Envy, COLPA MIA: street poetry priva di edulcorazioni

Envy

Envy, in arte Enzo Vitale, ha pubblicato COLPA MIA, singolo che anticipa il progetto previsto nei prossimi mesi: MORE LIFE 2, nuovo capitolo della saga cominciata con il tape uscito a maggio 2025. L’artista è uno dei rapper più talentuosi dello stivale ed è salito alla ribalta soprattutto quando ha rivisitato in maniera coerente una street hit immortale dei CoSang: Int ‘o rione. Mettere le mani su un brano leggendario è una sfida tutt’altro che normale.

In molti ci hanno provato, ma nessuno è riuscito a farlo come Envy. L’ULTIMA VOT INT ‘O RIONE è una traccia che ha segnato un confine e ristabilito un’eredità che mancava da quasi un ventennio. Envy ha costruito e solidificato il suo percorso a partire dal 2024, anno in cui si è presentato a pubblico ed addetti ai lavori con un vissuto ed un’esperienza senza precedenti.

Envy, un focus su COLPA MIA

L’artista ha dimostrato sin da subito di essersi allenato a dovere e di aver appreso al meglio le metriche e i flow. Envy è sbocciato come un fiore dal cemento, dimostrando tutto il suo valore partendo da presupposti solidificati dal background infittito del cemento delle strade dei Sette Palazzi.

Attitudine old school, visione street a 360 gradi, una penna d’altri tempi e una profondità spiccata, fanno di Envy uno dei gioielli più preziosi dello stivale.

Il rap italiano spesso e volentieri si parla addosso. Gli artisti millantano vicissitudini di un certo tipo che nella quasi totalità dei casi si rivelano futili cinema adibiti ad uno sterile intrattenimento. È evidente che troppi rapper e/o trapper italiani siano cresciuti col mito di GTA o de Il Padrino e si sono fatti il viaggio da gangsta, ma Envy è tutt’altra pasta.

L’artista proviene da un determinato contesto storico e porta sulle spalle il peso di una vita condizionata da alcune vicende che hanno segnato il sottomondo dell’hinterland partenopeo.

Il tratto più significativo sfoggiato da Envy è la sua peculiare caratteristica di non esaltare un determinato stile di vita. Envy è un narratore, cronista, visionario e poeta di un mondo che gli scorre nelle ossa, nei polmoni, nelle arterie. Il cordone della strada è un legame che Envy ha saputo trasformare in creatività e arte sopraffina. Il rapper ha elevato il degrado attraverso una penna che non lascia spazio ad interpretazioni. Envy non insegue trend, mode o cazzate varie. Envy bagna il foglio con la cenere che permette ad una fenice di risorgere e poi sputa tutto al mic.

COLPA MIA è solo il primo strato di una lama affilata pronta a tranciare apparenze, simboli di cartapesta e pseudo rapper più propensi alle sfilate che a fare musica. In questa discografia stereotipata, Envy è un pugno allo stomaco che asfissia per verità, lucidità, contenuti e adattabilità ai beat.

Se l’artista riesce anche ad ampliare sempre più le argomentazioni ed offrire un tratto inedito di se stesso, la strada è tracciata. Envy è un predestinato. Il rapper deve solo essere in grado di non farsi ingabbiare dalle logiche delle etichette e continuare sul suo percorso senza scendere a troppi compromessi.

COLPA MIA è un brano intimo, viscerale, carico di emozioni fondate su riflessioni profonde da parte del rapper. La narrazione è incentrata sempre sulla street life vissuta da Envy. La prima strofa si apre con un:

cammino, vado di fretta/dimmi dov’è l’ingresso

sintomo di una situazione che si sta sviluppando nei meandri di uno scenario specifico che viene immediatamente percepito come quasi surreale da chi viene dall’estero. La barra:

un fratello che è all’estero:” frà mi è rimasto impresso

descrive lo stupore di chi arriva da fuori nell’osservare determinante dinamiche. Envy immediatamente dopo afferma: “nei Sette, il Far West” dichiarazione netta e precisa del quartiere di Scampia.

Dopo poco il deserto/c’è solo quella vecchia che dà i soldi con l’interesse/e sto dove stanno le bestie/.. io non ho inteso che ha detto/ma ho guardato i gesti/la mia condanna più grande è che sono cresciuto presto

Questo passaggio ritmico specifico è il cuore della canzone. Envy sottolinea come provenga da un ambiente duro, a tratti asettico, dove però ha appreso determinate tecniche, tra cui quella di osservare il linguaggio non verbale.

Nonostante la detenzione in carcere, Envy ammette con una brutalità spiazzante: “la mia condanna più grossa è che sono cresciuto presto” ammissione di un’infanzia un po’ venuta meno. COLPA MIA è una traccia che arriva al cuore dell’ascoltatore.

Envy non si identifica nel ragazzo invincibile con una spessa armatura. Al contrario, all’interno del pezzo, l’anima di Enzo prevale prepotentemente. Il ritornello presenta una dedica alla madre, costantemente in pensiero per le tarantelle a cui il figlio è sottoposto. Ma la barra più cruda e allo stesso tempo imprescindibile è senz’altro quella riferita all’arresto.

“on puoi capirmi, quando le manette strette fanno male ai polsi

Tutto ciò non è invenzione da dare in pasto ai social. Envy si trova davvero in galera e il ritratto che il rapper ci mostra non è quello di uno sbruffone che sfoggia uno status symbol, bensì l’ammissione che il regime di detenzione pesa e non è semplice da gestire.

Envy dimostra una maturità fuori dal comune per i suoi 24 anni. Nella seconda strofa il rapper ci porta in uno storytelling da poker room, prima di immergersi in ulteriori riflessioni di un certo tipo, tra cui la splendida:

a me non cambiava niente se era Punto o un G Class

affermazione di rara intensità.

Non è colpa mia se poi perdo e poi vinco e poi perdo e poi vinco e poi perdo

offre un duplice significato e crea un parallelismo tra la vita reale e il gioco d’azzardo. Il rapper conclude riaffermando la sua identità prima di chiudere con una brutalità inaudita. La rima sull’ammazzarsi al muro a causa dell’esaurimento è una dichiarazione di totale vulnerabilità.

COLPA MIA è ben più che Gangsta rap. È realtà poeticizzata e ci dimostra quanto talento possa sbocciare dal fango.

Parlavo con Dio: mi ha risposto quando già diventai un figlio di Lucifero

La barra che fa parte del ritornello chiude la traccia e apre ad un’interessante riflessione. Ascoltando COLPA MIA, la speranza è che Envy si affidi al simbolo di Lucifero quale parte integrante della tradizione esoterica, dove Lucifero è semplicemente il portatore di luce. Così come Envy appare come un barlume che squarcia il buio di strade insanguinate.