederlo, quantomeno nel breve periodo.

Poi, tra l’altro, ci sono stati momenti emozionanti quando sono partite L$D ed Everyday: sentire un Ippodromo intero cantare ogni verso, soprattutto del primo dei due pezzi a cui sono molto legato, ammetto che un pochino di pelle d’oca me l’ha fatta venire. Dopotutto, è stato in quei brani tratti dal suo passato più che dal recente Don’t Be Dumb, che ho ritrovato quello che ero venuto a cercare. Inaspettato poi il medley di brani altrui per scaldare ulteriormente la folla: quando ho sentito partire Jump Around degli House Of Pain non ho potuto fare a meno di sorridere, perché è l’ultima cosa che mi sarei aspettato in un live di ASAP Rocky a Milano nel 2026. Simpatico poi il suo monito finale:

questa sera non guidate ubriachi, non fate s*sso non protetto con gli sconosciuti e soprattutto non fate gli stupidi (don’t be dumb)

Insomma, ero quindi pronto a un concerto che mi lasciasse la solita amarezza di chi cerca il rap e trova altro. Invece sono uscito dall’Ippodromo pensando che, nonostante tutto, questo show me lo ricorderò a lungo. Va bene così.

FAQ

  • Quando si è esibito ASAP Rocky a Milano? ASAP Rocky si è esibito giovedì 10 settembre 2026 all’Ippodromo SNAI San Siro, nell’ambito degli I-Days Milano Coca Cola.
  • Era la prima volta di ASAP Rocky in Italia? Sì, quella di Milano è stata la prima data italiana assoluta di ASAP Rocky, unica tappa del Don’t Be Dumb World Tour nel nostro Paese.
  • Con quale brano ha chiuso il concerto ASAP Rocky? Ha chiuso con Peso, accompagnato da visual ispirati all’estetica di Tim Burton proiettati sullo schermo del palco.