Le major copieranno il roll out di Iceman di Drake?

Drake

Il rollout promozionale di Iceman sta diventando un caso studio ancora prima dell’uscita dell’album: Drake ha costruito un’attesa anomala, dilatata, quasi narrativa, che sta dividendo addetti ai lavori e pubblico. E mentre DJ Akademiks è convinto che possa essere un nuovo punto di riferimento, la sensazione è che la questione sia più complessa.

Iceman di Drake: un rollout costruito come un evento continuo

Negli ultimi mesi, Drake ha orchestrato una promozione che va ben oltre i classici standard. Non si tratta solo di singoli e teaser, ma di un ecosistema:

  • livestream e anticipazioni sparse nel tempo
  • tre singoli rilasciati a distanza: What Did I Miss?, Which One con Central Cee e Dog House con Yeat e Julia Wolf
  • eventi fisici e virali a Toronto, tra cui postazioni ghiacciate a bordo campo dei Raptors e riprese video in città
  • post criptici sui social network
  • infine, la recente e sorprendente struttura di ghiaccio che svelerà la release date solo sciogliendosi

A questo si aggiungono trovate borderline tra marketing e performance artistica, con l’effetto di creare una narrazione continua, più che una semplice campagna promozionale.

Secondo DJ Akademiks, l’industria starebbe osservando proprio Drake per capire quale sarà il prossimo standard della discografia internazionale: uscita a sorpresa? rollout frammentato? release in più fasi? La sua tesi è chiara: quando un artista di questo livello muove qualcosa, il sistema tende ad adattarsi.

Visto l’influenza e la storicità che ha Drake è un’ipotesi plausibile. Ma funziona davvero per tutti?

Qui nasce il dubbio. Il rollout di Iceman è affascinante, ma presenta anche criticità evidenti: tempistiche estremamente lunghe che rischiano di saturare l’attenzione; singoli usciti mesi prima, con un impatto che potrebbe disperdersi e aspettative che continuano a crescere senza un vero e proprio ritorno immediato. In altre parole, è un modello ad altissimo rischio: funziona perché è Drake. Non è scontato che possa essere replicato da artisti con meno peso mediatico.

C’è poi un altro elemento da considerare: la reazione del pubblico. Se da un lato molti fan sono completamente catturati dal “gioco” — controllare il ghiaccio, interpretare gli indizi, seguire ogni movimento — dall’altro emerge anche una certa frustrazione per l’attesa. Questo doppio binario è interessante: il rollout stesso diventa contenuto, ma rischia anche di sostituirsi alla musica (e non sarebbe una novità…)

Quindi le major copieranno davvero Iceman?

Probabilmente sì, ma solo in parte. Potrebbero replicare la ludicizzazione della campagna promozionale e provare a trovare modalità simili alla struttura di ghiaccio per svelare alcuni dettagli fondamentali di un disco, come data d’uscita, titolo, tracklist o i featuring

Ma difficilmente vedremo rollout così estremi diventare la norma, almeno per il momento. Più realistico è che l’industria estragga singoli elementi da questo modello, adattandoli a contesti più sostenibili.

Mentre ci poniamo questi quesiti, tra non molto si saprà finalmente quando uscirà Iceman di Drake e potrebbe essere molto prima di quanto tu possa pensare.

 

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