Under Fest 2026: l’edizione 12 a Marina di Ravenna

Moder

Da 12 estati, sulla spiaggia di Marina di Ravenna, succede qualcosa che nel panorama dei festival hip hop italiani è ormai un’eccezione più che una regola: Under Fest resta interamente gratuito, anche nel 2026.

Danno, Rancore, Toni Zeno e Brother Ali: la scrittura al centro di Under Fest 2026

Dal 22 al 24 luglio 2026 il Bagno Peter Pan torna a ospitare la manifestazione diretta artisticamente da Moder, che quest’anno porta – tra i tanti – sul palco Danno con DJ Craim, Rancore, Toni Zeno e il rapper statunitense Brother Ali, in un cartellone costruito attorno all’idea che il rap, per restare vivo, debba prima di tutto restare accessibile.

Non è un dettaglio da poco. Il mercato dei concerti in Italia vive una fase tutt’altro che semplice, tra costi di produzione lievitati e un pubblico sempre più abituato a pagare cifre importanti per assistere a un live. Under Fest va nella direzione opposta e lo fa da oltre un decennio con la stessa squadra.

È lo stesso Moder a raccontarci quanto pesi, ogni anno, tenere in piedi un evento del genere:

Le difficoltà ci sono sempre, soprattutto mano a mano che ci si avvicina alla data. Organizzare eventi in Italia è un delirio sia economicamente che burocraticamente, poi considera che noi siamo tre e ci occupiamo di una enormità di eventi l’anno e quindi la fatica è tanta. Sicuramente il mondo dei concerti vive un momento delicatissimo. Artisticamente ci siamo mossi con molto anticipo soprattutto sui main e chiudere due talenti indiscussi come Danno e Rancore ci ha fornito il paesaggio su cui costruire il resto. Toni Zeno lo osservo da anni, l’ho contattato un mese prima dell’uscita del suo ultimo disco, e vedere un ragazzo siciliano carichissimo per essere con noi, informatissimo su cosa fosse il festival e la sua storia devo dire che ci ha riempito di orgoglio. Sui cypher le scelte sono state più complesse la sensazione è che, negli anni, siano cambiati l’attitudine e l’approccio a questa cosa. Esiste ancora una scena underground? L’idea di un certo amore per l’indipendenza e per la libertà artistica ha ancora senso nel 2026? Oggi ogni artista punta a un team, a massimizzare un certo tipo di dinamiche di marketing… Il nostro festival punta a promuovere le collaborazioni e gli incontri tra artisti, tra addetti ai lavori mantenendo un clima dove il pubblico è parte integrante della cerimonia, non un bancomat che cammina. Crediamo fortemente che mai come ora l’approccio dal basso che ha caratterizzato Under Fest sia l’unico futuro possibile per un certo tipo di musica. Speriamo inizino a capirlo tutti, invece di scodinzolare per 2 briciole al tavolo di chi ha potere.

Sul fronte artistico, la dodicesima edizione porta a Marina di Ravenna tre nomi che rappresentano, per generazioni diverse, l’idea di rap come mestiere della scrittura. Danno sale sul palco accompagnato da DJ Craim, produttore del suo primo album solista Aka Danno, pubblicato quest’anno, e prima del live racconterà il percorso che lo ha portato fin qui in un talk condotto dal giornalista Damir Ivic insieme al content creator Camicia Variopinta. Ad aprire la strada ai concerti sarà Toni Zeno, talento che se ci seguite conoscete benissimo e che non smetteremo probabilmente mai di incensare sulle nostre pagine.

Accanto a loro due, l’altra grande penna presente quest’anno è Rancore, capace negli anni di parlare a un pubblico che va ben oltre i confini tradizionali del rap, fresco dell’uscita di Tarek da colorare. Sarà lo stesso Moder, in una novità assoluta per la storia del festival che dirige, ad aprire la sua serata con un live personale, portando sul palco Poco Dopo Mezzanotte, il suo album uscito a fine ottobre.

Brother Ali e la meritocrazia sul palco

A completare il cartellone arriva Brother Ali, rapper statunitense classe 1977 originario del Wisconsin, cresciuto artisticamente su etichette storiche come Rhymesayers e Mello Music Group e conosciuto per una scrittura da sempre legata a temi di giustizia sociale. La sua presenza a Marina di Ravenna non è frutto di una logica di cartellone costruita sui grandi numeri, ma di una scelta editoriale precisa, come ci spiega lo stesso Moder:

Brother Ali è stato un colpo fortunato. Under Fest è un luogo di sperimentazione, non chiamiamo gli artisti solo per fare numeri ma anche per dare visibilità a progetti che non sono sotto i riflettori. Brother Ali è un rapper incredibile, averlo con noi è un onore. Aggiungo che chi pensa che internet sia una piattaforma democratica non ne conosce i meccanismi quindi venite a supportare i cypher oltre che i main: potreste scoprire il vostro prossimo artista preferito

Se i main act raccontano la parte più visibile di Under Fest, cypher e freestyle ne rappresentano da sempre il cuore pulsante. Ogni serata si apre con il cypher, momento in cui rapper di generazioni e stili diversi, provenienti da tutta Italia, si passano il microfono sullo stesso palco: quest’anno tocca a Pierin, Kiki, Trais, Michael Sorriso & Roy Zen, Brattini, Tibe e Trama, con DJ Dima alla console in entrambe le serate. Alla scelta di questi nomi, Moder arriva dopo una riflessione più ampia sullo stato della scena underground italiana, chiedendosi se l’amore per l’indipendenza e la libertà artistica abbia ancora spazio in un’epoca in cui ogni artista punta a un team e a logiche di marketing sempre più strutturate.

Nella serata conclusiva, quella del 24 luglio, il festival ospita anche l’Under Battle, la gara di freestyle che negli anni è diventata un appuntamento fisso, con Higher, Sacco, Gabs e Keies come teste di serie, una giuria composta da Dank, John Durrell e ThePurista, e la conduzione affidata a Kenzie.

Under Fest 12 è realizzato con il contributo di Comune di Ravenna e Regione Emilia Romagna, un sostegno che continua a rendere possibile, anche nel 2026, un festival gratuito costruito attorno alla musica prima ancora che al profitto.

 

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