È disponibile da oggi Moonshiners, il nuovo album di Pessimo 17 e Sick Budd. Un progetto che affonda le sue radici nella provincia, nella vita di paese e nelle difficoltà quotidiane, trasformando tutto questo in un racconto musicale crudo, artigianale e profondamente territoriale.
Moonshiners: Pessimo 17 e Sick Budd raccontano la provincia senza filtri
C’erano una volta i moonshiners: distillatori clandestini che producevano alcol lontano dalle città, nascosti tra campagne, strade secondarie e piccoli paesi. Un lavoro artigianale, povero, fatto ai margini, spesso illegale ma profondamente legato al territorio e alla sopravvivenza quotidiana. È da questa immagine che prende forma Moonshiners, il nuovo album di Pessimo 17 e Sick Budd, un progetto che sembra nascere proprio lontano dai riflettori del mercato musicale, dentro una provincia fatta di problemi reali, identità e resistenza quotidiana.
Il disco si muove infatti su coordinate precise: provincia, povertà, vita di paese, lavori precari, ambizioni che si scontrano con la realtà e quella sensazione costante di essere lontani dal centro delle cose. Moonshiners non prova a trasformare tutto questo in estetica patinata o in racconto romantico: lo mette sul tavolo per quello che è, con uno sguardo diretto e umano.
Anche musicalmente il progetto segue la stessa filosofia. Il sound è classico, essenziale, costruito senza inseguire mode o tendenze del momento; le produzioni di Sick Budd lavorano sempre al servizio del racconto.
Dentro Moonshiners c’è soprattutto attenzione per la “povera gente”: non come slogan o retorica, ma come fotografia reale di chi vive ai margini economici e culturali, di chi cresce in provincia e prova comunque a costruirsi un’identità. Più che parlare di successo, il disco sembra interessato alla sopravvivenza quotidiana, a quel senso di comunità che nasce nei paesi, nelle piccole città, tra persone che condividono gli stessi problemi e le stesse strade.
Il progetto viene arricchito anche da alcune collaborazioni che ampliano ulteriormente il mondo del disco senza tradirne l’identità: Toni Zeno compare in Tutto Normale, Lanz Khan in No Signal e Mooncler in Per i Soldi.
Con Moonshiners, Pessimo e Sick Budd costruiscono quindi un lavoro compatto, territoriale e profondamente umano. Un album che non rincorre il rumore del presente ma preferisce restare fedele alle proprie radici, trasformando la provincia, le difficoltà e la quotidianità in un racconto autentico. Proprio come i moonshiners da cui prende il nome: gente che lavorava nell’ombra, con poco a disposizione, ma con un’identità fortissima.
L’album lo trovate al link sotto, dategli un ascolto.


