50 Cent e Reebok, la G-Unit G6 torna il 20 agosto 2026

50 Cent Get Rich Or Die Tryin'

Ci sono voluti quasi vent’anni, ma alla fine è arrivata la conferma che una fetta di cultura hip hop dei primi 2000 aspettava: la Reebok G-Unit G6 di 50 Cent torna sugli scaffali il 20 agosto 2026, riproposta nella colorazione originale del 2003. Il prezzo è fissato a 130 dollari, la sneaker sarà disponibile tramite JD Sports e altri rivenditori selezionati. Non si tratta di un restyling o di una rivisitazione contemporanea: Reebok ha scelto la via della fedeltà assoluta all’originale, lasciando intatti tutti i dettagli che avevano reso la G6 uno degli oggetti più identificativi del guardaroba G-Unit.

Il ritorno della Reebok G-Unit G6 spinta alla grande da 50 Cent

A rompere il ghiaccio, mesi fa, era stato Tony Yayo, che durante un’apparizione al podcast The Real Report aveva anticipato il ritorno delle sneaker G-Unit, alimentando un’ondata di rumor che si portava dietro da tempo. Da lì in poi la macchina mediatica sneaker si è messa in moto, tra avvistamenti, indiscrezioni sui rivenditori e conferme progressive, fino all’ufficializzazione della data e del prezzo definitivo.

Il fatto che a innescare la notizia sia stato proprio un membro storico di G-Unit, e non un comunicato Reebok, dice molto di quanto quella sneaker resti legata all’identità del gruppo prima ancora che al brand.

Chi si aspettava una versione aggiornata resterà spiazzato, ma in senso positivo. La Reebok G-Unit G6 mantiene la struttura originale, spessa e imponente, tipica delle basketball sneaker di inizio anni 2000. La tomaia è in pelle bianca, con il puntale in camoscio grigio chiaro che si estende lungo i pannelli laterali inferiori. Gli accenti rosso, bianco e blu compaiono su avampiede e tallone, mentre il blu royal riveste fodera, etichetta della linguetta e suola traslucida. Il logo G Unit resta ricamato sul tallone laterale, con il branding Reebok distribuito tra linguetta, tallone, mediosuola e suola.

Un dettaglio pensato per chi quella sneaker la conosceva a memoria, senza bisogno di modernizzarla per renderla di nuovo desiderabile.

Perché la G-Unit G6 funziona ancora nel 2026

Il ritorno della G6 non è un episodio isolato, ma si inserisce in un momento in cui l’estetica Y2K è tornata centrale nella moda streetwear, tra silhouette voluminose, fit oversize e un revival generale dell’iconografia dei primi anni 2000.

In questo contesto, la scelta di Reebok di non toccare il design originale ha più senso che mai: la G6 non ha bisogno di essere reinterpretata perché la sua identità visiva è già perfettamente in linea con quello che il mercato sneaker sta rincorrendo oggi.

All’epoca del lancio, la partnership tra 50 Cent e Reebok aveva generato secondo diverse fonti circa 80 milioni di dollari, un numero che aveva contribuito a consolidare l’idea che un rapper potesse guidare un business sneaker con lo stesso peso di un atleta. Il ritorno della G6 nel 2026 è anche questo: la conferma che quel modello di business, nato dentro G-Unit, ha lasciato un’eredità che il mercato sneaker riconosce ancora oggi.