Crimeapple pubblica Top 85 Dead or Alive, terzo disco del 2026: sei tracce dirette tra riferimenti sportivi e cinema di strada.
Top 85 Dead or Alive è un EP autoprodotto: Crimeapple cura barre e beat
Crimeapple non si ferma. Il rapper di Hackensack, New Jersey, ha pubblicato il 31 luglio Top 85 Dead or Alive, EP di sei tracce che segna il suo terzo progetto discografico nel giro di pochi mesi nel 2026, dopo War Cash con Evidence uscito a febbraio e Beemer on Broadway. Un ritmo di uscite che conferma quanto Crimeapple sia ormai una delle voci più costanti dell’underground della East Coast, capace di alternare collaborazioni produttive di peso a progetti interamente gestiti in autonomia.
Crimeapple firma l’intero progetto, occupandosi sia della scrittura che della produzione. È una scelta che si inserisce in un momento della sua carriera in cui ha lavorato con nomi come Evidence, DJ Muggs, Big Ghost Ltd, Apollo Brown, DJ Skizz e V Don, e che qui invece porta il discorso su un binario opposto, tutto interno, senza intermediari sonori.
Il titolo stesso, diretto e senza fronzoli, riflette questa impostazione: nessuna dichiarazione gonfiata, solo la conferma di chi resta attivo sul campo. Il formato EP, sei tracce per meno di venti minuti, è una scelta precisa quanto il contenuto: abbastanza materiale per tenere il filo del discorso, non abbastanza per disperderlo.
Il contesto: la produttività di Crimeapple nel 2026 e nella sua discografia
Parlare di iperproduttività per Crimeapple non è un’esagerazione. Dal debutto con Aguardiente, prodotto da Big Ghost Ltd, il rapper ha costruito una discografia fittissima che passa per Wet Dirt con DJ Skizz, Medallo e Cartagena con DJ Muggs, El León con Preservation, Bazuko ancora con Big Ghost Ltd come sequel ufficiale di Aguardiente, This, Is Not That con Apollo Brown per l’etichetta Mello Music Group, Rose Gold di nuovo con DJ Skizz e Bulletproof Chicken con V Don.
Top 85 Dead or Alive rappresenta la ventesima extended play della sua carriera, un numero che da solo racconta la costanza con cui Crimeapple pubblica materiale, quasi sempre mantenendo alto lo standard qualitativo indipendentemente dal formato o dal produttore coinvolto, o dall’assenza di uno, come in questo caso.
Il fatto che il rapper scelga proprio nel momento più prolifico della sua carriera recente di tornare a un progetto totalmente autogestito dice qualcosa sulla sua fiducia nei propri mezzi, anche dal punto di vista sonoro, e riporta l’attenzione su un aspetto della sua identità artistica a volte messo in ombra dalle collaborazioni con produttori di alto profilo.
Buon ascolto!


