Rapologia Charts – I 10 migliori dischi rap pubblicati in America nel 2022

I 10 migliori dischi Rap del 2022
Artwork di Mr. Peppeocchipinti

Anche questo 2022 è stato un anno bello denso di dischi rap usciti in America. Ci aspettavamo forse un po’ di più uscite interessanti da parte dei più giovani, invece quelli che si sono presi ancora una volta le luci dei riflettori sono i veterani o artisti comunque già affermati.

I 10 migliori dischi rap pubblicati in America nel 2022 seconda la redazione di Rapologia

Anche questa volta è stato difficile lasciare fuori alcuni progetti molto validi, ma siamo più che orgogliosi di questa nostra selezione. Dieci album frutto di una semplice votazione interna e condivisa con voi per poter rivivere in un colpo solo il meglio di questa annata.

Li trovate perciò in questa nostra personale raccolta, frutto di una semplice votazione interna e condivisa con voi per poter rivivere in un colpo solo il meglio che la scena statunitense è riuscita a donarci durante questi lunghi dodici mesi.

Consapevoli di avere lasciato fuori progetti degni di nota – vedi sezione Menzioni in calce all’articolo – vi lasciamo ai 10 migliori dischi rap pubblicati in America nel 2022 seconda la redazione di Rapologia, messi in semplice ordine alfabetico

Black Thought, Danger Mouse – Cheat Codes

Se unisci uno dei liricisti più talentuosi di sempre con uno dei producer più originali della scena il risultato non può che essere soddisfacente. In questo caso è sbalorditivo: Cheat Codes è un prodotto molto hip hop e allo stesso tempo capace di spaziare grazie soprattutto alle produzioni senza tempo di Danger Mouse. I testi di Black Thought sono sempre al livello di élite rap e anche le collaborazioni sono perfette. Ascolto consigliatissimo per uno dei migliori progetti dell’anno.

Brani consigliati: Sometimes, Aquamarine, Belize, Saltwater

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Denzel Curry – Melt My Eyez See Your Future

Dalla potenza sporadica di Taboo a un’opera costante, classica e ispirata come Melt My Eyez, Denzel Curry non arresta la sua crescita artistica, regalandoci quello che pure lui ritiene essere il suo miglior album. Chi conosceva il floridian unicamente come autore di banger alla Ultimate e Clout Cobain, sarà rimasto scioccato dall’autorità conscious dell’ultimo disco, nel quale le riflessioni si accompagnano a tappeti di note jazz usciti dalle mani di Robert Glasper, Karriem Riggins e Thundercat. A riprova della cura stilistica del progetto, l’extended edition propone versioni live di tutti i brani con il sostegno della Cold Blooded Soul Band in un’atmosfera da free jazz grazie alla quale il rapper diverte e incanta. Denzel Curry è ufficialmente nel gotha dell’hip hop contemporaneo.

Brani consigliati: Melt Session #1, Walkin, The Last, The Ills

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Freddie Gibbs – $oul $old $eparately

Cosa fa un Freddie Gibbs rimasto orfano di Madlib e Alchemist per la prima volta in quattro anni? Beh, Freddie scalda i muscoli sul soul di Couldn’t be done, intesse un flow più melodico che mai in Dark hearted, trappa con Offset e Moneybagg Yo, elabora un concept hotel-casinò e soprattutto continua a rappare come solo uno dei rapper più consistenti degli ultimi anni sa fare. $oul $old $eparately si scrolla di dosso la pressione traccia dopo traccia, arrivando anche a toccare corde personali in Grandma’s Stove, forse aprendo la strada ad un’evoluzione del rapper di Gary tra il gangsta e l’intimo. Freddie Gibbs dimostra ancora di essere una sicurezza su ogni tipo di beat, così come in ogni classifica di fine anno.

Brani consigliati: Dark hearted, Grandma’s Stove, Space Rabbit, Gang Signs

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JID – The Forever Story

Che dire dell’anno di JID? Pensavamo che la grande promessa di The Never Story non potesse raggiungere gli apici delle classifiche, incastrato tra tecnica e liriche, né che riuscisse a evadere dall’ombra di J Cole (in Dreamville) e Kendrick Lamar (per cadenze e completezza); invece JID mette a ferro e fuoco il 2022, cavalca l’onda di Enemy e pubblica il terzo album, la consacrazione come artista non più da tenere d’occhio, ma da guardare dal basso verso l’alto. The Forever Story chiude infatti un cerchio per il rapper di Atlanta, che non si limita a proporre un compendio di flow e pocket inimitabili, ma affina il cantato, racconta storie, fa scuotere le teste e si affianca ad un supporting cast inappuntabile. A JID non manca proprio nulla per affermarsi come prossimo top player globale, ma intanto godiamoci un capolavoro come The Forever Story. QUI la nostra recensione.

Brani consigliati: Lauder Too, Sistanem, Dance Now, Stars

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Joey Bada$$ – 2000

Dopo cinque anni dal disco precedente Joey Bada$$ torna con un album molto eterogeneo che dimostra la grande versatilità dell’artista che riesce a trattare ogni tipo di tema con facilità ed estrema bravura. La tecnica è stata sempre più affinata nel corso degli anni e il rapper riesce a trarne giovamento in ogni tipo di canzone e su ogni tipo di strumentale. Joey resta nella sua comfort zone grazie ai numerosi beats del fidato collaboratore Statik Selektah e su temi come il razzismo e il rap, ma in canzoni come Survivor’s Guilt, Show Me e altre riesce a mostrare un lato più vulnerabile, personale e quasi inedito. Tutti questi ingredienti fanno in modo che 2000, il sequel ideale del classico mixtape 1999, sia uno degli album migliori dell’anno.

Brani consigliati: Show Me, Written n The Stars, Survivor’s Guilt, Head High

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Kendrick Lamar – Mr. Morale & The Big Steppers

Rivoluzionario nel contenuto e imprevedibile nella produzione, Mr Morale & The Big Steppers vede Kendrick Lamar fronteggiare non solo i propri demoni, ma anche quelli della propria famiglia. La salute mentale funge da protagonista in un disco nel quale i temi dell’abuso, della violenza e della generational curse conducono l’ascoltare lungo un percorso progressivo. L’intero progetto tende verso un’idea di cambiamento e guarigione nella quale un pubblico vastissimo può rispecchiarsi. Degna conclusione del sodalizio artistico con la TDE, Mr Morale & The Big Steppers ha permesso a Kendrick di consacrare definitivamente l’universalità della propria discografia. QUI la nostra recensione.

Brani consigliati: Father Time, Auntie Diaries, Mr Morale, Rich Spirit

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Metro Boomin – Heroes & Villains

Quattro anni di attesa, molteplici rinvii legati a diversi lutti famigliari, la scomparsa improvvisa di Takeoff, richieste incessanti da parte dei fan nel sentire un nuovo album. Considerando il peso di questi aspetti, Metro Boomin è riuscito per l’ennesima volta a mettere d’accordo tutti con Heroes & Villain, riprendendo l’immaginario che ha caratterizzato Not All Hero Wear Caps ma riproponendolo con sonorità totalmente diverse. Il giro di amici che lo hanno accompagnato durante tutto questo viaggio sono li stessi di sempre: Future, 21 Savage, Young Thug, Travis Scott, Gunna e tanti altri. Nonostante i nomi si ripetano ciclicamente, i mood nei quali ci trascinano sono l’uno diverso dall’altro facendoci saltare dalla sedia ad ogni cambio beat. Il producer di Saint Louis, con la consapevolezza di essere attualmente uno dei pochi a potersi permettere tutti questi artisti di spessore all’interno di un progetto, ci ha regalato ancora una volta un progetto ricco di influenze musicali, capace di essere assimilato da tutte le fasce d’età, senza mai annoiare.

Brani consigliati: Too Many Nights, Creepin, Niagara Falls, Umbrella

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Nas, Hit-Boy – King’s Disease III

Considerando la velocità con cui l’Hip-Hop naviga i trend sonori, se ci avessero detto nel 94’ che oggi Nasir Jones sarebbe stato ancora nel discorso dei progetti dell’anno, probabilmente ci avrebbero presi per pazzi. King’s Disease III è molto di più di un grande album di Nas, è la dimostrazione di dove il Rap può arrivare. Un momento necessario quello dell’alleanza tra Nas e Hit-Boy, perfetta per solcare la soglia imminente dei 50 anni di un genere che cresce insieme e intorno a tutti noi, grandi e piccini. QUI la nostra recensione.

Brani consigliati: Don’t Shoot, Get Light, Reminisce, Thun

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Pusha T – It’s Almost Dry

It’s Almost Dry è una delle release più riuscite dell’intera carriera di Pusha T. Il disco è stato più che egregiamente prodotto, per lo più, da Pharrell Williams e Kanye West. Le produzioni sono un capolavoro dietro l’altro, essendo incalzanti, barocche, colorate ed aggressive. Il campionamento soul in Dreamin Of The Past, reminiscente dello stile musicale di The College Dropout, ricorda come Kanye sia uno dei beatmaker migliori ad aver messo piede sulla terra. La “tarantiniana” Just So You Remember ne è un’altra prova. L’attacco di Pusha in Brambleton, che apre l’intero disco è abbastanza per riassumere la forma smagliante del rapper nel disco. La notturna Call My Bluff ribadisce la fluidità del suo flow. Il titolo dell’album tradotto sarebbe “è quasi asciutto” col significato di “è quasi pronto“, andandosi a riferire ad una terminologia della cultura dello spaccio, ma soprattutto ad un paragone con un dipinto-capolavoro che si sta asciugando. It’s Almost Dry è un asciutto ed incisivo disco, che tratta la classica strada coperta di spaccio, tema cardine dell’MC, incorniciato da produzioni impeccabili, degno di essere ricordato come l’album di livello che è.

Brani consigliati: I Pray For You, Call My Bluff, Rock N Roll, Let The Smokers Shine The Coupes

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Westside Boogie – More Black Superheroes

MORE BLACK SUPERHEROES di Westside Boogie è una delle uscite essenziali dell’affollato 2022. Il seguito dell’ottimo debutto del 2018 vede il rapper di Compton sperimentare con la sua voce e con i suoi produttori. Un breve ma intenso percorso di stabilizzazione emotiva dopo una brusca rottura amorosa che trova nella sua esorcizzazione un nuovo, importante passo contro la tossicità mascolina del genere. Boogie affonda anche con un velo di ironia la penna in tematiche come la salute mentale, l’insicurezza e la ricerca di sé stessi non negando all’ascoltatore momenti puramente lirici o puramente melodici. L’artista Shady Records si conferma uno degli artisti cardine quando si decide di ascoltare il genere oltre le offerte in bella mostra alla superfice.

Brani consigliati: Stuck, LOLSMH II, Aight, Can’t Get Over You

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Oltre i dischi appena citati, abbiamo il dovere di menzionare altri progetti che hanno fortunatamente puntato sulle rime in questo 2022 del rap americano:

  • God Don’t Make Mistakes di Conway
  • Tana Talk 4 di Benny The Butcher
  • Kiss The Ring di Rome Streetz
  • Hitler Wears Hermes 10 di WSG
  • Zhigeist di Elzhi
  • Rise & Fall of Slaughterhouse di KXNG Crooked e Joell Ortiz
  • Shape Up di Leikeli47
  • Lyrics to GO, Vol. 3 di Kota the Friend
  • BODR di Snoop Dogg
  • DEATHFAME di Quelle Chris
  • The Course of the Inevitable 2 di Lloyd Banks
  • There Will Be No Super-Slave di Ghais Guevara
  • Results Take Time di Symba e Dj Drama
  • 5 and a F*** You di GRIP
  • Cost of Living di Apollo Brown e Philmore Greene

E per voi, quali sono i migliori dischi rap pubblicati negli Stati Uniti d’America in questo 2022?

Classifica dei 10 migliori dischi rap pubblicati in America nel 2022
a cura dello staff di Rapologia

Grafica di Mr. Peppe Occhipinti.