Carlo Corallo è tornato: ecco la sua Colonna Sonora Senza Film

Carlo Corallo
Foto di Mr. Peppe Occhipinti

“Il sale dei racconti è la proprietà di linguaggio”. La lingua, con le sue molteplici sfumature, può tingere un quadro in cui lo sguardo si perde. A suo tempo, fu Miguel de Cervantes a pronunciare queste parole. Come lui, Carlo Corallo diventa architetto di una storia senza una trama precisa, di cui sentiamo a malapena la melodia. Finalmente dal 15 maggio 2026 possiamo staccare un biglietto di sola andata verso la mente del cantautore ragusino. Ad accoglierci, idee, ricordi e racconti – per riprendere le sue parole quando annunciò l’album – danzanti sotto una Colonna sonora senza film.

Carlo Corallo, dopo il “blocco dello scrittore” ecco Colonna Sonora Senza Film

Opera d’arte nuova, non come quelle per cui una guida spesso si abitua a fare la coda

Cosa succede Quando le canzoni finiscono?”. Questa domanda, parafrasando il titolo del precedente lavoro di Carlo, riecheggia nella nostra testa dal 2022. Come lui stesso ricorda, il tempo cura ogni bivio e ogni scontro. Carlo, armato solo di biro è finalmente uscito dal labirinto – citando il pezzo in cui, ad accompagnarlo lungo il filo d’Arianna, è Davide Shorty. L’artista siciliano fa il suo ritorno sulla scena dopo un periodo in cui l’inchiostro faticava a buttar giù parole, scontrandosi con quel mostro chiamato “blocco dello scrittore”. Avvicinandoci al centro di questo dedalo, facciamo la conoscenza dei nostri Virgilio in quest’avventura nella frammentata psiche dell’autore.

Gli ospiti dell’album

Sotto una luna pallida è Dutch Nazari il primo cicerone da seguire. L’artista veneto è terapeutico fra le barre di “Un medico mi ha fatto ammalare”. Con lui, siamo spettatori di una relazione tossica ormai al bivio. Murubutu ed Elisa Aramonte sono invece i protagonisti del complicato amore di Arturo ed Elide. L’avventura di due sposi mette in scena il dramma di una coppia che condivide momenti fugaci e sfuggenti. A luce spenta, invece è Eugenio Cesaro – dagli Eugenio In Via Di Gioia – a tenderci la mano nella traccia omonima.

Chiude il cerchio la voce di SARAFINE, in grado di allontanarci da una realtà che pesa. Come prima di ballare è l’ultimo pezzo di questo viaggio interiore. Procediamo a tentoni e finalmente vediamo la luce: siamo fuori dal labirinto.

Se – ricordando Wittgenstein – il linguaggio è la “raffigurazione logica” di ciò che ci circonda, questo album ci ridà l’immagine della mente di Carlo, in cui nulla sembra in ordine.

D’altronde:

A che serve questa perfezione, il fare da esempio, se la strada dritta è tipica di un luogo desertico?