Dissing del rap-game italiano: Dj Gruff vs Articolo 31

dj gruff

Continuando la nostra serie sui dissing del rap-game italiano, iniziata con Marracash vs Mondo Marcio, vogliamo fare un salto indietro nel tempo. Pensando alle primissime faide tra rapper in Italia, si vanno a toccare episodi ormai leggendari: Dj Gruff contro gli Articolo 31 rientra senza dubbio fra questi. Uno dei pochissimi dissing nella nostra storia che ha rasentato episodi di disordine sociale, con lo sfociare in azioni legali. Un beef che, fortunatamente, oltre che sanarsi, ha visto anche un incontro musicale tra le due parti.

Ripercorriamo questa storia insieme:

Dj Gruff vs Articolo 31: quando il dissing diventa “serio”

Diamo un po’ di contesto. Negli anni 90′ il rap in Italia conosce un’epoca da molti ritenuta d’oro, nonché di enorme cambiamento. Dall’esperienza fondativa delle posse, nascono alcuni dei collettivi rap più importanti per lo sviluppo del rap in Italia. Da Onda Rossa, ad esempio, nascono gli Assalti Frontali e gli AK47, da Isola Posse All Star arrivano i Sangue Misto. Di quest’ultimo gruppo facevano parte Deda, Neffa e proprio DJ Gruff, protagonista di questa storia. Il trio si sciolse nel 1995, due anni prima il dissing di cui parleremo.

È proprio in questo periodo che, accanto alla corrente più “purista” del rap, compaiono nuovi nomi che portano molta (per alcuni troppa) innovazione e freschezza al genere. Primi fra tutti gli Articolo 31, duo composto da Dj Jad e J-Ax, ad oggi uno dei più iconici della nostra storia.

Riprendiamo la descrizione di quegli anni, fatta da Fritz Da Cat durante una puntata del podcast Down with Bassi:

Le fazioni all’epoca erano i “commercialoni” e gli “hardcoroni” (…) i commerciali erano “voi siete i cattivi, che fate musica solo per vendere” un po’ come adesso. Articolo 31 e Sottotono era parte di quella fazione dei “venduti”. E poi c’era la fazione dei duri e puri “che sanno tutto loro” e io appartenevo a quella

Vedremo a breve che lo stesso Fritz Da Cat sarà parte integrante di questo dissing, ospitando sul suo disco la traccia che darà inizio al tutto.

Un antefatto fondamentale: Venezia 95′

Le tensioni fra le due visioni dell’hip-hop erano già ben palesi prima del beef. Vi erano stati episodi in cui, volenti o nolenti, i rapper di entrambe le correnti si erano ritrovati nello stesso contesto live, portando a volte a screzi diventati ormai storia.

Nel febbraio del 95′ a Venezia, durante un evento con leggende della scena, Neffa (a nome della corrente più “purista”) parlò negativamente degli Articolo sul palco, poco prima della loro esibizione.

In Non c’è rimedio di qualche anno dopo J-Ax ricorderà l’avvenimento scrivendo:

Ma quel giorno a Venezia la gente dal palco è scesa
E da allora per me non è più la stessa cosa
Sul palco rimasero Zippo, Enzo e Skizo

E adesso so quanto vale il tuo sorriso!

1 vs 2: la diss track di Dj Gruff agli Articolo 31

Il pezzo che dà origine al beef doveva essere contenuto nel primo album omonimo di Fritz Da Cat. Dal titolo esplicativo di 1 vs 2, vedeva Dj Gruff sulle strofe e ai cuts, con espliciti attacchi allo stile e alla condotta degli Articolo 31. Le due strofe sono rispettivamente indirizzate ad Ax e a Dj Jad:

E non dimenticare quello che ti ho detto:
Articolo 31, primo atto

(…)

Dunque, Jad era il nome di un buzzurro che ora è sbirro
Lo scemo all’aeroporto con il ferro

Tu non hai parole, coi tuoi trucchi non mi incanti
Tu non sai fare Tranqi Funky, manchi di coordinazione
Povero c*glione, peschi nell’acquario
Tu non vieni nell’oceano
Resti su un binario di un trenino elettrico
Tu sei il male per l’hip hop, tu sei marcio

Le accuse riflettevano perfettamente il clima che caratterizzava il rap italiano di quegli anni. Per molti puristi, gli Articolo 31 erano considerati una versione eccessivamente commerciale e alleggerita dell’hip-hop: troppo scanzonati, poco impegnati nei contenuti e soprattutto troppo vicini alle logiche dell’industria musicale.

Bisogna ricordare che, nella seconda metà degli anni Novanta, firmare con una grande etichetta discografica, andare in radio frequentemente o apparire in televisione era ancora un’eccezione per un rapper italiano. Sebbene esistessero altri artisti che stavano ottenendo uno status simile,  il rapporto tra rap e mainstream era ancora agli inizi e rappresentava un terreno particolarmente instabile. E questa traccia provocò un terremoto.

L’impatto legale e la sostituzione del brano

Essendo una delle primissime diss track della storia del rap italiano, questo attacco suscitò un notevole clamore all’interno della comunità hip-hop dell’epoca, ancora relativamente ristretta. Il brano si diffuse rapidamente attraverso il passaparola e le copie fisiche, arrivando sia agli Articolo 31 sia ai loro sostenitori.

A detta di Fritz da Cat anche Esa intervenne direttamente nella vicenda, chiedendo a Gruff di modificare il brano e ritirare le accuse. La preoccupazione era che la situazione potesse degenerare ulteriormente: nelle settimane precedenti erano già state coinvolte le forze dell’ordine, pronte a intervenire nel caso si fossero verificati scontri.

Fortunatamente la tensione non sfociò in episodi più gravi. Le copie vendute vennero fatte ritirare dal mercato con l’azione legale degli Articolo, e il pezzo scomparve dalla circolazione. Nello stesso anno uscì in sostituzione Sucker per Sempre, una nuova diss track più velata e priva di riferimenti espliciti agli Articolo 31.

Sei la persona meno indicata per la nobile arte del rap
Porta il tuo c*lo prensile in là, fuori dai ball (…)
Deficiente, come t’è venuto in mente
Anche per un solo istante di esserti inserito?

Il concetto di fondo rimaneva sostanzialmente invariato, ma veniva espresso in modo più maturo e meno personale. Il bersaglio non erano più direttamente J-Ax e Jad come individui, ma il modello artistico che rappresentavano. In quest’ottica, Sucker per Sempre avrebbe potuto rivolgersi a qualunque rapper che, scegliendo di firmare con una major, veniva percepito come un traditore dell’underground.

È interessante osservare come, negli anni successivi, molti artisti della stessa scena finiranno per compiere scelte analoghe. Cambiano i tempi, cambiano le dinamiche dell’industria musicale, ma il dibattito sull’autenticità e sul rapporto tra underground e mercato continua ancora oggi. E non tutti riescono a restare fedeli ai propri principi una volta firmato un contratto, oggi come allora.

La riappacificazione e le (non) risposte degli Articolo

Dopo il successo dei loro primi due album, J-Ax e Dj Jad erano ormai diventati uno dei bersagli preferiti di una parte della scena rap italiana. Consapevoli della propria popolarità e del crescente impatto commerciale della loro musica, gli Articolo 31 sembrarono preferire una strategia diversa: non alimentare ulteriormente la polemica. Entrare in una faida avrebbe probabilmente dato maggiore visibilità ai loro detrattori e rischiato di trascinare il conflitto su un piano ancora più acceso.

Per gli appassionati di rap di quegli anni, resta inevitabile chiedersi cosa sarebbe successo se il duo milanese avesse deciso di replicare: ne sarebbe potuto nascere uno degli scambi assolutamente memorabile. Eppure, forse proprio il fatto che ciò non sia mai accaduto ha contribuito a rendere questa vicenda leggendaria e a creare nella memoria collettiva l’idea di un “dissing” di fatto mai avvenuto.

Con il passare degli anni, le tensioni si sono progressivamente attenuate. Rap e Mainstream ad oggi hanno un rapporto completamente diverso, forse opposto a quegli anni. Dopo lo scioglimento degli Articolo 31, J-Ax e Dj Gruff hanno persino collaborato a un paio di brani, riuniti dal talento e dall’amicizia con Dj Fabio B. Un segnale di come molte rivalità storiche dell’hip-hop, una volta terminata la fase più accesa dello scontro, possano lasciare spazio al riconoscimento reciproco e alla collaborazione artistica.

A testimonianza di questo clima disteso, lo stesso Dj Fabio B ha lasciato un commento sotto il video del brano Il mio nemico, offrendo un’interessante spunto di riflessione:

Ho solo fatto in modo che due persone, due amici miei, si incontrassero e si chiarissero da persone mature, intelligenti e piene di talento quali sono. Se qualcuno vuole vederci qualcosa di male, è libero di farlo. Per quanto ci riguarda questo male, noi, ce lo siamo lasciati alle spalle.