Rkomi torna a rappare con A Milano EP: cosa c’è nel progetto e perché può cambiare la sua carriera.
Rkomi, A Milano EP: il ritorno al rap che spezza il Rkomi cantante
Con A Milano EP, uscito oggi, Rkomi torna a rappare come ai tempi in cui era il nome nuovo della scena milanese e per certi versi lo fa meglio. Per chi non ne poteva più del Rkomi cantante è un toccasana, per chi lo ha conosciuto dopo Sanremo può essere una bella sorpresa. Degustibus, ovviamente, ma sul piano della scrittura il progetto ha parecchio da dire.
Chi segue Rkomi dagli inizi sa che la sua storia parte da Milano, dalle strade e dalle barre, prima dei dischi più melodici e della vetrina sanremese. Con A Milano EP chiude il cerchio: la città è nel titolo, nelle ambientazioni e nello spirito del progetto, e il rap torna al centro senza compromessi.
Il disco non sembra fan service, ma una scelta ben precisa di un artista che ha cambiato pelle più volte e ora sente il bisogno di tornare a tenere il microfono in mano. Il perché lo spiega lui stesso e ci arriviamo tra poco.
La differenza più evidente rispetto agli ultimi anni sta nelle tematiche. Rkomi finalmente non si concentra soltanto sull’amore, che negli ultimi progetti aveva occupato quasi tutto lo spazio. Qui torna a raccontare, a vantarsi, a ragionare su di sé e sul suo percorso, con una scrittura più densa e più varia.
Ci sono vari momenti interessanti, come ad esempio quando ci rivela che “in tutta la scuola nel 2005 erano tutti fan di Styles P“. Viene da chiedersi in che scuola andasse, perché è piuttosto assurdo pensare che nel 2005 in Italia ci fossero tanti fan di Styles P o dei The Lox. Proprio per questo funziona: è un riferimento atipico, da appassionato vero, che strizza l’occhio a chi il rap americano lo viveva già allora.
Ci sorprende un po’ anche la scelta di citare Achille Lauro con quel “ho avuto trenta motorini e manco uno mio“. Un omaggio che nessuno si aspettava, e che dice molto sulla memoria musicale di Rkomi e sul percorso comune di una generazione di artisti italiani.
Anche i discorsi parlati a fine traccia sono momenti che fanno riflettere e danno al progetto una profondità che l’EP non farebbe intuire a un primo ascolto.
Uno di quelli che ci ha colpito è sui brani autocelebrativi dei rapper e il punto di vista è originale:
“Anche quando un rapper sta solo rappando di quanto si stia divertendo c’è qualcosa di un po’ più profondo in corso, è come una metafora per sé stessa se riesce a dire quanto sei pazzo, grande, drogato, innamorato in un modo completamente originale, la rima stessa diventa la prova della verità del vanto. E ci sono sempre strati più profondi di significato sepolti nei versi più autocelebrativi.”
A proposito di questi brani, Crazy Crazy è potenzialmente il meglio riuscito del progetto. Carica bene, anche con quella voce femminile alla Cardi B che ripete “You know the name, Rkomi is back“. Il messaggio è chiaro ed è difficile non dargli ragione.
La seconda outro che vi voglio riproporre è una riflessione sui suoi cambi di genere musicale, che è anche la risposta più sincera a chi gli chiede come mai sia tornato indietro:
“E, se la storia è un’unione di più puntini da cui infine si crea un disegno, io vado da un luogo all’altro, da una persona all’altra, da un genere all’altro. E alla fine non c’è una grande differenza. Ci saranno dei momenti dove dovrai andare. Magari non vorrai farlo, ma qualcosa continuerà a comunicartelo. Ecco come sono arrivato da lì a qui, o meglio, da qui a qui.”
Sul fronte degli ospiti, i feat si incastrano bene nel mood del disco: Promessa, Khodi, Noyz Narcos. Nessuno sembra messo lì per fare numeri, tutti restano dentro l’atmosfera che Rkomi ha costruito.
L’uscita è stata accompagnata anche da un’iniziativa particolare. Oggi, venerdì 9 ottobre 2026, a Milano è stato distribuito ai ragazzi in giro per la città un quotidiano gratuito che contiene un’intervista a Rkomi, una mappa con i suoi luoghi e i virgolettati degli ospiti del progetto. Un modo concreto di legare il disco al territorio da cui nasce.
Rkomi continuerà a rappare dopo A Milano EP?
La domanda vera, a questo punto, è un’altra: A Milano EP è solo una parentesi o l’inizio di una nuova fase? Rkomi ha già dimostrato di saper passare da un genere all’altro e le sue stesse parole lasciano aperta ogni strada. Se però il rap ascoltato qui è il punto di partenza, c’è da sperare che il ritorno sia stabile.
Lo scopriremo dai prossimi passi, ma intanto il Rkomi rapper è tornato, e si sente.
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