Mick Jenkins ed EMIL pubblicano A Murder of Crows

Mick Jenkins

Mick Jenkins è tornato con A Murder of Crows, il nuovo album prodotto dal produttore londinese EMIL.

L’album è disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali e contiene 11 brani in cui il rapper di Chicago mostra tutto il suo talento.

A Murder of Crows: fuori ora il nuovo album di Mick Jenkins prodotto da Emil

Già dall’introduzione si capisce la qualità del progetto. Dream Catchers apre A Murder of Crows puntando l’attenzione su Mick che parla dei suoi errori e delle sue scelte, delle aspettative altrui, della superficialità della società. Il rapper critica chi si concentra solo sulle apparenze e sulle cose materiali e chi si fa vivo solo quando ha bisgno di qualcosa, sottolineando l’importanza di proteggersi dalla negatività.

Il disco procede con Words I Should’ve Never Said feat. ENNY, un brano che racconta rimpianti e parole non dette. Il pezzo mette in luce la difficoltà di Mick nel fare spazio agli altri dopo un lungo periodo passato da solo. Inoltre, descrive la sua incapacità di chiedere aiuto, le contraddizioni interiori che lo attraversano e, ancora una volta, il disprezzo per il materialismo.

Dopo l’interlude Eating Crow abbiamo Workers’ Comp che invece descrive l’importanza di dedizione, perseveranza e impegno. Parla anche del percorso di Mick, non certo esente dalle difficoltà. Critica chi pretende risultati senza nessuno sforzo e celebra invece chi rimane fedele a se stesso e lavora realmente. Il messaggio è che il successo richiede disciplina, pazienza, costanza e concentrazione.

Everybody say they running shit
All I see a bunch of bum rushing
Thumbs work but your tongue tied
Shoes untied, ni**as tripping ain’t it

La tracklist prosegue con Pundits (YAPPERS), in cui Jenkins critica chi parla del proprio successo senza aver mai affrontato davvero le sfide necessarie ad arrivarci, chi dà consigli senza avere meriti ed esperienza.

E poi c’è DeadStock: racconta i momenti no, le cadute, i conflitti e tutti gli ostacoli che, però, Jenkins accetta e riconosce come parte della vita. Celebra la coerenza e l’autenticità (sia nella musica che in generale nella vita), mentre critica ancora chi finge competenze senza aver vissuto realmente le situazioni di cui parla.

Dedizione, disciplina e perseveranza: il messaggio dietro al progetto

Segue On VHS, brano in cui il rapper denuncia chi ostenta senza sostanza e richiama invece all’autenticità e alla disciplina. È un pezzo che mette a fuoco la necessità di coerenza e profondità in un mondo dove troppe volte prevalgono apparenza e superficialità.

Subito dopo arriva Move un brano che parla dell’importanza di muoversi, di non restare fermi di fronte alle difficoltà e di non lasciarsi sopraffare dall’inerzia. Il progetto prosegue  con Shining che ribadisce il concetto alla base dell’album: non servono né catene né diamanti, la vera luce è quella che proviene dall’essere se stessi, dal credere in ciò che si fa e dalla forza di continuare a brillare nonostante le critiche. Il successo di cui Mick parla nel brano non è solo quello materiale. È soprattutto quello spirituale che porta a un bagliore che non si può spegnere.

Con Coco Gauff  viene sottolineato ancora una volta che la vera grandezza non si misura né con cose materiali, né con premi, né con trofei. Ciò che conta davvero è la disciplina, grazie alla quale si può evolvere.

L’album si chiude con Bigget Than Ever ft. Kaylan Arnold. Questo brano mostra come dalle risorse limitate possano nascere risultati preziosi e ribadisce che l’importanza dell’essere autentici e creativi.

Un album curato nei dettagli

Mick Jenkins è probabilmente tra i rapper più interessanti in circolazione oggi e A Murder of Crows non fa altro che confermarlo. È un progetto completo e curato nei minimi dettagli sia nel contenuto che nel suono: piccole sfumature che possono sembrare minime ma fanno la differenza. Ogni vero appassionato di hip-hop saprà riconoscerle e apprezzarle.

Ascoltando l’album sembra di assistere a un film: undici pezzi che raccontano una storia e allo stesso tempo lasciano il desiderio di ascoltarne di più. E in tutti i pezzi il rapper mantiene intatto il suo modo di scrivere, un esempio per chi tende a sacrificare i testi in favore della melodia o della hit a tutti i costi. Impeccabile anche il lavoro di Emil, anch’esso ricco di dettagli: rap, jazz, campioni scelti accuratamente senza i quali l’album non sarebbe stato lo stesso. Il rap indipendente di oggi è parte di quello che sarà il rap del futuro, ed è proprio per questo che la presenza nella scena di un artista di qualità come Mick Jenkins è così importante.

Potete ascoltare A Murder of Crows qui: