26, il nuovo EP di Ele A, è ufficialmente fuori ovunque. Questa notte la talentuosa rapper svizzera classe 2002 ha pubblicato il suo nuovissimo progetto discografico, un EP di sette tracce che segue il grande successo del suo primo album ufficiale Pixel uscito nel 2025.
La giovanissima artista è riuscita in brevissimo tempo a imporsi come una delle penne più fresche del panorama hip hop. Con questo nuovo capitolo l’interprete non delude le aspettative e mette in chiaro, fin dalle primissime battute, le sue salde radici e la sua direzione artistica.
26 EP di Ele A: l’orgoglio delle origini e lo stile old school
Il nuovo lavoro in studio si sviluppa attraverso una narrazione intima e serrata. La rapper di Aranno in questo nuovo EP non risparmia varie citazioni e richiami alle sue origini come in Non torno@casa.
Quando mi cerchi guarda sempre più in cima
Io non vengo dal centro ma da quella collina.
Un’altra particolarità importante è che questo progetto non conta feat. Questa precisa scelta artistica ci permette di avere un totale focus sulla singola artista e sul suo viaggio musicale, senza distrazioni esterne. Nonostante l’assenza di ospiti in tracklist, Ele A vanta nel suo background innumerevoli collaborazioni del calibro di Guè, con il brano Gazelle, o Nerissima Serpe, con Oceano, fino ad arrivare a nomi appartenenti alla nuova scuola come Sayf e Promessa in Buon esempio.
L’omaggio a Biggie e le tracce più conscious
Le sonorità e il mood generale si rifanno in modo evidente allo stile hip hop anni novanta, senza però sembrare vecchio, affatto. Spesso come vediamo ad esempio in 64 barre di dopamina (Red bull 64 bars) non mancano espliciti richiami a The Notorious B.I.G., da sempre citato tra le sue massime ispirazioni musicali e definito dall’artista come il numero uno assoluto della East Coast.
È una .9 scaricata sopra Biggie, è come Cristo in croce
In testa ho la corona e zero gossip
Non featto con i topi comе Lucio Corsi
In questo EP oltre al flow e tematiche più classic, che traspare in tracce come Oki, c’è spazio anche per episodi decisamente più introspettivi. È il caso della traccia numero 7 intitolata Solo io (?), un pezzo profondamente conscious che parla dritto ai nostri cuori e mostra il lato più vulnerabile della cantante.
L’evoluzione artistica della rapper di Lugano assume un valore importante. Con la forza della tecnica e del puro talento al microfono, la sua figura dimostra che il rap al femminile non ha bisogno di scendere a compromessi pop per imporsi.
Grazie a progetti di questo spessore, lo scenario urban portato da una donna smette di essere un’eccezione passeggera e diventa sempre più una realtà concreta, pronta a dettare le sue regole nel panorama musicale.
Giornalista chiede com’è essere donne
Non sa che la musica va oltre, ti giuro che va oltre
È di più, è religione


