Drake: tutte le collaborazioni in Iceman, Habibti e Maid of Honour

Drake

Quarantatré tracce distribuite su tre album. Dietro ogni brano c’è qualcuno che ha costruito il beat, qualcuno che ha scritto la melodia, qualcuno che ha messo una voce. Mentre tutti parlano di chi Drake ha dissato, c’è un’altra storia da raccontare: quella di chi ha scelto di stargli vicino — al microfono e in studio. Perché in un periodo in cui molti si erano allontanati da OVO, le collaborazioni di Iceman, Habibti e Maid of Honour hanno un peso specifico nella posizione attuale di Drake.

Questo articolo analizza tutte le collaborazioni dei tre album: i featuring al microfono e i producer dei beat di Drake. Chi ha scelto di esserci, cosa porta al progetto e cosa significa quella scelta nel contesto del 2026.

ICEMAN — I collaboratori

Al microfono

Future & Molly Santana — “Ran to Atlanta”

Una delle collaborazioni più attese dell’intero triple drop: Future e Drake avevano costruito insieme uno dei progetti più influenti del decennio con What a Time to Be Alive nel 2015. Poi i rapporti si erano complicati: Future era apparso su “Like That” di Kendrick Lamar — la scintilla che aveva acceso il beef del 2024 — e il fatto che i due non si fossero scontrati direttamente non aveva cancellato la tensione.

Su “Ran to Atlanta” Future e Drake si ritrovano come se il tempo non fosse passato. La scelta di coinvolgerlo su Iceman — il disco più carico di significato simbolico del triple drop — non è casuale. Riportare Future nella sua orbita è un messaggio all’industria: il rapporto regge, le alleanze si ricostruiscono. Molly Santana è invece la vera novità del disco: artista emergente presentata qui al grande pubblico, inserita in una traccia con due dei nomi più pesanti del rap americano. Una scommessa che dice molto sul radar di OVO.

21 Savage — “B’s On The Table”

Il featuring più “normale” del disco, nel senso migliore del termine. 21 Savage e Drake sono una delle combinazioni più collaudate dell’ultimo decennio, e su “B’s On The Table” non si inventano niente di nuovo — ma non era quello il punto. In un album costruito sulla tensione e il peso emotivo, avere 21 Savage significa avere un ancoraggio solido, un punto fermo in cui nessuno dei due deve dimostrare niente all’altro.

Ai beat

Iceman è il disco più articolato dei tre anche sul piano della produzione. I credits rivelano una rete di collaborazioni di Drake ampia, con alcuni nomi che tornano e altri che fanno il loro ingresso nell’orbita OVO.

Noah “40” Shebib è presente su “Little Birdie” insieme a DJ Frisco954 e rl. Il suo nome su Iceman è significativo: 40 è il produttore storico di Drake, l’architetto del suono OVO sin dagli inizi. La sua firma su questa traccia specifica — più intima e meno aggressiva delle altre — suggerisce che certi brani siano stati costruiti nel modo classico, senza l’urgenza delle sessioni accelerate.

Boi-1da compare su “National Treasures” insieme a OZ, London Cyr, Nico Baran, Patron, Ben10k e Ryan Bakalarczyk. Veterano dell’ecosistema di Toronto, producer di fiducia da anni. Il fatto che “National Treasures” abbia una produzione così affollata di nomi suggerisce una costruzione per strati — diversi producer che hanno contribuito elementi diversi fino al risultato finale.

Ovrkst. firma “Make Them Pay”, una delle tracce più dense di dissing dell’album. Un producer canadese che lavora da anni nell’orbita OVO, qui responsabile del beat che porta alcune delle barre più affilate del disco.

Tay Keith compare tra i crediti di “What Did I Miss?” insieme a OZ, FNZ, London Cyr e altri. Producer di Memphis dietro molti dei brani più pesanti di Drake degli ultimi anni — la sua presenza su “What Did I Miss?” era già chiara all’ascolto: è uno di quei beat che si sentono arrivare prima ancora che inizi la voce.

Southside e Wheezy — coppia storica del rap di Atlanta — sono accreditati su “Ran to Atlanta” insieme ad altri sei producer. La loro presenza su una traccia con Future ha una logica geografica e stilistica precisa: sono parte dello stesso ecosistema sonoro.

Conductor Williams firma “Firm Friends” in solitaria. Uno dei crediti di produzione più inusuali del disco: avere un unico nome su una traccia in un album dove quasi ogni brano porta cinque o sei producer significa che quella canzone ha una direzione unica. “Firm Friends” è uno dei dissing più espliciti del disco — e la sua costruzione è volutamente minimale, quasi da lasciare massimo spazio alla voce.

Maneesh produce sia “Make Them Cry” che “Shabang”. Avere lo stesso producer sulla traccia d’apertura e su una delle canzoni più leggere del disco dice qualcosa sul suo range nell’ecosistema OVO.

HABIBTI — I collaboratori

Al microfono

PARTYNEXTDOOR — “Fortworth”

PartyNextDoor e Drake avevano già lavorato insieme su Some Sexy Songs 4 U all’inizio del 2026, e la sua presenza su Habibti consolida la loro fase di collaborazione più intensa degli ultimi anni. Su “Fortworth” i due costruiscono il tipo di atmosfera R&B notturna in cui entrambi eccellono — nessuno deve forzare nulla.

Sexyy Red — “Hurrr Nor Thurrr”

Sexyy Red compare su Habibti e anche su Maid of Honour, diventando l’unica artista presente su due dei tre album simultanei. La sua presenza su Habibti — il disco più intimo e R&B del triple drop — gioca su un registro più morbido rispetto al suo stile abituale.

Loe Shimmy — “I’m Spent”

Uno dei nomi meno conosciuti dell’intero triple drop. Loe Shimmy è un artista emergente che Drake ha deciso di portare in prima linea. È il tipo di scelta che OVO ha sempre fatto — lanciare qualcuno di nuovo su una piattaforma enorme — e che qui assume ancora più peso visto il contesto di ritorno.

Qendresa — “Slap The City”

Il featuring più inaspettato dei tre album. Qendresa è una cantante di origine kosovara con una carriera costruita tra Europa e diaspora. La sua presenza su Habibti — titolo in arabo, disco con un’estetica orientata verso la musica del Medio Oriente e del Mediterraneo — non è casuale. Drake sta costruendo un ponte culturale preciso, e Qendresa lo rappresenta meglio di qualsiasi nome più mainstream.

Ai beat

Habibti ha la lista di producer più compatta dei tre album, coerente con la sua natura di disco più raccolto e omogeneo.

40 compare su “High Fives” insieme a ProdbyTY e rl. Qui il suono è più soffuso, il tempo rallentato, l’atmosfera notturna. È il 40 che si conosce dalle sessioni più intime di Drake.

Foreign Teck è presente su “Classic” insieme ad apmelodies, SkipOnDaBeat, Smash David e 5EBAS. Tra i producer più attivi nella scena R&B canadese, la sua firma su Habibti è coerente con il carattere del disco.

apmelodies compare su “Classic” di Habibti e su “Q&A” di Maid of Honour. Uno dei producer più versatili del triple drop — presente su due dischi con caratteri molto diversi senza che risulti forzato.

MAID OF HONOUR — I collaboratori

Al microfono

Central Cee — “Which One”

Il featuring più strategico dell’intero triple drop. “Which One” era già uscita come singolo nel luglio 2025 e aveva già dimostrato quanto la collaborazione funzionasse. Central Cee — nato Oakley Caesar-Sue, da Ladbroke Grove, Londra — è il rapper britannico più importante del momento: il suo debut album Can’t Rush Greatness, uscito il 24 gennaio 2025, aveva debuttato al numero 1 in UK e al numero 9 della Billboard 200, diventando il primo album rap britannico a entrare nella top ten americana. La sua presenza su Maid of Honour non è solo un featuring — è Drake che pianta una bandiera sul rap britannico, la scena che in questo momento trascina la conversazione globale più di qualsiasi altra.

I due si erano già incontrati su “On the Radar Freestyle” nel 2023. A gennaio 2025, in un’intervista su una radio olandese al momento dell’uscita di Can’t Rush Greatness, Central Cee aveva rivelato che avevano “un’altra canzone nel vault” ma che metterla sul suo album sarebbe stato troppo “prevedibile”. Quella canzone è diventata “Which One”.

Popcaan — “Amazing Shape”

Forse la collaborazione più sorprendente in positivo dell’intero trittico di dischi. Popcaan — artista giamaicano tra i più importanti del dancehall contemporaneo — e Drake si conoscono da anni, ma non avevano mai formalizzato una collaborazione su un album solista di Drake. “Amazing Shape” è stata indicata tra i brani più forti del disco da diverse recensioni internazionali. Il featuring ha senso sonicamente — Maid of Honour è l’album più vicino ai suoni caraibici del triple drop — e culturalmente: Popcaan è uno dei pochi artisti che avrebbe potuto portare quel tipo di autenticità senza forzature.

Sexyy Red — “Cheetah Print”

Il secondo featuring di Sexyy Red, questa volta su Maid of Honour. “Cheetah Print” contiene un sample di “(It Goes Like) Nanana” di Peggy Gou e un’interpolazione di “Cha Cha Slide” — una combinazione che racconta bene il carattere del brano: festivo, globale, costruito per i dance floor.

Stunna Sandy — “Outside Tweaking” e Iconic Savvy — “True Bestie”

Due nomi emergenti lanciati dal triple drop. Entrambe quasi sconosciute al grande pubblico prima del 15 maggio 2026. Drake ha costruito parte della sua carriera su questo tipo di scelta — prendere qualcuno di nuovo e metterlo davanti al mondo nel momento giusto — e su Maid of Honour lo fa due volte.

Ai beat

OZ è il nome che ricorre di più tra i tre album — compare su “Which One” e su “What Did I Miss?” di Iceman. Uno dei producer più attivi nell’ecosistema di Drake degli ultimi anni, capace di muoversi tra registri diversi senza perdere coerenza.

Shemar Pierre firma sia “BBW” con Whiskerprince che “Outside Tweaking” con Kouture. Producer canadese orientato verso suoni dancehall e afrobeats, perfettamente coerente con la direzione di Maid of Honour.

Nico Baran compare su “Stuck” di Maid of Honour e su “National Treasures” di Iceman. Come apmelodies, attraversa due album con un lavoro coerente.

Cosa dicono le collaborazioni di Drake nel loro insieme

Messi insieme, le collaborazioni di Drake nei tre album raccontano tre cose precise.

La prima è che il nucleo OVO tiene. 40, Boi-1da, OZ sono presenti anche in questo progetto — la struttura portante è rimasta intatta nonostante anni di turbolenze.

La seconda è che Drake ha fatto scelte geograficamente precise. Central Cee porta il UK, Popcaan porta il dancehall giamaicano, Qendresa porta la diaspora mediterranea. Maid of Honour in particolare sembra costruito intorno a una visione sonora globale che va oltre il rap americano.

La terza — forse la più importante — è chi non c’è. Nessun nome dalla scena di Kendrick Lamar, nessuno che avesse preso una posizione pubblica contro Drake nel 2024. Ogni featuring è una dichiarazione di fedeltà o almeno di neutralità. In un momento in cui l’industria si era divisa, chi ha scelto di entrare nelle collaborazioni di questi tre album di Drake ha fatto una scelta precisa.

I credits completi potrebbero essere aggiornati nelle prossime ore con la pubblicazione delle versioni definitive delle collaborazion di Drake su DSP.