Testo di L’astronauta di Nayt, brano estratto dall’album ufficiale Io Individuo, pubblicato dopo la sua partecipazione a Sanremo 2026.
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Leggi il testo di L’astronauta di Nayt
Un’altra storia finita, forse è la solita sfiga
Metti una story su Insta, io tiro fuori una spina
Al cuore non serve non serve un’operazione
Forse siamo solamente figli di una generazione
Non ci interessano i film, però ci facciamo i film
Oggi che è solo il tuo feed a dire l’uomo che sei
Ragazzi soli fottuti all’idea che gli affetti si comprino
Chiedi se la società ha rispettato il suo compito
Io che ti guardo e non so se ti vedo davvero
Se quando le cose cambiano è uguale il modo in cui le vedo
Fuori parlano di noi, però non sento nеssun “Noi”
E tra me e gli altri c’è un vuoto, io credo sia assurdo
Mangiarе male, passare la sera da soli
Non sentirsi parte di lotte, di gioie e dolori
Fissare i colori, come un astronauta che vede il pianeta da fuori
Non c’è più niente, niente, niente che mi lega a te
Mentre mi allontano sento che cala l’ossigeno
Penso a quello che ti scriverò
Toccare il fondo per capire che
Forse non è questo il senso di sentirsi libero
Forse avrei dovuto dire no
Cerco qualcosa che mi lega a te
Che non penso siano oggetti fogli, euro, dollari
Ora che non ho più voglia di
Toccare il fondo per capire che
Forse a scegliere di amarti, a farmi essere libero
Forse non ti dovrei dire no, dire no, huh
Osservo questo pianeta, penso a lei quando piangeva
Hanno qualcosa di simile
Dimmi che cos’è che si vede lì di me, dimmi se brillo un po’
Anche se è solo un abbaglio, tu dimmelo e fingi un po’
Dimmi le cose che senti, dammi le cose che ho perso
Perché alle volte quasi non penso più a un dio
Forse ho pensato che noi fossimo solo uno scherzo
Forse ho pensato che io non fossi solo un tuo pezzo e tu un mio
Quando ho pensato che forse a staccarsi si soffre di meno
Stavo scappando, non chiedevo mai da che fosse dipeso
E in orbita non hai problemi di peso
Se mi avvicino, sai che non abbasserò forze difese, ah
Mangiare male, passare la sera da soli
Non sentirsi parte di lotte, di gioie e dolori
Fissare i colori, come un astronauta che vede il pianeta da fuori
Non c’è più niente, niente, niente che mi lega a te
Mentre mi allontano sento che cala l’ossigeno
Penso a quello che ti scriverò
Toccare il fondo per capire che
Forse non è questo il senso di sentirsi libero
Forse avrei dovuto dire no
Cerco qualcosa che mi lega a te
Che non penso siano oggetti fogli, euro, dollari
Ora che non ho più voglia di
Toccare il fondo per capire che
Forse a scegliere di amarti, a farmi essere libero
Forse non ti dovrei dire no, dire no
Cosa rimane di me, di questo
Ora che sono lontano, lo sai che c’è? Ti penso
Dirtelo adesso, dimmi a che servirebbe
Gridare è un sentimento, neanche si sentirebbe, qui
Non c’è più niente, niente, niente
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