Un viaggio nel lato oscuro di Milano: Capitale Della Droga, EP d’esordio di Luchitos.

Sin dagli albori del rap nel nostro paese, Milano è sempre stata la città prediletta dai racconti di strada. La città del fumo all’interno della quale si intersecano, ogni giorno, storie di microcriminalità, di fame e di rivincita. È proprio Milano infatti ad essere quest’oggi il palcoscenico di Luchitos, rapper classe 2000, che arriva direttamente dalla Zona 8 del capoluogo lombardo. Il 2 ottobre è stato rilasciato, per TopOnly Records, il primo EP di debutto dell’esordiente, intitolato Capitale della droga.

Il disco si compone di sei tracce, con un solo featuring, quello del giovane Touchè. La produzione del disco è stata interamente curata da Draw Ice, con una sola co-produzione assieme a Paga.

Il viaggio di Luchitos in questo EP è quello di un ragazzo dal passato turbolento e di una città che velocemente passa dell’essere una culla al divenire una gabbia. Le tracce seguono un fil rouge costante, accompagnando l’ascoltatore nel passato e presente del rapper. La Milano descritta in Capitale della droga è una città ben lontana da quella che tutti conosciamo come “la capitale della moda”.

Il racconto proposto da Luchitos ci accompagna nelle strade e nelle storie di chi vive lontano dai riflettori. Proprio per questo i contenuti del progetto si rifanno alla cultura di strada, proponendo l’ennesima storia di rivalsa personale. Lungo tutto l’ascolto l’atmosfera che si respira è prettamente street, con molteplici riferimenti ad abusi di sostanze, grosse somme di denaro, brand e donne.

A tal proposito, occorre precisare una cosa: molto spesso i contenuti dei pezzi vengono ricoperti di sacralità nel mondo del rap. Ciò accade perché storicamente questo elemento ha sempre avuto un’accezione conscious ovviamente, plasmando l’idea – forse anacronistica -che il contenuto debba obbligatoriamente essere un messaggio che trasporti verità assoluta ed illuminante. Guardandoci intorno però si potrebbe dire che i tempi siano sufficientemente maturi per far si che i contenuti dei brani vadano oltre, e che non debbano diventare un pretesto per mettere alla sbarra chi propone dell’altro. Rimane comunque fondamentale la trasparenza di ciò che si fa e di ciò che si dice, poiché d’altronde il rap è una disciplina che fa dell’essere veri un valore.

Proprio per questo, l’atmosfera esageratamente cupa e sommersa di criminalità di questo EP parla da sé, e viene da chiedersi se al giorno d’oggi ci sia ancora il bisogno di portare certe tematiche all’esasperazione.

Citando Claver Gold: l’unico compromesso è non mentire mai sopra una traccia; e a quanto pare questo mantra non viene preso molto sul serio. Il progetto di Luchidos è sicuramente valido, ma viene da chiedersi quanta verità ci sia in questa narrazione così esplicita, diretta ed esagerata. Le abilità al microfono del giovane rapper non cancellano l’estrema e continua esasperazione dei cliché legati alla strada. Ciò nonostante ci auguriamo che Capitale della droga possa essere un punto di partenza per qualcosa di più maturo e concreto.

Fateci sapere con un commento i vostri pareri riguardo a questo EP. Potete ascoltare Capitale della droga al link in seguito. Buon ascolto!

Commenti