Con la pubblicazione di Iceman il 15 maggio 2026, Drake non ha semplicemente fatto uscire un album: ha aperto un fascicolo di dissing. Oltre ai due progetti usciti a sorpresa, le diciotto tracce in Iceman sono costruite in buona parte come un processo, dove lui fa da accusatore, giudice e testimone allo stesso tempo. I nomi nel mirino sono tanti e le barre non lasciano molto spazio all’interpretazione. Qui non facciamo una lista. Analizziamo tutto: chi è stato preso, cosa ha detto Drake, perché lo ha detto e quanto pesa quella barra nel contesto del rap nel 2026.
Il contesto dei dissing in Iceman: perché Drake aveva così tanto da dire
Prima di entrare nei singoli dissing all’interno di Iceman, serve ricordare da dove viene questo album: dal 2024, Drake ha vissuto uno dei periodi più difficili della sua carriera. Il beef con Kendrick Lamar si è concluso con una sconfitta pubblica difficile da negare: “Not Like Us è diventata una delle canzoni più premiate nella storia dei Grammy, è stata eseguita al Super Bowl davanti a centinaia di milioni di persone, e le diss track di Drake sono state quasi universalmente giudicate inferiori. Poi ci sono state le cause legali contro UMG, le critiche degli addetti ai lavori, e un silenzio discografico durato quasi tre anni sul fronte solista. Iceman è la risposta a tutto questo. Non con un singolo brano — con diciotto (più o meno).
Kendrick Lamar — Il bersaglio principale dei dissing di Drake in Iceman
Canzoni: Dust, Make Them Pay, Make Them Remember, Janice STFU, 2 Hard 4 The Radio
Kendrick è presente in modo diretto o indiretto per quasi tutto l’album. Drake non si limita a rispondere al beef del 2024 — prova a riscriverne la narrativa.
Su Dust, la prima frecciata è diretta alla discografia di Lamar: “What was the year you said you had slaps? ‘Cause I don’t remember it going like that, I don’t remember one word of your raps.” È una barra che funziona su due livelli: da un lato nega la qualità del rap di Kendrick, dall’altro torna sulla questione degli stream e della popolarità organica. Drake, da anni, ha alimentato la narrativa secondo cui i numeri di Kendrick siano gonfiati o non rispecchino ascolti reali — qui la ripropone in forma lirica.
Su Make Them Pay ci sono i riferimenti ai “100 milioni di stream scomparsi”: “Damn who is this guy for real, I guess a magician, hundred million streams vanished, no one got questions.” È l’allusione alla controversia sui presunti bot usati per spingere Not Like Us in classifica — una teoria mai provata ma molto discussa nell’ambiente, e che Drake aveva già evocato durante il suo livestream smontando quella che presentava come una bot farm.
Su Janice STFU arriva uno dei colpi più calcolati: “White kids listen to you ‘cause they feel some guilt and that’s how your soul gets fulfilled.” È un attacco all’immagine di Kendrick come voce della coscienza del rap, suggerendo che il suo pubblico lo segua per ragioni di performative politics più che per il rap in sé. È una barra controversa perché tocca la questione dell’autenticità culturale, e Drake sa perfettamente che farà discutere.
Sempre su Make Them Pay c’è il riferimento all’owl (gufo) del video di Not Like Us: “The owl never sees the cage, the owl only wakes up to seize the day.” Nel video di Kendrick del 2024, il gufo in gabbia era un simbolo esplicito della vittoria su Drake. Qui Drake ribalta quella metafora, suggerendo che il gufo — cioè lui o la sua label — non stia in nessuna gabbia.
Su 2 Hard 4 The Radio, Drake fa qualcosa di stilisticamente provocatorio: usa in parte il territorio sonoro di Kendrick e ci rappa sopra dicendo che a Oakland lo amano. È un gesto territoriale che trasforma il beat stesso in un’arma retorica.
Valutazione: Le barre su Kendrick sono numerose ma non tutte hanno lo stesso peso. Alcune sono taglienti e ben costruite, altre sembrano più sfogo che rap. Il problema strutturale è che Drake risponde a un beef che l’opinione pubblica ha già chiuso — e farlo su album, due anni dopo, rischia di sembrare che stia ancora elaborando una sconfitta.
J. Cole — Il tradimento dell’amico
Canzone: Make Them Pay, Make Them Remember
Il dissing in Iceman di Drake a J. Cole è forse quello più carico emotivamente sull’intero album. Cole aveva pubblicato “7 Minute Drill contro Kendrick all’inizio del beef nel 2024, poi era tornato sui suoi passi e si era scusato pubblicamente — lasciando Drake a combattere da solo. Per Drake, quella è stata una pugnalata alle spalle da parte di un alleato.
Su Make Them Pay: “How can you press the ignition and let some memories of the past affect the decision / I love you ‘cause of the history, but if we being real, I could never forgive you / And you never called me back, but destiny’s written.” Poi la chiusura definitiva: “Fck a big three anyway, there was too many chefs in the kitchen, it was a mess to begin with.”*
Sono barre che colpiscono perché non sono aggressive nel senso classico del dissing — sono cariche di delusione. Drake sembra non voglia distruggere Cole, lo congeda. Il “big three” era un concetto che aveva senso narrativo solo finché reggeva la solidarietà tra i tre. Drake lo archivia definitivamente.
Valutazione: Una delle sequenze forse più riuscite dell’album. Il tono è quello di chi chiude un capitolo, non di chi vuole guerra, almeno apparentemente.
ASAP Rocky — Il rivale inaspettato
Canzoni: Burning Bridges, Firm Friends
Il beef tra Drake e ASAP Rocky è esploso nel 2024, quando Rocky aveva preso parte alle ostilità contro Drake durante il periodo del conflitto con Kendrick. Non è mai stato un confronto diretto e dichiarato, ma le frecciate si sono accumulate.
Su Burning Bridges Drake colpisce dove fa più male — e usa Rihanna come leva: “Your baby mama ain’t even post your single, damn / Where she at?” È un attacco personalissimo: insinua che ci siano tensioni tra Rocky e Rihanna, che quest’ultima non abbia promosso la musica del compagno. È il tipo di barra che finisce sui titoli dei giornali.
Su Firm Friends è ancora più esplicito: “K-Y-S A-S-A-P, that’s some sh*t that you could do for me.” Qui ogni pretesa di ambiguità cade.
Valutazione: Le barre su Rocky funzionano. Quella su Rihanna è calcolata per fare rumore — e lo sta facendo. Come contributo al disco, pesano meno delle barre su Kendrick e Cole, ma come mossa mediatica sono precise.
JAY-Z — Il mentore rifiutato
Canzoni: Janice STFU, Whisper My Name
Il rapporto tra Drake e JAY-Z è sempre stato complicato. Hov è il parametro di riferimento del rap mainstream degli ultimi vent’anni, e Drake ha costruito buona parte della sua identità artistica in dialogo con quella eredità. Ma durante il beef con Kendrick, JAY-Z non si è schierato con Drake — e questo, evidentemente, ha lasciato il segno nel rapper canadese.
Su Janice STFU: “We know how you OGs rocking already, my n**a, the jig is up.”. Drake dice che sa come funzionano questi veterani, e non ne è più impressionato.
Su Whisper My Name c’è il riferimento al famoso meme internet: la domanda se preferiresti 500.000 dollari o una cena con JAY-Z. Drake prende posizione senza esitazione: “I’ll take the $500K, not the dinner, I never could learn shit from none of y’all.” È una dichiarazione di indipendenza dal sistema di mentorship del rap — Drake non ha bisogno di essere legittimato da Hov.
Valutazione: Le barre su Jay-Z funzionano meglio come statement culturale che come dissing vero e proprio. Drake sta dicendo che è uscito dall’orbita gravitazionale di quella generazione. Convincente o meno dipende da chi ascolta.
Pusha T — Il conto aperto da anni
Canzoni: Make Them Pay, 2 Hard 4 The Radio
Il beef Drake-Pusha T va avanti dal 2018, quando Push pubblicò la storica The Story of Adidon e rivelò l’esistenza del figlio di Drake, Adonis. È uno dei dissing più devastanti nella storia del rap moderno, e Drake non lo ha mai davvero superato pubblicamente.
Su Make Them Pay Drake torna sulla sua collezione di gioielli Pharrell — acquistata all’asta nel 2023 — come simbolo di dominio economico su chi era nella crew di Pusha: “I got all the chains that they ever repped in Virginia / I got nas’ prized possessions, I get possessive on nas.”
Su 2 Hard 4 The Radio va oltre, con un riferimento alle voci mai confermate su Pusha T e Jeffrey Epstein: “Y’all was island hopping back then, now your name’s redacted.” È una barra che cammina sul filo — non fa accuse dirette, ma l’implicazione è abbastanza chiara da tenere vivo il dissing senza esporsi legalmente.
Valutazione: Drake forse sa che non può vincere quel beef sul piano delle punchline — quindi gioca su altri tavoli: il denaro, le alleanze, le voci. Too easy?
DJ Khaled — La neutralità che non perdona
Canzone: Make Them Pay
Khaled e Drake sono stati tra i collaboratori più prolifici dell’ultimo decennio. Ma durante il beef del 2024, Khaled si è fatto da parte — e su questo silenzio Drake ha molto da dire.
La barra è una delle più discusse dell’album: “And Khaled, you know what I mean / The beef was fully live, you went halal and got on your deen / And your people are still waitin’ for a Free Palestine / But apparently, everything isn’t black and white and red and green.”
È una frecciata complessa. Drake (di origine ebraica) critica Khaled (di origini palestinesi) per essersi ritirato dietro la religione nel momento del conflitto, ma poi allarga il discorso alla questione palestinese — insinuando che Khaled non sia coerente nemmeno su quello. È una barra che tocca temi politici e religiosi, e che ha scatenato reazioni contrastanti.
Valutazione: Controversa. Il rap ha sempre usato la politica come arma retorica, ma qui Drake entra in un territorio che va oltre il beef personale. Tecnicamente costruita, ma il rischio di essere fraintesa è alto. E poi, scusate, per il conflitto Drake ha detto/fatto qualcosa?
Playboi Carti — L’amico che ha parlato male di lui
Canzone: Whisper My Name
Questo è il dissing più inaspettato in Iceman di Drake. Carti e Drake non avevano una rivalità dichiarata — ma evidentemente qualcosa è andato storto dietro le quinte. Carti era stato anticipato come possibile featuring durante i livestream di Iceman, poi è sparito dal progetto finale.
Drake spiega il perché nelle barre: “Baby boy please, I heard what you said to lil bro about me / Yeah, and when you run into the Iceman, what you gon’ do except freeze? / You not bout to squeeze / You not in the streets.”
Il riferimento a “lil bro” suggerisce che Carti abbia detto cose negative su Drake a una terza persona. Drake risponde negando la street credibility di Carti — e il titolo stesso della canzone è un riferimento a Whistleblower, brano di Carti, trasformato in un’arma.
Valutazione: Efficace proprio perché inaspettato. Il dissing di Drake a Carti è tra i più precisi in Iceman: il rapper canadese conosce la sua musica abbastanza da usarla contro di lui.
LeBron James — Lo sportivo nel fuoco incrociato
Canzone: Make Them Remember
Drake e LeBron erano considerati amici. Poi, durante il beef con Kendrick, LeBron non ha preso posizione pubblica con Drake — e sembra che questo abbia pesato.
La barra è diretta: “I shouldn’t even be shocked to see you in that arena / Because you always made your career off of switching teams up.” È un attacco che usa le squadre cambiate da LeBron nella sua carriera (Cleveland, Miami, di nuovo Cleveland, Los Angeles) come metafora della sua lealtà variabile. Drake aggiunge anche un riferimento al DNA, richiamando il titolo di una canzone di Kendrick: “Please stop asking about what’s going on with 23 and me / I’m a real n**a and he’s not, it’s in my DNA”
Su altre tracce, Drake esalta invece Stephen Curry come contrappunto — leale a una sola franchigia per tutta la carriera. Il confronto LeBron/Curry diventa un modo per parlare di fedeltà.
Valutazione: Funziona come barra pop, meno come rap. Il riferimento al “DNA” è il tipo di wordplay che Drake sa costruire bene — ma il dissing a LeBron ha più il sapore di una scena social che di un vero regolamento di conti.
Mustard — Il produttore schierato
Canzone: 2 Hard 4 The Radio
Mustard ha prodotto Not Like Us — forse il simbolo più potente della sconfitta di Drake nel beef del 2024. Non poteva aspettarsi di passare inosservato.
Drake lo affronta con arroganza economica: “Mustard heard about us, gotta catch up to the slaps / You ain’t had one since me and YG rapped / Facts, nine hundred million for the tracks, Rack City btch, we remember that / Yeah, you should try and get back to that.”
È un dissing che usa la discografia come arma. Drake ricorda a Mustard che prima di Not Like Us la sua barra più alta era Rack City con Tyga, e che i 900 milioni di stream di quell’era erano possibili anche grazie all’ecosistema di OVO.
Valutazione: Tagliente. Colpisce Mustard ricordandogli che il picco della sua carriera è precedente a Kendrick.
Lucian Grainge e UMG — Il nemico istituzionale
Canzone: B’s On The Table, Make Them Cry
Forse il bersaglio più insolito dell’album: il CEO di Universal Music Group, la stessa etichetta di Drake. Il contesto è la causa legale che Drake ha intentato contro UMG, accusandola di aver promosso attivamente Not Like Us a danno della sua reputazione.
Su B’s On The Table Drake rappa: “I’m fighting the man, not suing a rapper.” È una dichiarazione che ridefinisce la narrativa: Drake non sta inseguendo Kendrick nei tribunali, sta combattendo contro il sistema che, secondo lui, lo ha usato come capro espiatorio.
Si aggiungono poi le barre in apertura del disco:
F*ck it, I’ll battle the label
F*ck it, I’ll battle the majors, I’ll battle the stations ‘til my ass is back in rotation
Valutazione: Importante per capire lo stato mentale di Drake durante la registrazione dell’album. Mette il dissing nel quadro più ampio di un artista che si sente tradito non solo dai colleghi ma dall’industria stessa.
La tabella: tutti i bersagli in sintesi
| Bersaglio | Canzone/e | Tipo di dissing di Drake in Iceman |
|---|---|---|
| Kendrick Lamar | Dust, Make Them Pay, Make Them Remember, Janice STFU, 2 Hard 4 The Radio | Reputazione, bot, immagine pubblica |
| J. Cole | Make Them Pay, Make Them Remember | Tradimento, fine del “big three” |
| ASAP Rocky | Burning Bridges, Firm Friends | Lealtà, Rihanna, street cred |
| Jay-Z | Janice STFU, Whisper My Name | Mentorship, generazione, indipendenza |
| Pusha T | Make Them Pay, 2 Hard 4 The Radio | Soldi, gioielli, voci su Epstein |
| DJ Khaled | Make Them Pay | Neutralità, religione, politica |
| Playboi Carti | Whisper My Name | Falsa amicizia, street cred |
| LeBron James | Make Them Remember | Lealtà, squadre cambiate |
| Mustard | 2 Hard 4 The Radio | Discografia, numeri, eredità |
| Rick Ross | Make Them Pay | Storico antagonismo |
| Dr. Dre | Make Them Pay | Violenza domestica (referenza velata) |
| DeMar DeRozan | Make Them Remember | Rapporto personale non chiarito |
| Pharrell Williams | Make Them Pay | Gioielli, legacy NERD/Virginia |
| Lucian Grainge (UMG) | B’s On The Table | Causa legale, sistema |
Conclusione: Iceman di Drake è un album o una serie di dissing che lasciano il tempo che trovano?
Il numero di bersagli su Iceman è impressionante — quasi ogni traccia contiene almeno un riferimento a qualcuno. La domanda che rimane aperta è se questo approccio produca un album coeso o un lungo sfogo mal distribuito.
La risposta onesta è: dipende dalla canzone. Quello che è certo è che Drake ha usato questo disco per non lasciare niente in sospeso. Ogni persona che percepiva come nemica o traditrice ha il suo momento. Il problema, forse, è che con così tanti nomi nel mirino, nessuno dei dissing in Iceman di Drake raggiunge la concentrazione di fuoco necessaria per essere davvero definitivo. Il che lascia aperta la domanda più interessante di tutte: qualcuno risponderà?


