Certe notizie, nella scena rap italiana, hanno un peso specifico diverso. Non perché arrivino a sorpresa, ma perché erano attese da anni, quasi decenni. Danno che annuncia il suo primo album solista rientra esattamente in questa categoria: Aka Danno non è soltanto un nuovo disco in arrivo, è un avvenimento culturale per chi ha seguito, vissuto e studiato il rap italiano fin dalle sue fondamenta.
Aka Danno: un album atteso quanto quelli del Colle Der Fomento
Dopo i singoli Vamos A La Playa e Tom Waits, oggi arriva l’ufficialità: Aka Danno uscirà venerdì 6 febbraio, distribuito da WEA / ADA Music Italy.
Che Danno non avesse mai pubblicato un album solista, nonostante una carriera da veterano assoluto, è sempre stato un dato quasi surreale (anche se non troppo per chi lo conosce). E proprio per questo l’attesa intorno ad Aka Danno è paragonabile a quella che, storicamente, ha accompagnato ogni uscita dei Colle Der Fomento. Stessa tensione, stessa curiosità, stesso rispetto.
Danno non arriva a questo disco per esigenza di visibilità o per completare una checklist artistica. Ci arriva per uno spostamento consapevole, come racconta lui stesso, scegliendo di allontanarsi dalla comfort zone e di mettersi in una posizione di rischio creativo. Un passaggio naturale, ma tutt’altro che scontato, per una figura centrale del rap italiano, voce storica dei Colle Der Fomento e membro degli Artificial Kid.
Aka Danno come dichiarazione di identità
Aka Danno sarà un progetto compatto, dieci tracce, e ci piace proprio come idea. Ogni brano pare esplorerà una diversa declinazione della sua identità artistica.
La produzione è interamente affidata a DJ Craim, con la collaborazione di Ice One e Motta.
Aka Danno sarà disponibile anche in formato fisico, con diverse edizioni in vinile, inclusa una limitata doppio vinile con sette bonus track in esclusiva Discoteca Laziale.
Il Danno & DJ Craim Live porterà questo nuovo capitolo in giro per l’Italia, celebrando oltre 25 anni di musica e cultura hip hop. Ma è chiaro che il cuore di tutto resta qui: un disco solista che non c’era mai stato e che, proprio per questo, era desiderato come pochi altri. Quando una leggenda decide finalmente di firmare un album con il proprio nome, l’attesa è storica.


