Testo di Secondi Di Rabbia di Chris Nolan, Massimo Pericolo, Neima Ezza e Tedua, brano estratto dall’album La Tavola Dell’Umore, pubblicato il 23 ottobre 2026.
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Yea
Avevo i vestiti usati indossati da gente ricca
Bambino dentro la giungla, Mowgli senza una famiglia
Mia madre stringe sua figlia, c’ho una figlia che la fissa
San Siro, ladri in Liguria, sopra c’ho messo la firma
Piazza Cuoco la domenica, coca dentro sto cellophane
Il frero chiuso in cella, mi manda le foto al cell
Ai piedi c’ho un microchip, che si fotta la police
I miei sotto i portici, io ancora bloccato qui
La strada ci ha tolto tanto … è morto di cancro
Senza manco salutarlo, gli mando un bacio in alto
Il quartiere, piazze da spaccio, zero spazio per il calcio
Noi sei uomo se sei maschio, “li senti gli spari Mario?”
Fuori al pavimento in marmo, vivevo in un metro quadro
Vedo mostri, zero mostre, non mi fotte di sti quadri
A me non mi fotte un c*zzo, giuro, comе una lesbica
Figlio di p*ttana, tu rimani la mia replica
Sai che vеniamo da dove un lusso è pure avere un padre
E se rispetti regole, sono quelle sbagliate
Noi come spazzatura buttati in mezzo alle strade
Fumavamo le canne, adesso tu ti fai le spade
La mia famiglia è solo stata un peso sulle spalle
Mo’ dei bambini ricchi pronti dentro le mie palle
Neima, Vane, Tedua conosci le nostre facce
Non sorridevo alla foto di classe
In circonvallazione c’è un rapper figo in circolazione
Il suo nome gira come avesse preso un Nobel
In circonvallazione c’è uno spacciatore, fa l’attore
Se lo fermano le guardie, recita il copione
Per chi è raccomandato ad un lavoro assicurato
Lo sbirro, la troia, l’infame, il ladro
Per chi si è divertito alle spalle di un altro, non ha palle
Per un amico che sulle mie spalle piange
Io volo in cielo e accendo un cero per chi, no, non c’è più
Da quaggiù non lo vedo
Sento il gelo sotto un cappotto Lacoste
Nel mio block, gioventù, stan provando a fare i soldi rincorrendo i loro sogni
Le cose che mi hai detto, vedi, restano all’ingresso del mio petto, baby
Ed è perfetto, baby
Dante Alighieri, scendo giù all’inferno coi miei messaggeri
C’è un pacco bomba che ti aspetta, vieni
Sai che veniamo da dove un lusso è pure avere un padre
E se rispetti regole, sono quelle sbagliate
Noi come spazzatura buttati in mezzo alle strade
Fumavamo le canne, adesso tu ti fai le spade
La mia famiglia è solo stata un peso sulle spalle
Mo’ dei bambini ricchi pronti dentro le mie palle
Neima, Vane, Tedua conosci le nostre facce
Non sorridevo alla foto di classe
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