Il 23 luglio Compton ha avuto il suo Verzuz: YG e The Game si sono affrontati in ina battle ribattezzata Compton Forever. L’evento targato Apple Music e Complex ha messo uno di fronte all’altro, due generazioni della stessa città. Non una resa dei conti, ma una serata costruita per celebrare lo stile west coast, con entrambi più interessati a dimostrare quanto pesano nella storia della zona che a mettersi realmente in competizione.
L’atmosfera sul palco della Verzuz tra YG e The Game: niente rivalità, solo West Coast
Chi si aspettava tensione è rimasto deluso, ma nel modo giusto. La battle ha avuto poco della rivalità che in altri Verzuz ha alzato la temperatura, e molto della volontà condivisa di ribadire il peso specifico della west coast nel rap americano. YG e Game si sono passati il microfono da veterani che sanno rappresentare la stessa scena, con la crew di entrambi sul palco visibilmente più coinvolta di buona parte del pubblico accorso, spesso più concentrato a riprendere tutto con il telefono che a viverselo.
Il dato tecnico della serata è tutto qui. Nei momenti a cappella entrambi hanno reso al meglio, mostrando controllo e presenza vocale. Il discorso cambia quando tenevano la voce sotto: in più occasioni sia YG che Game hanno abbassato l’intensità, arrivando in alcuni casi a smettere proprio di rappare e lasciare correre il pezzo. Un dettaglio che pesa in una serata dove il format chiede resistenza per circa due ore e che ha probabilmente inciso sulla percezione finale della prestazione di entrambi. The Game si è tra l’altro scolato in un sorso un’intera bottiglia di tequila di tequila quasi per intero, un episodio che ha probabilmente influito sul calo di intensità nella parte finale della sua prestazione.
Tra le scelte di scaletta, quella meno digerita dal pubblico è stata l’inserimento di 100, il brano firmato insieme a Drake. In un contesto delicato riproporre quel featuring nel mezzo di una celebrazione di Compton è stata vista da molti come una scelta fuori tema. Ad ogni modo, sul palco ci sono stati parecchi momenti di presa bene, sia in solitaria sia quando YG e Game hanno interagito, anche con gli ospiti portati sul palco (a partire da Travis Barker, in apertura, che ha suonato dal vivo Dope Boy)
Il voto dei fan: YG avanti
Sul piano del gradimento del pubblico, il voto live gestito da Complex ha visto YG chiudere in vantaggio su The Game. Si tratta di un dato di partecipazione dei fan in tempo reale, non di una dichiarazione ufficiale di vittoria, come specificato dalla stessa piattaforma che ha ospitato le votazioni. Resta comunque un segnale forte, perché arriva nonostante un catalogo di Game oggettivamente più ricco di classici assoluti, da Hate It or Love It a It’s Okay (One Blood), passando per Westside Story e How We Do. YG ha risposto con il suo repertorio da hit generazionali come My N****, FDT, Who Do You Love? e Toxic, meno stratificato in termini di anni sulla scena ma capace forse di parlare più direttamente al pubblico che ha visto dal vivo o online la battle.
La cornice attorno alla battle ha avuto tanto peso quanto la battle stessa. Poche ore prima dello show, YG è stato brevemente fermato dalla polizia nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Drakeo the Ruler avvenuto nel 2021, per poi essere rilasciato senza accuse. Sempre a ridosso dell’evento, i due hanno pubblicato a sorpresa Red People, prodotto da Swizz Beatz e Timbaland, un modo per sigillare la serata con un pezzo inedito invece che con la sola celebrazione del passato.
Al netto del verdetto, la Verzuz Compton Forever ha fatto quello per cui era stato pensato: mettere una città intera al centro della scena, senza bisogno di trasformare la sfida in un regolamento di conti. YG e The Game restano due facce della stessa storia, quella della west coast raccontata da Compton e la serata ha confermato che quella storia continua a valere la pena di essere celebrata dal vivo, imperfezioni comprese.


