DJ Khaled avrebbe dovuto pubblicare Aalam of God il 17 luglio 2026. La data, annunciata dallo stesso produttore lo scorso aprile, è arrivata e passata senza che il disco comparisse su nessuna piattaforma di streaming, senza comunicati e senza una nuova finestra di uscita. Per chi segue il progetto da anni, l’ennesimo silenzio non è una sorpresa: è la conferma di un rollout che si trascina da tempo e che continua a incrociarsi con il nome di Drake.
Il nuovo rinvio di Aalam of God di DJ Khaled: ora quando esce?
Il 17 luglio 2026 è passato senza alcun segnale ufficiale da parte di DJ Khaled. Nessun singolo di lancio nella settimana precedente, nessuna promozione sui social, nessun comunicato che spiegasse il mancato arrivo dell’album. Un dettaglio che pesa se si considera il curriculum del producer, abituato a rollout enormi e a settimane di hype costruito ad hoc. Questa volta, semplicemente, buona parte del pubblico non si è accorta che l’uscita fosse prevista.
Il progetto ha una storia lunga: annunciato già nel 2023 con il titolo provvisorio Til Next Time, prima di essere ribattezzato Aalam of God, ha accumulato rinvii su rinvii.
A febbraio 2025 Khaled aveva lanciato il progetto con un altro trailer cinematografico con Mark Wahlberg, presentando Aalam of God come un evento. Il punto di forza dell’annuncio erano due inediti con Drake, mai sentiti prima. L’entusiasmo è durato pochi minuti: Drake è intervenuto personalmente nei commenti del post di Khaled scrivendo “Must be @drakebell”, un modo diretto per smentire la presenza dei brani. Il post di Khaled è sparito poco dopo, e con esso buona parte della credibilità di un lancio che sembrava destinato a essere tra i più grandi dell’anno.
Secondo quanto riportato successivamente, Drake non avrebbe mai autorizzato l’uso di quei brani, lasciando il progetto bloccato dopo il rimprovero pubblico.
Drake attacca DJ Khaled in ICEMAN: le barre di Make Them Pay
Il nuovo rinvio arriva a ridosso del rollout di ICEMAN, l’album con cui Drake ha rimesso al centro diversi rapporti dell’industria, incluso quello con Khaled. Nel brano Make Them Pay, Drake gli si rivolge direttamente: cita il fatto che il presunto beef tra i due fosse “fully live” prima che Khaled si defilasse rifugiandosi nella fede, e lo accusa di restare in silenzio sulla questione palestinese nonostante il suo pubblico continui ad aspettarsi una presa di posizione. Una strofa che ha riacceso il dibattito sul rapporto tra i due, letta da molti come un’ulteriore tappa nella fase di Drake in cui l’artista sta rivalutando pubblicamente le proprie relazioni nell’industria, un percorso già evidente durante il confronto con Kendrick Lamar.
Khaled non ha mai risposto direttamente alle barre. L’unica reazione indiretta è arrivata attraverso un messaggio criptico in patois pubblicato su Instagram, incentrato sul restare puri di cuore e forti di fronte all’odio, senza alcun riferimento esplicito a Drake o al testo di Make Them Pay.
I featuring confermati in Aalam of God
Nonostante i problemi di comunicazione, il progetto non è rimasto del tutto silenzioso sul fronte musicale. Nel 2025 Khaled ha pubblicato Brother con Post Malone e YoungBoy NeverBrokeAgain, Hot Shot con Bounty Killer e Buju Banton, e You Remind Me con Rory Stonelove, Mavado, Bounty Killer, Buju Banton, Vybz Kartel e Kaylan Arnold. Quest’anno è arrivato anche One of Them, con Future e Lil Baby.
Si era inoltre parlato di una possibile verse di JAY-Z, mai confermata ufficialmente. Le due tracce con Drake, invece, restano l’esempio più evidente di come il rapporto tra i due abbia condizionato l’intero processo di lavorazione dell’album, con l’indifferenza di Khaled rispetto al beef che ha coinvolto Drake negli ultimi anni indicata come una delle ragioni per cui quei brani non hanno mai visto la luce.
Al momento Aalam of God resta uno dei progetti più incerti del music business a stelle e strisce. Ha attraversato polemiche pubbliche, un rifiuto diretto da parte di uno dei suoi ospiti più attesi e ora un’ulteriore data mancata, senza che Khaled abbia fornito spiegazioni.
Fino a quando il producer non deciderà di parlare, il pubblico resterà in attesa, come già successo più volte negli ultimi due anni.


