Denzel Curry e Kenny Beats: è fuori ii!

Denzel Curry

A sei anni di distanza da UNLOCKED, Denzel Curry e Kenneth Blume (storicamente noto come Kenny Beats) tornano a incrociare le proprie strade per ii. Non si tratta di un semplice sequel nostalgico, ma del punto d’incontro tra due artisti profondamente evoluti: un Denzel trentenne, più consapevole e strategico nel gestire la propria eredità, e un Kenneth Blume diventato ormai un architetto sonoro eclettico a 360 gradi.

Denzel Curry e Kenneth Blume aka Kenny Beats in ii: l’arte di non prendersi troppo sul serio (facendo sul serio)

Ci sono momenti nella carriera di un rapper in cui la fame pura e l’ossessione per il concept album perfetto lasciano il posto a qualcosa di ancora più interessante: la libertà assoluta. Quando Denzel Curry si libera dall’urgenza di dover dimostrare ad ogni costo di essere uno dei migliori MCs della sua generazione, accade la magia. Lo avevamo già intravisto con la freschezza di Strictly 4 The Scythe, ma è nella riunione con Kenneth Blume (ex Kenny Beats) per ii che questa energia trova la sua forma più pura.

A sei anni da UNLOCKED, i due tornano insieme non per un semplice “secondo tempo”, ma con le spalle più larghe e la consapevolezza di chi ha esplorato territori completamente diversi. Blume, nel frattempo, è diventato una sorta di Re Mida della produzione eclettica, spaziando tra il post-punk e il rock alternativo; Denzel, ormai sulla trentina, ha superato la fase della rabbia giovanile per entrare in quella della maturità strategica.

Dal punto di vista sonoro, ii è un parco giochi per audiofili e amanti del rap di matrice classica ma proiettato nel futuro. Le produzioni di Kenneth Blume su questo disco sono densissime: c’è un’attenzione quasi maniacale per i dettagli percussivi e per la scelta dei sample. In tracce come GONE FISHING, la sensazione è quella di ascoltare una gemma vintage rinfrescata da un’attitudine moderna — un chiaro omaggio alle atmosfere fumose e grezze alla MF DOOM. La produzione è così ricca che rischia quasi di rubare la scena alla voce di Denzel, se non fosse che Curry ha un flow abbastanza affilato da farsi strada su qualsiasi tappeto sonoro.

Il lirismo di Curry qui è più diretto, meno concettuale rispetto a pietre miliari della sua discografia come Melt My Eyez See Your Future, ma non per questo banale. Denzel usa ii come un microfono aperto per fare sh*t-talking d’alta scuola, per rivendicare il proprio status nel gioco e per misurarsi con la propria eredità. Ma dietro le barre più spavalde c’è un sottotesto costante: cosa significa costruire una carriera solida senza vendere l’anima? Pezzi come PRODUCT mostrano chiaramente come la riflessione sul proprio ruolo di modello per le nuove generazioni rimanga un punto fermo della sua scrittura.

Il disco si arricchisce anche grazie a collaborazioni mirate che ne spezzano il ritmo, come JPEGMAFIA in EVIL GRIN, che entra nel brano portando con sé il suo consueto caos teatrale ed eccentrico, bilanciando perfettamente lo stile più solido e ancorato a terra di Denzel e Westside Gunn in CROWN che porta invece un’ondata di opulenza e crudezza tipica dello stile Griselda.

ii si conferma come un’opera dove l’intesa tra Denzel Curry e Kenny Beats/Kenneth Blume dimostra che si può fare del rap d’altissimo livello senza la rigidità di dover creare per forza un “capolavoro solenne”. È un disco che conferma come Denzel sia uno dei pochissimi artisti capaci di muoversi tra underground, sperimentazione e progetti hardcore con una naturalezza disarmante.

L’album potete trovarlo al link sottostante.