C’è una differenza sostanziale tra andare a vedere un concerto e vivere un’esperienza. Quello che è andato in scena ieri sera al Gate di Milano, con Westside Gunn e Smoke DZA headliner, appartiene alla seconda categoria. Un appuntamento anomalo già negli orari, con le porte aperte nel tardo pomeriggio e la serata che piano piano decollava mentre mezza Italia era incollata alla televisione (o agli smartphone) per la finale di Champions League. Chi ha scelto il Gate ha scelto bene.
Westside Gunn e Smoke DZA al Gate di Milano: cronaca di una serata impossibile da replicare
La serata si è aperta con i Feed The Family, gruppo di Boston che già nell’estetica full Griselda dichiarava tutto. Un set capace di preparare il terreno nel modo giusto, alzando gradualmente la temperatura in un locale che, va detto, di gradi ne aveva già abbastanza per conto suo. Dopo di loro è salito sul palco Brother Tom Sos, nome nell’orbita Griselda già da un po’ e che ha dimostrato di stare al livello con alcune collaborazioni impeccabili con WSG. Ogni tappa del warmup aveva un senso preciso, niente era lì per riempire il tempo.
Poi, mascherato, è arrivato lui. Westside Gunn ha riempito il palco con la sua gente e con Smoke DZA al fianco, e da lì in poi è stato un flusso continuo.

Il format scelto era preciso: tante hit, anche solo una strofa ciascuna, perché come ha detto lui stesso ridendo quella sera, di canzoni ne ha troppe e le vuole fare tutte.
Non è vanità, è una discografia che gli dà ragione. Le adlib tipiche di casa Griselda rimbalzavano per tutto il locale, il pubblico le conosceva a memoria, e il caldo disumano del venue diventava quasi parte dell’atmosfera.
WSG ha interagito con il pubblico in maniera costante, autentica, senza quella distanza che spesso si percepisce in certi show. Vinili, CD, magliette, perfino una scarpa: ha firmato (anche post live) tutto quello che gli è stato messo davanti. Aria cento per cento hip-hop, quella che in Italia si respira raramente così concentrata.
Ma anche Smoke DZA ha portato sul palco una miriade di barre una dietro l’altro, facendo brillare ancora di più la caratura hip-hop presente sopra il palco.

Non è passato inosservato chi fosse presente in sala. Noyz Narcos, Click-Head, Doye, Triflusso, Big Joe e molti altri esponenti del rap italiano erano lì, a godersi lo show come tutti gli altri. Un dettaglio che racconta qualcosa: quando arriva gente come WSG e Smoke DZA, la scena si muove compatta.
Il pubblico veniva da ogni angolo d’Italia, ma non solo. Abbiamo parlato con un ragazzo arrivato appositamente dalla Scozia, da solo, solo per essere lì. Poche cose descrivono meglio cosa rappresenta Westside Gunn per chi segue seriamente questo mondo.
Il merchandising: culto a prezzo fisso, contanti in mano
Non si può chiudere il discorso sulla serata senza menzionare il banchetto merch. Magliette portate direttamente sul palco, ostentate con orgoglio, poi disponibili all’acquisto alla fine di tutto. Roba bella, davvero, con quella estetica Griselda che non passa mai.
Il prezzo? Cento euro a pezzo, disponibili esclusivamente in contanti. Alla faccia del POS, della fattura e di tutto il resto. Un classico in perfetto stile italiano che, in qualche modo, ci ha fatto sorridere.

La disponibilità di Gunn e DZA: una lezione per la scena nostrana
Il capitolo più importante, forse, non riguarda la musica. Dopo la serata, prima dell’after party sempre targato Soulfood Promotions che non smetteremo mai di ringraziare, abbiamo avuto modo di fermarci a parlare con il management e alcuni degli artisti presenti, Smoke DZA e Westside Gunn inclusi. Disponibili, presenti, genuinamente a loro agio con chi si avvicinava. Nessuna fretta, nessun muro di sicurezza a fare da filtro, nessuna posa.
Va detto chiaramente: questa disponibilità è sempre più rara in Italia, dove spesso anche artisti di caratura decisamente inferiore risultano inaccessibili al proprio pubblico. Trovare (ancora una volta) questa naturalezza in due leggende del rap americano, venute fin qui a portare la loro musica, fa riflettere. I fan e gli addetti al settore meritano questo tipo di rapporto con chi ama la stessa musica che amano loro. Ieri sera, per una volta, l’hanno avuto.


