Perché San Siro ha bisogno di un nuovo disco di Neima Ezza?

Neima Ezza

La scena rap di San Siro si sta lentamente risvegliando. La zona pullula di giovani artisti, soprattutto ragazzi italiani di seconda generazione che hanno portato tanta freschezza e inventiva nel nostro panorama. Negli ultimi anni ci sono stati tentativi, più o meno riusciti, di rappresentare questo mondo: dischi, collettivi, singoli.

L’obbiettivo, già riuscito in altre zone e periferie, è quello di creare un immaginario forte e autentico, in cui il ragazzino del quartiere si può rivedere. Non una narrativa di strada per forza cruda e criminale, ma reale, viscerale, vissuta in prima persona. Tutte componenti che alcuni artisti hanno dimostrato di saper maneggiare bene, soprattutto a San Siro .

Questo e altri motivi, ci fanno ben sperare in un ritorno di Neima Ezza, uno dei volti più riconoscibili della scena si Zona 7.

Neima Ezza sta tornando: perché San Siro ha bisogno di un suo nuovo disco?

Parlando di Faida (pezzo di Sacky, Vale Pain e Neima) avevamo notato un nuovo fremito nella questione San Siro: i giovani artisti, uniti sullo stesso beat, si incastravano a meraviglia. Si divertivano sulla traccia e, senza troppe pretese, raccontavano quella che è per loro la vita nel quartiere.

Ciò che rendeva la Seven 7oo un esperimento molto promettente (ormai 5 anni fa) era sicuramente la chimica tra i suoi componenti, nata da una fame comune quasi contagiosa. Una chimica che, per le scelte artistiche di alcuni membri, è andata affievolendosi. Il collettivo ha avuto vita breve, ogni artista ha preso la sua strada.

Ci teniamo però a specificare che un ritorno di Neima (che sembra prossimo, visti alcuni segnali di cui dopo parleremo) non “aiuterebbe” ad un ritorno del collettivo. Né pensiamo sia auspicabile.

Sacky, Rondo, Vale e Neima sono ormai artisti che viaggiano sulle loro strade, in modo assolutamente diverso fra loro. Se dovesse nascere un nuovo gruppo, cosa che manca molto al rap italiano da qualche anno, dovrebbe essere tra emergenti, nuovi rapper. E non intendiamo come i Players Club di Skinny (artisti uniti solo dalla produzione), ma sulla scia della Love Gang 126 o simili.

Unirli di nuovo sarebbe una forzatura, un tentativo di piegare delle personalità artistiche che ci hanno messo tanto a crescere e diversificarsi. Sarebbe inoltre molto improbabile recuperare artisti assenti da anni come Keta e Kilimoney.

Ma allora perché è augurabile un ritorno di Neima?

Giù e Piccolo Principe sono stati gli album più rappresentativi di San Siro

Senza girarci troppo intorno, nessun artista come Neima potrebbe dare un nuovo “via” alla scena locale. Con i suoi primi due lavori ha gettato delle basi molto solide sia per la sua personalità artistica sia per ciò che gli orbita attorno: un immaginario comune, un amore per il blocco e la gente di zona. Una scrittura ancora in erba certo, ma sincera, ruvida, reale.

Due anni di assenza possono essere letti in modo negativo, certo: in questa industria si rischia di non essere più rilevanti se non si segue il ritmo. Ma a noi piace vederla come un periodo di crescita, di maturazione: Piccolo Principe aveva già confermato il livello di questo artista, mettendo l’asticella parecchio in alto.

Piuttosto che seguire immediatamente il successo del disco, ci piace pensare che Neima abbia voluto lavorare per creare qualcosa degno della sua discografia.

Le nuove uscite di Neima ci fanno ben sperare per un suo ritorno

A distanza di un paio di mesi l’uno dell’altro, il rapper ha pubblicato Posto di merda ed Aria Tesa. Pezzi abbastanza solidi da farci ricordare dopo due anni di quanto sia saporita la narrativa di strada di Neima. Tanta fame, tanta consapevolezza di sé e del mondo che lo circonda.

Uomo, benvenuto dentro al fango dove nasco, dove muoio

I due mood simili, le rime, le copertine stesse (in bianco e nero) avevano fatto pensare a un nuovo disco imminente di Neima Ezza. Ma solo dopo vari mesi Neima si è rifatto vivo, con un pezzo un po’ diverso dai primi due, che ha fatto allontanare l’idea di un progetto unitario.

Piovono lacrime è un pezzo principalmente melodico, d’amore, non in armonia coi primi due. Un brano che ci si aspetta da un artista giovane, che punta su un pubblico della sua fascia di età, ma che non suona come gli altri. Perché?

A nostro parere, Neima funziona principalmente nel rap di strada. Il resto è uno sfogo artistico valido, ma decisamente non al livello. E questo non vuol dire che i suoi pezzi non debbano essere melodici: molti suoi brani sono forti anche per un giusto connubio tra vocalità e barre. Sta tutto però nella dose dell’uno e dell’altro. Prendiamo il ritornello:

Sono un caso perso, perderesti tempo
Sembrava facile
Ma ho perso troppo, io ho pеrso troppo
Adesso tu guardami
Dimmi che non piangi, non piangi
Se non torno domani, domani

Il ritorno di Neima è auspicabile (per i motivi prima accennati) ma con un disco di un certo impatto, con poca plastica e tanto asfalto. Un album che racconti la sua maturazione in questi due anni, come persona, come cittadino, come artista.

Ma quindi, il nuovo disco di Neima Ezza esce o no?

A creare hype è sicuramente la psicologia inversa di Neima. Nessun annuncio, qualche pezzo sporadico, ogni tanto degli spoiler. E, come dicevamo all’inizio, è un atteggiamento che noi gradiamo: meno fretta si mette ad un’opera artistica (di qualsiasi tipo), meglio è. Soprattutto ad un artista che è giovane, nonostante qualche anno di carriera alle spalle.

Noi siamo in attesa per nuove notizie: per il momento non ci resta che ascoltare i suoi album vecchi, comunque validi.