I 10 migliori dischi rap pubblicati in Italia nel 2025 – Rapologia Charts

migliori dischi rap italia 2025
Artwork di Mr. Peppe Occhipinti

Come accade ogni anno, nelle ultime settimane di dicembre, noi di Rapologia ci siamo ritrovati per fare il punto su quanto di più interessante abbia espresso il rap italiano nel corso del 2025, ormai agli sgoccioli: quali sono stati, quindi, i migliori dischi usciti in Italia in questi dodici mesi?

I 10 migliori dischi rap pubblicati in Italia nel 2025 secondo la redazione

Mettere insieme una classifica di questo tipo non è mai semplice: le uscite sono tante, i linguaggi si moltiplicano e le prospettive cambiano rapidamente. Eppure, tra i numerosi progetti ascoltati, non tutti sono riusciti a trasformare buone intuizioni in un lavoro davvero solido, capace di reggere dall’inizio alla fine e di lasciare qualcosa anche dopo l’ultimo brano. Alcuni, per fortuna, ci sono riusciti eccome.

Da questa selezione nasce la nostra lista di fine anno: una graduatoria costruita tramite una votazione interna, con l’obiettivo di condividere con voi una fotografia credibile (e inevitabilmente personale) di ciò che la scena italiana ci ha consegnato in questi dodici mesi.

È stato un anno in cui certe uscite hanno saputo accompagnarci ben oltre la “stagione” in cui sono nate. Consapevoli di aver lasciato fuori anche lavori di valore (che potete recuperare nella sezione Menzioni in fondo all’articolo), vi presentiamo dunque i 10 migliori dischi rap pubblicati in Italia nel 2025 secondo la redazione di Rapologia, proposti in ordine sparso.

DJ Shocca – 60Hz II

Dj Shocca firma uno dei ritorni più centrali e riusciti del 2025. 60 Hz 2 è un sequel che poteva essere un azzardo e che invece si rivela un atto di cultura rap consapevole, capace di onorare un’eredità pesantissima senza restarne schiacciato. Il disco non vive di nostalgia, ma di rispetto, visione e cura maniacale del suono: beat solidi, interludi funzionali, un’idea di album che oggi è sempre più rara.

Il parterre di ospiti attraversa generazioni e stili senza mai perdere coerenza, dimostrando quanto 60 Hz sia ancora un linguaggio comune. Dai veterani ai nomi più recenti, nessuno è fuori contesto. Il tributo a Primo è uno dei momenti emotivamente più forti dell’anno.

60 Hz 2 non rincorre il presente: lo mette in riga, ricordando a tutti cos’è il rap fatto bene. Un disco necessario, e uno dei migliori album del 2025.

Jake La Furia, Night Skinny – Fame

Con Fame, Jake La Furia dimostra nel 2025 di avere ancora un’urgenza reale di fare rap, nonostante una carriera che non avrebbe più nulla da dimostrare. Il titolo è dichiarazione d’intenti: Fame è necessità, identità, continuità con una storia che Jake porta avanti senza compromessi. Il disco è solido, diretto, bilanciato tra brani più immediati e momenti conscious, con una scrittura che resta tagliente e credibile.

Le produzioni di Night Skinny tengono insieme attitudine old school e suoni contemporanei, valorizzando un flow preciso e una penna che arriva sempre al punto. I featuring attraversano generazioni e linguaggi, con esiti alterni, ma il progetto si regge soprattutto sulla forza del protagonista. Fame è la conferma che Jake resta una colonna della scena: autentico, affamato e centrale. Un album che nel 2025 ribadisce perché il rap italiano passa ancora da lui.

Guè – Tropico del Capricorno

Guè firma nel 2025 non tanto il disco dell’anno quanto la mossa più lucida della sua carriera recente. Dopo Madreperla e una stagione di feat discontinui, Cosimo Fini sceglie un progetto trasversale, pensato per parlare a pubblici diversi senza rinnegare la propria identità. Tropico del Capricorno non è un album hip hop in senso stretto, ma un disco nazionalpopolare nel significato più nobile del termine: rap che dialoga con la tradizione musicale italiana, con melodie riconoscibili e produzioni curate.

I campionamenti e l’estetica “italiana” funzionano, così come Guè solista, che resta una garanzia assoluta per scrittura e presenza. I feat sono il punto più debole, alternando scelte riuscite ad altre discutibili, ma non intaccano il quadro generale. Tropico del Capricorno è il disco giusto per raccontare chi è Guè oggi: non il rapper dell’anno, ma l’MC più centrale del decennio.

Fabri Fibra – Mentre Los Angeles Brucia

Fabri Fibra nel 2025 sorprende andando oltre aspettative inizialmente basse. I singoli e la tracklist di Mentre Los Angeles Brucia facevano temere un disco pensato più per l’impatto immediato che per lasciare traccia, e il titolo, potente ma poco sviluppato come concept, resta un’occasione solo parzialmente colta. Eppure, ascolto dopo ascolto, emerge un Fibra più intimo, riflessivo e sincero.

Non è un classico né un lavoro particolarmente spigoloso, ma è un disco riuscito e più autentico rispetto al predecessore, Caos. I momenti migliori arrivano nella seconda parte, dove la scrittura si fa più densa e necessaria: brani come Tutto Andrà Bene affrontano temi delicati con lucidità e senza retorica. Tra introspezione, buone scelte di produzione e una maturità evidente, Fibra dimostra di avere ancora qualcosa da dire. Le bonus track della deluxe rafforzano ulteriormente il progetto.

Shablo – Manifesto

Il Manifesto di Shablo segna un ritorno da protagonista che va oltre il classico disco da producer. È una dichiarazione di libertà artistica, costruita come un progetto corale ma estremamente coerente, in cui hip hop, jazz e soul dialogano senza forzature. Forte di una carriera che ha segnato il rap italiano, Shablo si prende lo spazio per sperimentare, suonare dal vivo e mettere in primo piano una visione musicale matura e consapevole.

Joshua diventa il filo conduttore del disco, affiancato da un cast ampio ma ben integrato, dove nomi storici e voci più giovani convivono con naturalezza. La presenza di Guè, Neffa, Tormento e Inoki rafforza il legame con la cultura hip hop, mentre l’approccio strumentale e l’estetica “libera” elevano il progetto. Manifesto non cerca l’hype: costruisce identità, profondità e prospettiva. Uno dei dischi più eleganti e trasversali del 2025.

Neffa – Canerandagio 1, 2

Con Canerandagio, diviso in Parte 1 e Parte 2, Neffa firma nel 2025 uno dei ritorni più importanti e credibili della storia recente del rap italiano. Dopo oltre venticinque anni lontano dall’hip hop come genere centrale, torna da MC e producer con un progetto completo, coerente e profondamente personale. Entrambi i capitoli mostrano un equilibrio raro tra istinto e visione: beat interamente prodotti da lui, un suono grezzo e funk, atmosfere spesso dark, e una scrittura che alterna critica sociale, introspezione e memoria storica.

I featuring attraversano generazioni senza mai rubare la scena, valorizzando un Neffa ancora lucidissimo, tecnico e ispirato. La Parte 2 amplia e raffina il discorso, con brani più narrativi e momenti di forte impatto emotivo. Canerandagio non è un’operazione nostalgia, ma la prova che Neffa resta un fuoriclasse fuori dal tempo. Un disco che nel 2025 rimette ordine e alza l’asticella.

Sick Budd – BISTRO!

BISTRO! di Sick Budd è uno dei producer album più solidi e coerenti dell’anno. Lontano dalla classica compilation senza direzione, il disco ha un’identità precisa: sound compatto, mood riconoscibile e una selezione di MC perfettamente funzionale alla visione del producer. Le produzioni tengono insieme classicità e attitudine contemporanea, con un’estetica street curata dall’inizio alla fine.

Il cast è ampio ma mai dispersivo, e ogni rapper entra nel progetto mettendo davvero qualcosa sul piatto, senza forzature. La forza di BISTRO! sta proprio nella regia di Sick Budd, capace di valorizzare voci diverse mantenendo una linea chiara. Le tracce aggiuntive completano il quadro senza snaturarlo, confermando la solidità dell’impianto. BISTRO! è un debutto da producer album che non segue le mode ma costruisce fondamenta. Un disco destinato a durare e uno dei lavori più centrali del 2025.

Toni Zeno, Fid Mella – Weltanschauung Sambusoda

Toni Zeno e Fid Mella firmano uno degli EP più freschi e personali del 2025. Sette tracce che condensano visione, tecnica e immaginario senza mai scadere nell’esercizio di stile. Toni Zeno si conferma una delle penne più raffinate dell’underground: liriche dense di metafore, cultura e spiritualità, sostenute da una delivery credibile e da un’identità lontana anni luce dai cliché urbani più abusati.

Il titolo è già manifesto: una visione del mondo che unisce filosofia e radici popolari, Sicilia e introspezione. Fid Mella accompagna tutto con produzioni eleganti e ricercate, capaci di passare dal classico a soluzioni più astratte e minimali, mantenendo sempre coerenza. Weltanschauung Sambusoda non cerca hype né scorciatoie, ma costruisce un universo sonoro riconoscibile e sincero. Un progetto piccolo per durata, enorme per spessore, e uno degli ascolti più stimolanti del 2025.

Egreen – Fare Rap Non È Obbligatorio 1, 2

Egreen ci ha ribadito una volta per tutte il senso della sua missione artistica. Fare Rap Non È Obbligatorio non è solo un nuovo (doppio) disco, ma un manifesto culturale: il rap non è per chiunque, ma per chi ha qualcosa da dire e le skill per farlo. Fantini continua a essere uno dei rapper più prolifici e coerenti della scena, capace di reinventarsi senza mai tradire la propria identità.

I due capitoli funzionano come una fotografia viva dell’universo Payback Records, dando spazio a una nuova generazione di MC senza rinunciare al legame con la vecchia scuola. Egreen resta il perno centrale, liricamente solido e credibile, ma sceglie di condividere il palco e il microfono. Fare Rap Non È Obbligatorio è un mix di rap e beat autentici e, soprattutto, necessari. Un progetto che guarda avanti senza dimenticare da dove tutto è partito.

Moder – Poco Dopo Mezzanotte

Con Poco Dopo Mezzanotte Moder chiude la trilogia iniziata con 8 Dicembre e Ci Sentiamo Poi nel modo più compiuto: non cambiando pelle a caso, ma affinando il suo linguaggio fino a renderlo definitivo. L’immaginario preso in prestito da Sette minuti dopo la mezzanotte non è un vezzo cinefilo: qui la scrittura è davvero il “mostro” che pretende verità, e l’album vive di confessioni, lutti e lucidità emotiva, senza retorica. La produzione è corale ma coesa, capace di tenere insieme rap classico e aperture più moderne, mentre i featuring – intergenerazionali e motivati da legami reali – ampliano il quadro senza rubare la scena. Quando serve, Moder alza anche lo sguardo sul sociale (20 luglio 2001 | Carlo Giuliani). Un disco maturo, dettagliato, con un universo riconoscibile.

Oltre i dischi appena citati, abbiamo il dovere di menzionare altri progetti che hanno fortunatamente puntato sulle rime in questo 2025 del rap italiano:

  • Narco Blues
di Pessimo 17, Sick Budd
  • Trittico Vol. 5 di Pessimo 17, Sick Budd
  • The Almighty Birds 2 di Aleaka
  • Gigantomakhia di JayJhona, ZZ
  • Training Day di Doye, Giovane Platone
  • 2IES IRAE di Toni Zeno, Carlo Ragazzo
  • Penkiller di Nerone
  • Streetwear di Tosses
  • Prima Del Prima di DJ Skizo
  • Jack Di Quadri di Lanz Khan, Sick Budd
  • Teoria Del Contrario 3 di Dani Faiv
  • Iddu 2 di Armani Doc
  • Supercella di Liffe, Barra1
  • Mano Roja di Liffe, Barra1, Gionni Gioielli
  • Sottocassa di Barra1, novenove
  • Santa Guerrilla di Liffe, Kolpo
  • From The Logo dei Santa Sede
  • Ridi Pagliaccio di Gentle T, Zeboh, Aleaka
  • Centenari di Gentle T, Brattini
  • Conflitti + Interessi di Michael Sorriso
  • Fed The Godson di Giovane Feddini, Gccio, MM
  • Nuova Era di
Maury B, Dj Douglas
  • Legacy di Montenero
  • Timeline
di White Boy
  • Mind Soul & Body di Roy Zen
  • Classici Italiani di Damn Daniel
  • Demone Giallo
di KRAMPO, novenove
  • Guns & Butter di Click-Head, Lvnar
  • Exitus di Pacman XII, Depha Beat
  • Panicoteca di Sesto Carnera, SPH, Kiquè Velasquez
  • Oro e Acciaio
di C.U.B.A. Cabbal, Gio Lama

E per voi, quali sono i migliori dischi rap pubblicati in Italia in questo 2025?

Grafica di Mr. Peppe Occhipinti.