Back in the Crates, 3: 30 anni fa nascevano gli Uomini di Mare, Fabri Fibra e Dj Lato

Gli Uomini di mare sono stati una delle accoppiate hip-hop più interessanti degli anni 90′. Su questo è molto difficile dire il contrario. Fabri Fibra (inizialmente Fabbri Fil) e Dj Lato sono stati definiti, ricordando i loro periodo musicale insieme, gli “eroi locali della old school marchigiana e rivierasca“. La loro carriera ha inizio 30 anni fa esatti, con il progetto, spesso non considerato, Dei di Mare Quest’El Gruv, prodotto sotto la Teste Mobili Records.

Ricordiamo questo anniversario storico all’interno della nostra rubrica Back in the Crates.

30 anni di Uomini di Mare: Dei di Mare Quest’El Gruv è uno dei demo da ascoltare se si è fan dell’old school italiana

Fibra e Lato compiono i loro primi passi nel mondo underground dell’hip-hop nel pieno degli anni 90′, forse una delle fasi cruciali della storia del genere in Italia. Il loro nome d’arte nascerebbe, secondo i racconti dell’epoca, dal loro modo di vestirsi. I due infatti quando, in estate, andavano alle jam di Bologna, partendo da Senigallia, avevano addosso dei pantaloncini da mare e per questo, una volta arrivati, si sentivano dire “sono arrivati gli uomini di mare!”.

Sarà stato anche questo primo approccio, questa sorta di sfottò, che ha condizionato la loro attitude artistica? Del resto, come ben vedremo dai loro lavori, l’atteggiamento degli Uomini di Mare è sempre stato completamente fuori dagli schemi, non curante del giudizio altrui, offrendo un’originalità spiccata quando il rap stesso era considerato una novità.

Fibra, iniziando con Lato e poi nella sua carriera da solista, ha riscritto le regole del gioco: dalle gavette fino alle major, ha superato tutti i grandi nomi del rap-game italiano della seconda generazione e questo per un suo atteggiamento autentico ma allo stesso tempo irriverente fino al midollo. Il primo a raggiungere determinati numeri con il rap nel mercato mainstream, ad andare contro le logiche dell’industria e dei suoi componenti, a diventare il simbolo e il capo espiatore del cambiamento del genere in Italia. Questa rivoluzione ha di fatto avuto inizio con gli Uomini di Mare. Quando ancora non andava di moda farlo.

Il mondo della provincia è stato sempre prolifico di rapper nel nostro Paese: questo grazie al suo distacco dalle contaminazioni e al bisogno di originalità e autenticità che il tipo di vita provinciale ancora oggi richiede. Un contesto in cui un ragazzo molto ambizioso si sente stretto, contenuto, col desiderio di librare il volo anche a costo di sbagliare. Questo “rischiare” artisticamente ci ha regalato due colossi della vecchia scuola. Come affermò Lato in un’intervista:

Uomini di Mare ha lasciato il segno perché dalla provincia, senza contaminazioni, abbiamo tirato fuori qualcosa di originale, che nessuno aveva mai fatto

Dei di Mare Quest’El Gruv è una gemma rara tra le demo degli anni 90′

La prima demo ufficiale del collettivo conta 12 tracce, tra cui vanno individuati 4 interludi e un’introduzione. Questa è portata avanti dai fratelli Nesli e Fibra, ben prima delle tensioni i due si passano la palla da una strofa all’altra, fanno le sporche l’uno sotto la rappata dell’altro. Un brano cult per i fan della coppia dei fratelli Tarducci che dal 2008 hanno interrotto i contatti (per lo meno sul piano musicale).

Con la nebbia che bagna la mia mente tipo Senigallia in fotta notturna
Ritmico per lo schizzo di me*da resto pallido
Con soltanto lo stimolo di fame chimica
Una forma di anemia mediterranea
Nesli dall’isterica MC tutti i giorni per la vita
Sognerò l’America

Oltre che le immagini quasi grottesche che evocano queste prime strofe, è interessante sottolineare l’ultima barra. Questo disco trasuda influenze dal rap americano, ma non solo. È evidente il riguardo, la stima e il rispetto per l’hip-hop d’Oltreoceano, come molto tipico allora. Non c’erano ancora (o meglio stavano nascendo) i grandi capisaldi del rap in Italia. Da guardare e imitare c’erano principalmente i colossi della East e della West Coast, divinizzati a monumenti della cultura rap. Per quanto Lato e Fibra presentino fin da subito una spiccata originalità, questo senso di appartenenza è palpabile. Si pensi al campionamento in L’ennesima giornata di Who Got Some Gangsta Shit? di Snoop Dogg (1994)

In Dei di Mare Quest’El Gruv Fibra ci comunica il suo disagio interiore

Funziona così, va bene così
Qualcosa non va in me, stanco del mio tutto
Perduto quello che si dovrebbe dare, ma che
Per un motivo od un altro non c’è spinta in me, spinta in me

Queste barre d’apertura nel brano Stanco del mio tutto riassumono molto bene il mood di alcune tracce della demo, soprattutto quelle centrali. Qualcosa frena l’agire di Fabri, nella vita personale quanto in quella artistica. Una sorta di apatia nei confronti di tutto il mondo che lo circonda,  una forza che lo trattiene dall’intervenire dai fatti che avvengono attorno a lui.

Il Fabri di questa era si presenta a tratti stanco, senza motivazione. Sarà interessante constatare che questo atteggiamento di forte autocritica cederà il passo un carattere molto più pungente, sadico, quasi come una riposta sopra le righe alla noia e alla monotonia espressa nelle barre del ’96. Come si accennava prima riguardo al mondo di periferia, in questo progetto (ancora ancorato a quel paesaggio) si percepiscono ancora dei limiti (o i confini come qui vengono chiamati) molto stretti, soffocanti. Dai prossimi progetti si avverte il grande cambio di contesto, come se il duo iniziasse ad avere lo spazio di manovra necessario per creare.

Non mancano alcune critiche sociali e altri mood certo, ma è da sottolineare che Dei di Mare Quest’El Gruv è un progetto molto intimo e a tratti viscerale.

Dal silenzio più completo viene fuori come polvere
Si aggira intorno a me la sento vivere
Mentre comincia a piovere
Rime e pensieri riordini mi ritrovo il caos di tempo fa
Capita a tutti ‘sto giro tocca a me
Ci si crede a malapena così mi sento Calendar Man
Sciocca la mia giornata come in piazza Tienanmen
Faccio questo e quello, telefono che squilla
Garbugli in corso perso in un discorso che non fila
Un altro giorno arriva tipo Via Col Vento
Se ti senti in forma vien da Fil che ti accontento

Una delle title-track più forti del rap italiano negli anni 90′

La punta di diamante (probabilmente) di questa demo, è la title-track, di fatto la prima in ordine di scaletta dopo la intro. Fibra e Lato afferrano l’ascoltatore e lo portano in un viaggio musicale che promettono essere fuori di testa. Un’esperienza che per alcuni è un’insieme confuso di suoni. Per i due è la ragione e il risultato del loro impegnarsi, del faticare, dello svegliarsi ogni mattina per andare in studio. Quello che portano Fibra e Lato è un legame solido con chi ascolta che, se ascoltava rap allora, non era un fruitore superficiale ma uno che andava a cercare nella nicchia.

Perditi nel mondo in cui ti sto portando
Tu che ci tieni come me credi come me
(…)
Posso assicurarti è la mia completa realtà
È ciò che vivi intorno al suono
Ciò che io chiamo il mio tutto chi produce per me i beat
Chi mi ispira e chi mi spinge a darti i ritmi in quanto

Il patto con chi ha premuto “play” sul lettore della cassetta è chiaro: le canzoni che seguiranno saranno fuori dall’ordinario. Folli per certi versi, scomode per altri. Ma questo, ci dice Fibra, è il rap. Raccontarsi e raccontare ciò che viene ignorato, schiacciato sotto il peso del qualunquismo. Il mondo procede a una velocità impressionante, ma questi due ragazzi si fermano a curare la metrica e la strumentale di un brano. Questo atteggiamento è chiave per comprendere gli Uomini di Mare, soprattutto all’inizio. Fare rap non voleva dire affatto ambire al successo, ai soldi immediati, come molti pensano oggi.

In un’atmosfera quasi balneare, intrisa di salsedine e mossa dal vento, c’è ancora qualcuno che si prende del tempo per raccontare senza aver paura di essere giudicato. Con la certezza di non poter venir compreso da tutti.

Soffocato sto nella salsedine non vedi che
Cavalco la costa Uomini Di Mare per un demotape
La mia città sai che confonde la tua nasconde
Da me c’è chi si muove per carisma sulle sponde

Come si pone questa demo nella discografia degli Uomini di Mare?

I passi successivi della carriera di Fibra e Lato sono ben noti, molto più della loro prima demo che abbiamo analizzato oggi. Arriva nel 1999 il famigerato album Sindrome di Fine Millennio, seguito l’anno dopo da un EP con lo stesso titolo e, 5 anni dopo, il loro secondo e ultimo EP Lato & Fabri Fibra. I primi due progetti ancora sotto la Teste Mobili Records, l’ultimo sotto la Vibrarecords. Una storia che è stata fondante per la storia da solista di Fabri Fibra, sotto molti aspetti.

Come si pone però Dei di Mare Quest’El Gruv nei confronti del futuro artistico di entrambi?

Per quanto riguarda  Dj Lato, è stato sicuramente un banco di prova necessario per le immense prove di sé che ha dato nei progetti seguenti. Le strumentali del disco del 99′ hanno letteralmente segnato un’epoca, rappresentando in maniera impeccabile e lucidissima il mondo che li circondava sul finire degli anni 90′. Un disco che, anche solo con le sue strumentali, è da considerare una pietra miliare. Pensiamo a pezzi come Verso altri lidi, Entro il 2000 (feat. Inoki), Intorno al suono, Teste Mobili pt.1, Non dimentico (feat. Nesli) e molti molti altri. Granitici innanzitutto nel sound e nella produzioni, portate poi, su livelli ancora più alti, dalle strofe di Fibra e ospiti.

Per quanto riguarda Fibra, è da tenere ben presente un concetto: nessun progetto del rapper di Senigallia è mai stato uguale all’altro. La metamorfosi di questo artista ha preso aspetti molto diversi tra loro, tanto da poter individuare una solta di alter-ego diverso per ogni disco. La stessa esperienza nel duo ha visto prima un Fibra molto più intimo e viscerale, per poi cedere il passo al Fibra che conosciamo oggi, molto più pungente, dissacrante, cinico. Quello che troviamo in Dei di Mare Quest’El Gruv è un rapper ancora in formazione, nella sua prima gavetta incisa su nastro.

Per accettarmi a me ce n’è voluto
Son più le volte in cui non mi son piaciuto

da La Mia Vita (Lato e Fabri Fibra 2004)

Un progetto abbozzato, ma fondante

In generale, è estremamente fortunato chi oggi ha ancora conservata una cassetta di questa demo. Un pezzo raro, incompleto e non sicuramente godibile come un EP completato in studio. Ma qui sta molto del suo fascino. Dei di Mare Quest’El Gruv ci porta nel processo creativo e ancora in costruzione di due protagonisti della vecchia scuola. Una risposta varia e soddisfacente alla domanda “come si registrava rap durante i Novanta in Italia?“.

Vi consigliamo caldamente di recuperare questo progetto, che molto probabilmente anche alcuni fan affezionati di Fibra e degli Uomini di Mare non hanno mai toccato, vista la sua natura grezza e lacunosa. Se seguirete il nostro consiglio però, siamo sicuri non ne rimarrete delusi.

Cliccate QUI per ascoltare le tracce di Dei di Mare Quest’El Gruv.

foto di Federico Bandoni e Simone Zalmo